ANNO XV Maggio 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 27 Gennaio 2018 05:59

Post-prostectomia

Written by 
Rate this item
(0 votes)

Sono le 14,28 di venerdì 26 gennaio. Stamani sono rientrato a casa dopo l’operazione sulla prostrata.

Mi piace riassumere la chirurgia storica sul mio pene con due interventi sul tubo[1] (che rende l’uomo differente dalla donna).

Ho avuto una bella sorpresa: il sito Archeomedia ha pubblicato: kapsu[2]

Ho deciso di confermare il titolo Anthares: cinquant’anni insieme, pensato a lungo nei quattro giorni di degenza ospedaliera.

Insieme normale.

Sono uscito, ieri p.m., soddisfatto, dall’insieme umano dell’ospedale di Castelfranco: pazienti, visitatori, personale medico e para-medico.

Poiché prevale la diceria del disastro medico generalizzato (in Italia), io vi invito ad accettare anche il mio punto di vista: io ho avuto un’esperienza totalmente opposta: infermieri gentili e premurosi, non invadenti, sensibilissimi, preparatissimi e dialoganti con me in sala operatoria, medici capaci ed amorevoli, ‘consoci pazienti’ mi hanno allietato il soggiorno del tutto privo di dolore.

L’unico disagio è stato girare con la borsa del sangue in mano, sdoppiato in due circoli sanguigni: quello interno e quello esterno. Ho pensato al zumero doppio circolo del cielo e della terra, bil.ki.lib.ba. Il mio sistema materializzava quello antico.

Avremo modo di parlarne. Un primo approccio per il lettore che voglia approfondire laicamente il sistema spirituale può essere I benandanti di Carlo Ginzburg[3].

Sono stato portato a casa sua come un principe dal medico-chirurgo in pensione Maria Luisa, mia sorella, salutato da suo marito, il primario psichiatra (in pensione) Gianluigi Bianchin; ho cenato a radici e fasòi –il piatto principe del vittoriese-. Ho gustato il film Il complotto, tratto dal processo al nazista Eichmann (che si difese invano sostenendo di aver tenuto un comportamento ‘rispettoso delle leggi vigenti’).

Vorrei metter in diario la memoria di tanti giorni così!

Veniamo al nostro insieme con l’esame di ‘insieme’.

Insieme tecnico.

Che cosa intendo per ‘insieme tecnico’ (i.t.)?:

insieme in etimo zumero ragionato!

L’etimo de lo Zingarelli 2018 di ‘insieme’ è:

insieme insème [lat. tardo insimul, comp. di in-2 e simul da similis e ‘similecon sovrapposizione di semel ‘una volta].

La spiegazione interna al latino sembra precisa. Ed esterna? Ovvero, qual è l’etetimo di insieme, ovvero l’etimo dell’etimo?

A fine 2017 ho scritto:

Insieme: etetimo[4].

AMU[5] ha iniziato il 2017, che finiamo in.si.eme.

L’etimo zumero di in.si.eme narra: ‘linguaeme (in) vita/morteshish correntein’.

La preoccupazione dell’etimologista latino è stata quella di spiegare it. ‘insieme’ in relazione alla frequenza e all’istantaneità intrecciando lat. semel + simul per avere il tardo insimul.

L’ontologia zumera di ‘insieme’ relaziona, invece, la ‘lingua corrente’ con ‘vita-morte’. Al nostro occhio questo etetimo è prezioso perché scevro di esplicita menzione di dèi o demoni, uguale al termine italiano e valido nei due passaggi vincolato alla ‘lingua’ in zumero.

La condizione di ‘vita/morteshish correntein’ è quella di ogni essere umano in tutta l’umanità da sempre. Eme è:

eme – gir15/gi7

   Sumerian language (‘tongue’ + ‘native’ –no: ‘cuneo che scrive’-)[6].

gir15/gi7 [KU]

domestic, civilized; belonging to the native in-group; noble (circle + city) [SE3 archaic frequency][7].

‘in.si.eme’ zumero ed italiano è privo anche di gir15/gi7 [KU]

dove KU = ‘distinguo’. Non c’è necessita’ di distinguere ulteriormente turnazioni di generazioni umane, dèi e demoni, una volta accettate le identità italo-zumera di ‘in.si.eme’, vincolata al significato zumero di lingua, eme.  

Perciò, accettato il carattere tardo di insimul, privo del ‘eme’ presente in s.eme.l, se confrontiamo il terzo termine rispetto italiano-latino, il zumero, osserviamo:

s…eme…l = eme-syl, ‘lingua (del) sole (syl)’.

In.si.mul = ‘corrente. vita-morte. stella’.

L’etetimologia dei termini latini ha un senso compiuto nella spiegazione latina che rapporta all’unicità del sole e alla stella rapportata al sole la lingua che fluisce sempre.

Ringrazio AMU di aver fatto vedere sé stesso così, prima a me, e non all’insiemistica ancora[8].

Ringrazio AMU di papa Francesco, con 81 anni[9] (vivo il papa emerito).

Levo in.ni2 (ad) AMU con timore e rispetto[10].

ni2…dar

  to be fearful (‘self; fear’ + ‘slice, shatter’ –alt.: paura di sé + immagine attiva)[11].

ni2-digir

        The fear of god (‘fear’ + ‘god’ –esterno-)[12].   

Dingir è la divinità interna all’essere animato, digir è l’esterna. ‘In’ vale ‘corrente’.

Inni è il primo circolo divino auto-consistente che non cerca (e riceve solo): URUK da leggere URKU, orco. Io ho paura di questa ‘possibilità’ che la Croce ha cancellato.

In.im è ‘parola’ vel ‘corrente. spirito/vento’; im.in è sette vel ‘spirito/vento. corrente’[13].

Imin (2, 3)

   seven; totality; innumerable; all (ia2/i2, ‘five’, + min, ‘two’ –no: im, ‘wind’, + in, ‘he’ o ‘entra’)[14]

e la parola è

 

inim, enim [KA]

  word(s); statement; command, order, decree; oath, agreement; matter, affair, concern, subject (in, ‘one discrete individual’, + eme, ‘speech’)[15].

Mi taccio per non confondere[16].

KAPSU nei misuratori del tempo

 

La capsula[17] etima dal zumero -KAPSU. LA-[18]‘oltre la  KAPSU.


[1] Vedremo avanti l’etetimo di tubo.

[3] Carlo Ginzburg, I benandanti, stregoneria e culti agrari tra Cinquecento e Seicento, Torino, Einaudi, 2002.

[6] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 60.

[7] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 83.

[8] lo dico in umiltà, perfettamente consapevole dei rischi di irrisione che sorgeranno dai saputi non appena uscirò dal nulla.

[11] Halloran: 195.

[12] Halloran: 195.

[13] Qualcuno dica a Piergiorgio Odifreddi, con delicatezza, che è proprio così.

[14] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 126.

[15] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 128.

[16] Mercoledì 20.12.17.

[17]  Voce dotta, dal latino capsula, dim. di capsa, cassa. Re.: lo Zingarelli’98. Sinonimo: particella.

Read 1377 times

Utenti Online

Abbiamo 784 visitatori e nessun utente online

La tua pubblicità su Agorà Magazine