ANNO XV Dicembre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 15 Aprile 2018 07:05

Crisi in Siria, chi ha usato le armi chimiche e perché, il nostro focus

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L’intervento degli Stati Uniti contro la Siria di Assad, ritenuto responsabile dell’uso di armi chimiche nella città siriana di Duma è avvenuta senza, che l’organismo competente a verificare l’uso di armi chimiche e i responsabili siano stati identificati.

Settanta i morti e 500 gli intossicati. Le armi chimiche sono una delle tre gambe del tripode definito, “armi di distruzione di massa”. Le altre due sono rappresentate dalle armi biologiche e da quelle nucleari. Armi di distruzione di massa collegate direttamente alla questione dei vettori, che possono essere missili balistici, bombardieri e cacciabombardieri.

Esistono cinque principali categorie di armi chimiche : a) agenti del sangue come il cianuro che bloccano il trasporto di ossigeno da parte dei globuli rossi; b) vescicanti come l’iprite o le mostarde azotate che producono ustioni chimiche ed enormi vesciche; c) asfissianti come il cloro e il fosgene che danneggiano i polmoni e provocano il rilascio di fluidi , detto edema; d) gas nervini come il sarin e composti chimici simili a insetticidi che bloccano gli impulsi elettrici del sistema nervoso ; e) agenti psicoattivi come il Bz che provocano allucinazioni e impediscono a chi è colpito di difendersi. Nella vicenda siriana sembra, che le analisi sul sangue e sulle urine effettuate su alcune persone, confermerebbero l’uso di cloro e gas nervino.

La domanda diventa quindi: “chi ha usato le armi chimiche e perché”. Gli USA e Macron accusano Assad mentre i russi escludono, che sia stato Assad. La Siria ha sia missili balistici, che armi chimiche fornite dagli egiziani.

Negli anni 80 la Siria ha costruito tre impianti, per la produzione di armi chimiche e non ha mai firmato la Convenzione Internazionale sulle Armi Chimiche entrata in vigore nel 1997. Nella riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, per accertare le responsabilità degli attacchi chimici la Russia ha messo il veto sulla decisione. Essendo membro permanente il suo veto equivale a far cadere la decisione. Quindi “no” alla indagine per capire chi è responsabile dell’attacco con armi chimiche a Douma.

In realtà e restando, in un ambito rigorosamente giuridico la competenza per accertare le responsabilità in quest’ambito di uso di armi chimiche è OPAC. La sigma ingles è OPCW ( Organization for the Prohibition of Chemical Weapons). E’ l’organizzazione di tutti gli Stati che hanno firmato la Convenzione sulle armi chimiche e nata nell’aprile del 1997. In un comunicato stampa di OPCW si apprende che “Fin dalle prime notizie sul presunto uso di armi chimiche a Douma, Repubblica araba siriana, l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) ha raccolto informazioni da tutte le fonti disponibili. 

Allo stesso tempo, il direttore generale dell'OPCW, ha istituito una squadra di Fact-Finding Mission (FFM) a Douma per accertare i fatti relativi a tali accuse. Il segretariato tecnico dell'OPCW ha chiesto alla Repubblica araba siriana di prendere le misure necessarie per tale finalità (..) Repubblica araba siriana e Federazione russa hanno richiesto di indagare sulle accuse di uso di armi chimiche a Douma.” Ufficialmente chi accusa il regime siriano di aver fatto uso di armi chimiche è una ONG, la “ Elmetti Bianchi”. Sembra che a finanziare quest’ONG siano gli USA, la Germania, il Giappone, la Danimarca e il Regno Unito.

Anche nell’agosto del 2013 il regime siriano fu accusato di aver usato armi chimiche, colpendo la città di Ghuta con un missile e uccidendo 1400 persone. Reazione di Obama, invio di navi da guerre francesi e poi nessun attacco. Nel 2016 Obama dichiarò al giornale Atlantic di aver fatto un passo indietro guardando all’abisso del medio oriente. Un conflitto geopolitico la cui causa principale è rappresentata dai rapporti tra Occidente e Russia ? Una Russia ridiventata protagonista nello scacchiere mediterraneo e mediorientale? Tutto questo si aggiunge a quanto sostenuto dal “National Bureau of Economic Research” che parlò di “wartime expansion”. E se per uscire dalla crisi servisse una guerra? Termino riportando i risultati dell’indagine ONU sulla strage del 2013 imputata ad Assad e attribuita invece all’opposizione ad Assad. Erse il giornalista che vinse il premio Pulitzer in un articolo di fine 2013 evidenziava che un gruppo legato ad Al Qaeda era in grado di produrre sarin in grande quantità. Scrive Hersh “ l’attacco avvenuto, al-Nusra avrebbe dovuto essere sospettato, ma l’amministrazione ha deciso di selezionare solamente le evidenze fornite dall’intelligence che potessero giustificare un attacco da parte di Assad”.

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