ANNO XIX Dicembre 2025.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 21 Maggio 2018 05:25

Nicolás Maduro rieletto con un astensione del 52% Henri Falcón prima del risultato non riconosco valide le elezioni

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Maduro ottiene  5.823.728 di voti. Con una partecipazione del 48% . Abstención del 52%

Caracas (Venezuela) - La presidente del Consiglio Nazionale Elettorale del Venezuela, Tibisay Lucena, anunció che il Capo dello Stato, Nicolás Maduro, è stato rieletto con 5.823.728 di voti.

Il principale avversario, Henri Falcón, ha ottenuto 1.820.552 voti, mentre il candidato Javier Bertucci  925.042 voti e Reinaldo Quijada 34.614.

Henri Falcón, un ora prima dei risultati in una conferenza stampa internazionale dichiara di non riconoscere questo processo elettorale illegittimo e chiede che vengano indette nuove elezioni.

Sebastian Piñera Presidente del Cile a seggi ancora aperti in un twitter dichiara "Non riconosco il risultato elettorale del Venezuela, non sono limpide e legittime e non rappresentano la libera volonta del Popolo venezuelano, il Cile non ne riconoscera il risulltato come non le riconoscerà la maggioranza dei Paesi democratici"

Maduro ha risposto a Falcon, in tono sprezzante nel suo primo discorso dopo l’annuncio della sua rielezione, chiamandolo “il candidato bugiardo” che “respinge i risultati prima che siano stati dati: non si era mai visti nella storia”. “Non c’è più onore; non c’è molto che ci si possa aspettare da questa opposizione“, ha osservato il presidente, malgrado abbia lanciato un appello al “dialogo nazionale” con tutti i settori durante lo stesso discorso. L’erede di Hugo Chavez ha esultato, annunciando che “è la prima volta che un candidato vince con il 68% dei voti, a 47 punti dal candidato bugiardo” e che la sua vittoria segna “una nuova tappa trionfale nella storia della rivoluzione bolivariana“.

"Maduro trionfa in un Paese ridotto alla fame, con due milioni di persone fuggite all’estero, senza più medicine, ospedali al collasso, un indice di mortalità del 40 per cento, la produzione di petrolio ridotta al minimo, continue interruzioni di energia elettrica, fabbriche chiuse per la mancanza delle materie prime e un’inflazione che quest’anno potrebbe raggiungere un tasso del 14mila per cento. Solo lo Zimbabwe di Robert Mugabe aveva fatto peggio - scrive oggi su Repubblica Daniele Mastrogiacomo e continua -.

"Il partito al potere ha mobilitato i suoi militanti che vicino, e spesso davanti ai seggi, hanno richiesto il “Carnet de la Patria”, la tessera annonaria che garantisce gratis una serie di prodotti alimentari, come dimostrazione di fedeltà. Se voti bene, quindi Maduro, potrai ancora mangiare. A chi ne era sprovvisto l’hanno promessa. In cambio, ovviamente, di un voto. La pressione era sfacciata, violava una delle regole più elementari delle elezioni. Maduro ha respinto le proteste per questa massiccia intromissione: le considera “acquisite”. Luis Zapatero, l’unico tra i 160 osservatori internazionali invitati, ha giudicato in modo positivo l’andamento del voto.

L’assenza alle urne anche nei quartieri considerati roccaforti del regime è il segno più tangibile del distacco della stessa base elettorale di Maduro. Il presidente aveva invitato tutti a votare con uno slogan inequivocabile: “Voto o pallottole”. Falcón si era invece appellato alle Forze Armate chiedendo garanzie per lo svolgimento di una competizione corretta. Ha vinto l’invito all’astensione lanciato dalla veccia MUD, ora confluita nel Frente Amplio, un’opposizione divisa da rivalità interne,scappata all’estero, e abilmente ridotta al silenzio da Maduro con decreti che hanno escluso le candidature più rilevanti e ordini di arresti domiciliari. Per il Venezuela non cambia nulla. Anzi: la situazione è destinata a peggiorare."

 

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