ANNO XVIII Luglio 2024.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 21 Agosto 2015 17:12

Non mafiarci

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Noi terminiamo la preghiera del Padre Nostro con –liberaci dal male-. Sarebbe pari a –non mafiarci-.

Papa Francesco ha iniziato il 2015 invitandoci a non mafiare.

Mons. Galantino, segr. Cei, ha tradotto il male con ‘politici corrotti’.

I politici tutti hanno invitato a distinguere, ed i renziani hanno messo Galan tra i cattivi. Però, è ancora un loro senatore, a capo di una commissione parlamentare, pur avendo mafiato un 50 milioni di euro non restituiti. La decenza non mi fa fare altri nomi [ed evito di continuare con l’Azz….., ultimo parlamentare sottratto al giudizio per non fomentare inutilmente].

In Italia, noi continuiamo a mafiarci. I giudici sono riusciti ad aprire velocemente un procedimento a Roma, detto di Mafia in capitale. Ma ogni regione quasi ha il suo episodio di politici corrotti. Tant’è che la persona comune ormai considera parte del panorama l’harem di furbi e corrotti.

Io mi vergognerei di me stesso se lasciassi le grida di Galantino isolate e l’ebbro Salvini a cianciar che ce l’ha solo con lui. Bene ha fatto la vicesegretario Debora Serracchiani ad indicare come il problema vivente dei respingimenti nel segretario della Lega, perché è incapace di proporre risoluzioni smafianti mentre illude su ubbie impraticabili. Male fa a non avanzare regole generali capaci di smafiare.

Nell’anno introduttivo al Giubileo straordinario della Misericordia noi possiamo e dobbiamo collaborare al rinnovamento generale della società europea, richiamando l’attenzione sulle centinaia di persone che affogano nel Mediterraneo perché preda dei mercanti di morte che continuano ad agire per il timido rifiuto dell’Europa a reagire con forza; possiamo dare un contributo diretto come italiani, che vogliono associarsi in pulizia nella legge.

Perciò chiediamo di avere finalmente dei partiti legali, dei politici smafiati, ovvero consapevoli di essere soggetti alla legge esattamente come tutti i cittadini. Certo! La politica diventerà un’arte difficile, che non sta nell’andar a raccontarla bene, ma nel fare il bene comune secondo le regole, a cominciare dal diritto di associazione:

Un’associazione è un insieme di cittadine/i che si associano vincolandosi ad un regolamento rispettoso delle leggi della Repubblica.

E’ difficile farne una legge?

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