ANNO XV Settembre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 04 Maggio 2018 00:00

Io farò qualunque cosa chiederete nel mio nome

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Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. 


Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò
.[1]» 

Io, Carlo Forin, nell’estate 2003 mi convertii alla comunione giornaliera con Gesù, chiesi nel suo nome di poter contribuire alla pace universale col riconoscimento dell’unica origine delle lingue, ed oggi rendo gloria a Dio per avermi risposto.

Mi ha reso amico di Dario Seglie http://www.cesmap.it/eventi/dariosegliecv.htm

mi ha rivelato la pace in pa.ki.e:

PA.AN

(cf., billuda)[2].

Bil.lu.da = ‘immagineda (del) soggettolu fuocobil (di) Dioil’.

Dio = ‘-raccolgo legna-di e -la metto nel fuoo-u [3].

Specificamente, pace < pa.ki.e:

(gish)pa

   leaf, bud, sprout; branch; wing; feather.[4]

PA-a

a graphic simplification of u2-a.[5]

ki.e3

exit (‘place’ + ‘to go out’)[6].

Questi tre lemmi sono il massimo della sintesi di cui sono capace: la foglia, pa, dell’albero, gish, era un ‘territorio’ di divinazione, perché l’augure a Capodanno divinava le sorti con le foglie fatte cadere dagli alberi con gli ex-voto lasciando agli oranti il compito di ricomporle per leggere la divinazione. U-a, Cielo-terra, omologo di PA-a chiarisce PA come ‘territorio del Cielo’. L’uscita ki.e3 può essere ‘uscita di voce’, uu.ki.e, che Mariya l’ucraina est usa incidentalmente nel discorso con questo significato.

Di più, propongo pa.lil come ‘territorio. Vento’, comprovato così:

 

palil (2)

n., advance troops, shock troops, leader (bala, ‘to cross over’, + lu2, ‘men’ recte: + il a giro: lil, ‘vento’).

adj., foremost (primo)[7].

L’aggettivo ‘primo’ per le truppe in avanzamento in battaglia garantiscono la vittoria nella pace.

Scrivo in Vittorio Veneto dove cento anni fa finì la prima guerra mondiale col bollettino di vittoria del generale Diaz il 4 novembre di ciò che per l’Italia era iniziato il 24 maggio 1915.

Ieri sera, mercoledì 2 maggio, abbiamo goduto insieme la pace nel Gruppo d’ascolto cristiano a casa di Natalina con meditazione sul vangelo di domenica prossima e sul Gaudete et exsultate di papa Francesco (che vi raccomando).

 


[1] Santi Filippo e Giacomo (il Minore) apostoli, festa

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinti 15,1-8. 
Vi rendo noto, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi, 
e dal quale anche ricevete la salvezza, se lo mantenete in quella forma in cui ve l'ho annunziato. Altrimenti, avreste creduto invano! 
Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, 
fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, 
e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici. 
In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. 
Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. 
Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto. 


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 14,6-14. 
In quel tempo, Gesù disse a Tommaso: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 
Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». 
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 
Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? 
Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. 
Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse. 
In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre».
Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. 
Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.» 

[2] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 213.

[3]http://www.tellusfolio.it/index.php?prec=%2Findex.php&cmd=v&id=21784

[4]John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 212

[5]John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 212.

[6] Halloran: 138.

[7] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 214.

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