ANNO XV Dicembre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 29 Aprile 2018 00:00

Gioite ed esultate perché la parresia ci dà il ben-essere cristiano: anche oggi, sabato 28 aprile 2018, perché

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Gesù disse ai suoi discepoli: «Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto» (Gv., 14, 7-14) 

Possiamo conoscere Gesù che vale conoscere il Padre nostro che ci ha fatti.

Gioite ed esultate, ci ha scritto papa Francesco, con

AUDACIA E FERVORE

129.Nello stesso tempo, la santità è parresia: è audacia, è slancio evangelizzatore che lascia un segno in questo mondo.

Perché ciò sia possibile, Gesù stesso ci viene incontro e ci ripete con serenità e fermezza: -Non abbiate paura!- (Mt, 6,50). –Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo- (Mt, 28, 20). Queste parole ci permettono di camminare e servire con quell’atteggiamento di coraggio che lo Spirito Santo suscitava negli Apostoli spingendoli ad annunciare Gesù Cristo. Audacia, entusiasmo, parlare con libertà, fervore apostolico, tutto questo è compreso nel vocabolo parresia, parola con cui la Bibbia esprime anche la libertà di un’esistenza che è aperta, perché si trova disponibile per Dio e per i fratelli (cfr., At 4,29; 9,28; 28, 31; 2 Cor. 3,12; Ef 3, 12; Eb 3,6; 10, 19). (Francesco, Gaudete et Exultate, Esortazione Apostolica sulla chiamata alla Santità nel mondo contemporaneo, 2018 Libreria Editrice Vaticana, Shalom. Io vi invito a leggere questo breviario della Santità. Mi meraviglio che tutto il mondo non ne parli. È in edicola da 15 giorni ad euro 1,5!).

Non abbiate paura ci disse san Giovanni Paolo II appena eletto, -Io (Gesù) sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo-.

Ho scritto ‘ci’, in incipit, zum. ki, terra, qui in Terra, qua adesso, o ‘ce’ come dice la mia ukraina, zum.:

ki.e3

  exit (‘place’ + ‘to go out’).(Halloran: 138)

La santità, che anche noi imperfetti possiamo cogliere, è parresia.

Che cos’è in zumero?: par-resh-ia: ‘luogoia (del) profumoresh dell’-anima del Padre che si apre-par/bar:

para3, par3 [DAG]; para4, par4 [KISAL]

   (cf., barag2). (Halloran: 215).

para10

  (cf., barag). (Halloran: 215).

Pa è zum. stretto ba, anima –porzioneba di tuttou- bau:

ba

  n., share, portion; rations, wages [BA archaic frequency].

  v., to give; to divide, apportion, share, distribute, split, alliot; to pay; to extract (interchanges with bar). (Halloran: 26)

bar vel ‘anima attiva’

bar

  n., (out)side; exterior; outskirts; facade; fleece; soul, innards, liver, spirit [BAR archaic frequency].

  v., to open; to uncover, expose; to see; to remove; to dig out a canal; to be absent; to release, let go; to peel, pare, shell, to select; to divide; to split; to distribute; to keep away (with –ta-); to remain set aside (container plus to expel, remove as in ri).

adj., foreign, describes an area outside of the surveyed field plan, but included in the calculation.

  prep., because of (with … -ak-ese) (cf., bar…VERB –a-ak-eshe). (Halloran: 29)

Vel par ‘trono’:

barag, bara2, bar2, para10, par6 (per nds); bara5,6  (Halloran: 31)

   n., throne dais; seat of honour;   ruler, cult platform, base, socle; sanctuary, chapel, shrine; stand, support; crate, box; cargo; sack; sackloth, penitential robe; chamber, dwelling, abode (container plus ra (g), ‘to pack’) [BARA archaic frequency, ZATU].

  v., to comb out; to filter; to recover dehulled sesame seed kernels from the surface of saltwater with a comb, sieve, or coarse sackcloth.

  Adj., combed, filtered (said of wool, goat hair, sesame perfumes, flax). 

‘trono profumato’ di resh, rash, rish, rush vel re+sh ‘cammino accompagnato di vita’:

re7; re6, ri6, ra2, ir10; e-re7; er, ir

  to accompany, lead; to bear; to go; to drive along or away; to take possession; to stir, mix (suppletion class verb; plural hamtu e.re7-er; cf., du, gen, sub2). (Halloran: 218)

esh [U.U.U]

  n., many, much.

  v., to anoint. (Halloran: 65)

esh

  3 pl. pronominal suffix for the intransitive verb subject to the later periods, can indicate the direct object of a transitive verb, can denote the 3.pl ergative subject in two-part hamtu forms together with the prefix –n-. (Halloran: 66)

esh-she

  (cf., en3-she3 [cf., en3-she3 (-am3); en-she3, until when; how long (‘time; until’ + terminative pstposition, ‘up to’ [+ enclitic copula]). (Halloran: 62-66)

Qua sopra Halloran legge en = time, no!: en = Signore, come in am-en, ‘-che venga-am3 (il) SignoreEn

eshsha2

  to be satiated, full. (Halloran: 67)

L’anima, sha, resta saziata dalla vita, esh, che viene dal En, Signore, adesso, ore 5,06 del 28 aprile 2018, fra tre ore con la Comunione col ‘fate questo in memoria di ME’, domani, domenica, giorno del Signore, l’1 maggio, a dieci anni dalla morte di mia mamma Gigetta, e fin che vivo, -en fin- fr. –En hin ‘Signore Aldilàh correntein-.

*

Sono passato alla libreria Pove. Ho acquistato un Gaudete et exsultate ad euro 1,5. Ho saputo che un monsignore ne ha presi 100 e che le vendite salgono.

*

Sono andato a camminare, dalle 8,50 alle 10,05. Sono stato tra il colle san Paolo ed il monte Altare, dieci anni dopo l’anno horribile, il 2008.

Sono passati anni dieci it., decem lat., zum. de.ki.em, ‘parola me/em in terraki della divinitàde’.

Sottolineo di.e.ci, ‘dio.terraki pro ci parola’, dove ‘ci’ è diventato il pronome ‘per noi’.

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