Ma egli, preferendo una morte gloriosa a una vita ignominiosa, s'incamminò volontariamente al supplizio,
sputando il boccone e comportandosi come conviene a coloro che sono pronti ad allontanarsi da quanto non è lecito gustare per brama di sopravvivere.
Coloro che erano incaricati dell'illecito banchetto sacrificale, in nome della familiarità di antica data che avevano con quest'uomo, lo tirarono in disparte e lo pregarono di prendere la carne di cui era lecito cibarsi, preparata da lui stesso, e fingere di mangiare la porzione delle carni sacrificate imposta dal re,
perché, agendo a questo modo, avrebbe sfuggito la morte e approfittato di questo atto di clemenza in nome dell'antica amicizia che aveva con loro.
Ma egli, facendo un nobile ragionamento, degno della sua età e del prestigio della vecchiaia a cui si aggiungeva la veneranda canizie, e della condotta irreprensibile tenuta fin da fanciullo, e degno specialmente delle sante leggi stabilite da Dio, rispose subito dicendo che lo mandassero alla morte.
"Non è affatto degno della nostra età fingere con il pericolo che molti giovani, pensando che a novant'anni Eleàzaro sia passato agli usi stranieri,
a loro volta, per colpa della mia finzione, durante pochi e brevissimi giorni di vita, si perdano per causa mia e io procuri così disonore e macchia alla mia vecchiaia.
Infatti anche se ora mi sottraessi al castigo degli uomini, non potrei sfuggire né da vivo né da morto alle mani dell'Onnipontente.
Perciò, abbandonando ora da forte questa vita, mi mostrerò degno della mia età
e lascerò ai giovani nobile esempio, perché sappiano affrontare la morte prontamente e generosamente per le sante e venerande leggi". Dette queste parole, si avviò prontamente al supplizio.
Quelli che ve lo trascinavano, cambiarono la benevolenza di poco prima in avversione, ritenendo a loro parere che le parole da lui prima pronunziate fossero una pazzia.
Mentre stava per morire sotto i colpi, disse tra i gemiti: "Il Signore, cui appartiene la sacra scienza, sa bene che, potendo sfuggire alla morte, soffro nel corpo atroci dolori sotto i flagelli, ma nell'anima sopporto volentieri tutto questo per il timore di lui".
In tal modo egli morì, lasciando non solo ai giovani ma alla grande maggioranza del popolo la sua morte come esempio di generosità e ricordo di fortezza.
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 19,1-10.
In quel tempo, Gesù entrato in Gerico, attraversava la città.
Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco,
cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura.
Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua».
In fretta scese e lo accolse pieno di gioia.
Vedendo ciò, tutti mormoravano: «E' andato ad alloggiare da un peccatore!».
Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo;
il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
Questa conversione del capo dei pubblicani e ricco venne attuata in una persona di nome Zaccheo. E questo nome rende più straordinario l’evento. La lettura zumera di Zak-eu propone l’inversione circolare dei grafi in Kaz-eu. Riferisco il senso dettagliatamente:
za-
2 sg. pronoum; you (singular).
Tu allarga la platea a tutti gli ascoltatori.
-ak da leggere lcz –ak:
ka(-g)
mouth; opening, branching (of a canal) [KA archaic frequency] .
Bocca –che parli- o
ka
in the large usage, the difference between a rough measuring and a final measuring of a quantity of grain. (anima).
E qua, la sorpresa anche per me, che in prima battuta avevo individuato zalag, la luce della galaz-(zia). Meglio viene da ‘superpotere’:
Ka-an-sha-sha
Overpowering (cf., ka…sha-ah-sha [sviluppato in shu…sha-an-sha-sha to extend the hand]).
Migliore perché il sintagma offre dei grafi da leggere: ka-an-ash-sha. –ashsha vel aza,
‘cage, fetter, bear, myrtle’, vel azu, doctor.
I Maccabei narrano del supplizio dell’anziano Eleazaro che sceglie di rifiutare il cibo, ki.bu, ‘conoscenzabu di Terraki’, proibito per non andare al Creatore impuro. Anche qua il senso zumero ki.bu, ignoto ai traduttori che lo ritengono perduto senza eredi, si perderebbe.

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