ANNO XVI Dicembre 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 20 Marzo 2018 13:47

Offese alla memoria di Marco Biagi. Tonelli (Sap): «Non si legittimano atteggiamenti che mettono in pericolo la democrazia».

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Scritte offensive della memoria del giuslavorista Marco Biagi, ucciso dalle Nuove BR, sono apparse ieri, giorno dell'anniversario del suo assassinio, sulle pareti dell'università.

La DIGOS trasmetterà in tempi brevi alla Procura di Modena, un’informativa contro ignoti, e l'ipotesi di reato potrebbe essere quella prevista dall'articolo 414 del Codice Penale, apologia di reato finalizzata reati di terrorismo.

"Questo crea un precedente importantissimo - dice Gianni Tonelli, segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) - matura così la consapevolezza che in un sistema politicamente debole come il nostro, vadano necessariamente evitati abusi da parte dello stesso sistema, atti a limitare le libertà costituzionalmente garantite, così come è successo a noi del Sap, che siamo stati oggetto di una repressione illecita per aver denunciato quelle che sono le verità, ovvero la debilitazione dell'apparato della sicurezza. Allo stesso modo - prosegue Tonelli - serve una condanna unanime da parte di tutta la politica, verso atteggiamenti contro la democrazia come quelle contro forze dell'ordine durante le manifestazioni, o scritte come quelle rivolte alla memoria di Marco Biagi. Questi atteggiamenti come l'insegnante di Torino che augura la morte ai poliziotti, o il manifestante di Piacenza che picchia un carabiniere se ne compiace, mettono in pericolo la democrazia"
"Il problema - prosegue ancora Tonelli - è questo sistema incapace di arginare e reprimere, che permette ad una fetta di politica di legittimare questi atteggiamenti con l’inerzia del silenzio, di schierare in prima linea soggetti altrettanto deboli nati e coltivati nella loro pericolosità nei focolai dei centri sociali, arrivando al punto di vedere ex terroristi dal passato di lotta armata, come la Balzerani, in TV e in giro liberamente a dire e scrivere ciò che bene e ciò che male, in una sorta di aurea di vittimismo per il bene comune ma con le mani ancora ‘sporche di sangue’, quelle delle vere vittime delle stragi. Imporre il proprio pensiero con il potere della violenza, anche quella delle sole parole - conclude Tonelli - è il preludio verso un pericolo concreto per la democrazia e tutte le libertà in essa costituite. Vorrei ricordare a tal proposito, che le forze dell'ordine, vere vittime di abusi da parte del sistema, hanno contribuito al prezzo della vita, alla sua salvaguardia e la difesa delle istituzioni democratiche ".

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