ANNO XX Febbraio 2026.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 15 Gennaio 2018 08:16

Arcigay Taranto cambia casa

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Ha aperto le sue porte domenica 14 gennaio CasArcobaleno, la nuova sede Arcigay in Corso Italia 84C a Taranto, nel segno dell’accoglienza, della condivisione e dell’arte.

A due mesi dal compimento dei suoi primi quattro anni (giovedì 22 marzo p.v.), Arcigay Taranto (nata formalmente il 22 marzo 2014) cambia casa.

Dopo quattro anni di operatività in Via Vincenzo Pupino #90 (storica casa della Hermes Academy sin dalla fondazione nel settembre 2005), Arcigay trasloca in una nuova sede di 85 mq in Corso Italia #84C a Taranto, in cui trovano spazio una living room per il co-working, una cucina per pranzi e cene sociali, una veranda / area fumatori, una Stanza Salute (all’interno della quale effettuare a costo zero i test rapidi HIV e usufruire della gratuita consulenza psicologica e legale) e una sala conferenze, per gli incontri socio-culturali, i cerchi di auto-mutuo-aiuto, la formazione interna ed esterna e i cineforum.

Così come le attività proposte fino ad ora, anche le iniziative che hanno luogo nella nuova sede, compresi i laboratori e le consulenze psicologiche e legali, non godono di fondi pubblici, né di contributi di privati, ma fondano le proprie radici su puro spirito filantropico e opera di volontariato dei/delle/de* suoi/sue/su* aderenti. Precisiamo inoltre che tutte le utenze della nuova struttura sono a carico del direttivo. «CasArcobaleno è la casa di tutti/e/*.» Lo dichiara Luigi Pignatelli, presidente del Presidio Arcigay nella Provincia di Taranto. «È un appartamento situato a due passi dalla necropoli in Via Marche, ben collegato mediante mezzi pubblici a tutti i quartieri della città. Mi auguro che qui possano trovare concretizzazione sogni e bisogni di uomini, donne, agender di ogni età, provenienza geografica, ceto sociale, credo e orientamento sessuale. Contributi di idee sono benvenuti in questo spazio di ascolto, condivisione e formazione, aperto ad altre associazioni, movimenti, collettivi e a chiunque cerchi un posto in cui essere se stesso/a/*. Un posto, uno spazio, una casa che siamo riusciti/e/* a donare alla comunità grazie alle energie positive e propositive di Emanuele Pignatelli (mio padre, responsabile del Gruppo Over65), Michela Albano (mia madre, che ha preparato il rinfresco offerto durante la serata di inaugurazione), Giuseppe Ricci (tra i soci fondatori di Strambopoli), l’artista Gianluca Ciamei, Francesco Leggieri e Anis Maggio, che hanno dato un notevole contributo logistico nelle ultime ore prima dell’apertura.»

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