ANNO XIX Dicembre 2025.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 02 Luglio 2018 00:00

Omen

Written by 
Rate this item
(0 votes)

Omen, -inis lat., ‘auspicio, presagio’ it., um.en , ‘parola (del) Signore’zum.

 

O Signore, En, nella domenica del vangelo della resurrezione della bambina dodicenne, on line la fede come fusione in Dio[1], io ti ringrazio di farmi vedere om.

Om è il canto sacerdotale dei bonzi buddisti: ommmmmmmm.

Studio l’archeologia del linguaggio da 27 anni. Solo oggi osservo om come zum. um, reciproco di mu, ‘parola che nomina’. Così: Om-en = ‘parola-signore’.

Um è il groppo di canne scrittorie e la vecchia saggia

umu, um

   old woman; nurse; wise or skilful teacher [2].

(gi) um

a rope made of reeds or rushes; wine (cf., umu)[3].

 

mud6, mu2 [SAR]

to sing; to blow; to ignite, kindle; to make shine; to grow (tall); to sprout, appear; to be angry, aggressive, mad, rabid; to be swollen, inflamed (reduplication class) (mu, ‘word’, + ed2, ‘to go out’)[4].

 

mu

n., name; word; year – where the words that follow could be a year formula; line of a tablet, entry; oath; renown, reputation, fame (cf., gu10 -kin, kig2, message) [MU, archaic frequency].

v., to name, to speak (cf., mug –chisel-).

Prep., because; to; toward; in.

Emesal dialect for gis/ges. Also with additional Emesal meanings: sky; instructions; fire; house; great. Also Emesal dialect form for gis2,3/ges2,3/us, man, male, penis[5].

mu2-mu2

always being reborn (such as the moon) (reduplicated ‘to ignite; to sprout, appear’)[6].

Poiché ieri sera e stamani solo mi hai rivelato l’etetimo di Tho.mash, gemellomash dello Spirito thu, confermato in di.di.mu, e non visto dai miei fratelli cristiani, io mi domando: qual è il presagio specifico? Tommaso viene festeggiato il 3 luglio.

Riferisco omen esaminato dal mio maestro Giovanni Semerano:

omen, -inis auspicio, presagio originariamente “verità di fede, fenomeno degno di fede”, -abominor- allontano come cattivo presagio, aborro ecc.. Fu ipotizzata una base abnorme, -os men- (cfr., Varrone), etimologia popolare, lontana da ogni realtà; fu derivata dalla base di –omentum- (membrana che avvolge gli intestini); si ipotizzò da gr. …’credo’, di ignota etimologia; e, con Havet da ‘augeo’, ‘augur’. Deriva in realtà dalla base largamente semitica corrispondente ad ebr. Omen (vero, fedeltà), amen (vero, degno di fede, fedele, certezza, fedeltà), mand. amin (degno di fede), cfr. arab. amana (credere, aver fede), sab. ‘mn (fede), sh. Omen (credere). Voce mutuata direttamente dal mondo semitico mediterraneo e che ha serbato, con la fede nelle visioni e nei segni arcani, la sua intatta sacralità (Le origini della cultura europea, dizionari: 493-494).

Come si vede il maestro spazia nelle diverse lingue radicando quel che si sa. Manca del riconoscimento della lettura circolare del zumero, del frazionamento delle parole omen, amen in um.en, am.en, e, soprattutto della massima sacralità nel circolo zumero O.

Attorno ad O della città sacra di nibruki espandono i giri

nigin (2)

n., enclosure, circle; capacity; whole (cf., kilib and gur4-gur4) [NIGIN archaic frequency].

v., to halt, turn away; to turn round; to start over; to surround; to enclose; to assemble; to pen up cattle; to dam a canal; to wander about; to circle; to make the rounds; to coil; to compute the square of a number (in OB math. texts) (usually nigin2 [LAGAB. LAGAB] for hamtu form and nigin or ni10-ni10 [LAGAB.LAGAB] for maru form) (ni2; ne4, ‘fear’, + gin, ‘to go’)[7].

ni-me-en

Emesal dialect for nigin(2).[8]

E da ogni ‘signore plenipotenziario di città’, ni:

ni2

self; body (NI2 archaic frequency: 34)[9].

ni2; ne4 [LIL5]

fear; respect; fearsomeness; awe[10].

Dal suo impulso:

ni2-bi (-a)

(by) itself; by their collective self, themselves, on their own accord, spontaneously (cf., tesh2-bi) (‘self’ + ‘its’ + locative)[11].

ni2-ba

by myself; by their collective self, themselves; on their own accord; spontaneously (‘self’ + bi, ‘its’ + a, locative)[12].

Si scatena la forza del leopardo:

nib

cheetah; leopard (ni2, ‘fear, respect’ + ib2, ‘to be angry’ [alt.: ni-bi, ‘paura vera’ letto nib, dove –bi, possessive suffix, ‘its’, ‘their’ […][13].

nibruki

the city of Nippur (Akkadian neberu, ‘crossing, ford; ferry(boat)[14].

e si diparte.

Presa la mano della bambina, le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico, alzati!»[15]

La resurrezione della fanciulla operata da Gesù con le parole etimate: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico, alzati!» può confermarsi con l’etetimo zumero ta.li.ta(sh) kum‘dal mortaio (della vita)kum la naturata gioiali naturata (ash, Uno d’origine)’.

 


[1] http://www.agoramagazine.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=26596:fede-fide-hi-de-fusione-in-dio&Itemid=713

[2] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 298.

[3] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 297.

[4] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 :179.

[5]John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 176.

[6] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 179.

[7]John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 204.

[8] Halloran: 195.

[9] Halloran: 195.

[10] Halloran: 195.

[11] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 195.

[12] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 195.

[13]John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 32.

[14] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 197.

[15]

Inizio modulo

                                      

Fine modulo

Inizio modulo

                    

Fine modulo

 


XIII Domenica del Tempo Ordinario

Libro della Sapienza 1,13-15.2,23-24. 
Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi. 
Egli infatti ha creato tutto per l'esistenza; le creature del mondo sono sane, in esse non c'è veleno di morte, né gli inferi regnano sulla terra, 
perché la giustizia è immortale. 
Sì, Dio ha creato l'uomo per l'immortalità; lo fece a immagine della propria natura. 
Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono. 



Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinti 8,7.9.13-15. 
Fratelli, come vi segnalate in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella scienza, in ogni zelo e nella carità che vi abbiamo insegnato, così distinguetevi anche in quest'opera generosa. 
Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà. 
Qui non si tratta infatti di mettere in ristrettezza voi per sollevare gli altri, ma di fare uguaglianza. 
Per il momento la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza, perché anche la loro abbondanza supplisca alla vostra indigenza, e vi sia uguaglianza, come sta scritto: 
Colui che raccolse molto non abbondò, e colui che raccolse poco non ebbe di meno. 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 5,21-43. 
In quel tempo, essendo passato di nuovo Gesù all'altra riva, gli si radunò attorno molta folla, ed egli stava lungo il mare. 
Si recò da lui uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, vedutolo, gli si gettò ai piedi 
e lo pregava con insistenza: «La mia figlioletta è agli estremi; vieni a imporle le mani perché sia guarita e viva». 
Gesù andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. 
Or una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia 
e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi peggiorando, 
udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello. Diceva infatti: 
«Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita». 
E subito le si fermò il flusso di sangue, e sentì nel suo corpo che era stata guarita da quel male. 
Ma subito Gesù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi mi ha toccato il mantello?». 
I discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi ha toccato?». 
Egli intanto guardava intorno, per vedere colei che aveva fatto questo. 
E la donna impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. 
Gesù rispose: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Và in pace e sii guarita dal tuo male». 
Mentre ancora parlava, dalla casa del capo della sinagoga vennero a dirgli: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». 
Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, continua solo ad aver fede!». 
E non permise a nessuno di seguirlo fuorchè a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. 
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava. 
Entrato, disse loro: «Perché fate tanto strepito e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». 
Ed essi lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della fanciulla e quelli che erano con lui, ed entrò dove era la bambina. 
Presa la mano della bambina, le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico, alzati!». 
Subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare; aveva dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. 
Gesù raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e ordinò di darle da mangiare. 

 
 
Read 1425 times

logo lidotech 512x512

Utenti Online

Abbiamo 1333 visitatori e nessun utente online

La tua pubblicità su Agorà Magazine