ANNO XVI Gennaio 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 14 Aprile 2018 13:46

Come hanno reagito il mondo e la politica italiana all'attacco contro la Siria

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Usa, Gran Bretagna e Francia hanno preso di mira tre siti per la produzione e lo stoccaggio di armi chimiche. Indignazione di Mosca: "ci saranno conseguenze"

 Un attacco congiunto di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia è stato sferrato nella notte contro ila Siria. E' iniziato quando a Washington erano le 21 (le 3 del mattino in Italia) e - ha precisato il Pentagono - si è trattato di raid mirati contro tre obiettivi a Damsco e Homs.

Colpiti un centro di ricerca nel centro della capitale siriana, un impianto di stoccaggio di armi chimiche a Ovest di Homs e una seconda struttura nelle vicinanze, sempre contenente armi chimiche ed equipaggiamenti. Secondo il regime di Assad, riporta Repubblica, i danno sono stati limitati.

"Il destino di Assad dipenderà dalla sua gente", ha detto il presidente Donald Trump annunciando alla nazione la risposta militare all'utilizzo di armi chimiche contro la città siriana di Douma attribuito a Damasco dopo una giornata in cui si erano succedute dichiarazioni che lasciavano intendere che un'azione fosse ormai prossima, come scrive il Corriere.  

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Mosca non è stata preventivamente informata dell'attacco contro il regime del presidente siriano Bashar al Assad. Ma i bersagli "sono stati specificatamente individuati" per evitare di colpire presidi con forze russe in Siria,  ha precisato il capo degli stati maggiori congiunti americano, Joseph Dunford, durante una conferenza stampa dopo il raid. L'attacco è andato a buon fine e per il momento non ne sono previsti altri.

Le reazioni

Russia

l ministero degli Esteri russo ha dichiarato che l'attacco "è una violazione del diritto internazionale e un attacco alla sovranità siriana".

"Bisogna essere davvero eccezionali per colpire la capitale della Siria proprio nel momento in cui si è guadagnata una possibilità di avere un futuro pacifico" ha scritto su Facebook la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca,Maria Zakharova, stigmatizzando gli Usa e gli alleati Londra e Parigi.

L'ambasciatore russo negli Stati Uniti, Anatoly Antonov, ha avvertito su Facebook che ci saranno "conseguenze" e ha accusato l'Occidente di aver delineato "uno scenario prestabilito".

Francia

 "La linea rossa fissata dalla Francia nel maggio del 2017 è stata superata. Quindi ho ordinato alle forze armate francesi di intervenire questa notte, nell'ambito di un'operazione internazionale congiunta con gli Stati Uniti d'America e il Regno Unito e diretta contro arsenali chimici clandestini del regime siriano" ha affermato il presidente francese, Emmanuel Macron in un tweet.

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"Un piano per uscire dalla crisi deve essere trovato, con una soluzione politica. Siamo pronti a iniziare a lavorare in questo momento con tutti i Paesi che vogliono partecipare", ha detto il ministro Jean-Yves Le Drian in una conferenza stampa all'Eliseo. 

Gran Bretagna

"Si tratta di un attacco limitato e mirato che non vuole far aumentare le tensioni nella regione e che fa il possibile per scongiurare la morte di civili" ha detto la premier britannica Theresa May precisando che il raid serve anche a mandare "un messaggio chiaro a chiunque altro pensi di poter usare armi chimiche con impunita'".

Iran

"Questa è una palese violazione delle leggi internazionali che ignora la sovranità nazionale e l'integrità territoriale della Siria" ha detto il ministero degli Esteri iraniano. "Indubbiamente gli Stati Uniti e i suoi alleati che hanno agito contro la Siria senza alcuna prova certa sulle presunte attività chimiche e prima del responso dell'Opac sono responsabili delle conseguenze regionali e mondiali di questo attacco".

Israele

L'attacco in Siria è "giustificato" ha affermato un funzionario di Israele che ha voluto restare anonimo. "Il presidente Trump aveva chiaramente detto che l'uso di armi chimiche avevano superato la linea rossa. Oggi Usa-Francia e Gb hanno rafforzato quella linea". 

Hezbollah

Il movimento sciita libanese Hezbollah, che ha avuto un ruolo fondamentale nel sostenere militarmente il regime di Damasco, ha condannato con forza la pioggia di missili sulla Siria e ha detto comunque che "la guerra americana contro la Siria e contro i popoli della regione e il movimento di resistenza non raggiungerà i suoi obiettivi". 

Le reazioni italiane

Il governo

"Quella di stanotte è stata un'azione circoscritta, mirata a colpire le capacità di fabbricazione o diffusione delle armi chimiche, non può e non deve essere l'inizio di una escalation, l'Italia lo ha ribadito nei giorni scorsi e continuerà a farlo" ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

M5s

"Il M5S, pur restando al fianco dei propri alleati, manifesta comunque preoccupazione per le forti divisioni che continuano a registrarsi in seno al Consiglio di Sicurezza Onu" si legge in una nota dei due capigruppo Giulia Grillo e Danilo Toninelli, con la quale annunciano di aver scritto ai presidenti delle Camere affinché convochino le commissioni speciali in modo che il Governo possa riferire della situazione in Siria.

"Vista la situazione in Siria è importante che il Parlamento venga informato quanto prima. Su questo c'è la disponibilità del Governo. Comunicheremo appena possibile quando l'Esecutivo verrà a riferire in Aula" ha detto il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico.

Lega

"Apprezzo l'operato di Gentiloni degli scorsi giorni e di queste ore: il suo equilibrio e la sua misura" ha affermato Matteo Salvini, "Penso che l'intervento di stanotte sia pericolosissimo mi auguro che sia l'ultimo: non a caso Germania e Italia che fanno parte della stessa Alleanza non hanno neanche messo a disposizione le basi da cui partire per sganciare i missili". Occorre "mettere intorno a un tavolo Russia e Stati Uniti per risolvere con il dialogo e non con le minacce".

Forza Italia

"Attacchi di questo genere dovrebbero essere decisi dalle Nazioni Unite" ha detto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi."Il problema della Siria - ha detto Berlusconi - è molto grave. La sede che se ne deve occupare è quella delle Nazioni Unite. Noi non abbiamo oggi un governo che fa contare l'Italia né in Europa né nel mondo. Quindi, non possiamo fare niente". (agi)

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