ANNO XV Novembre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 19 Luglio 2018 00:00

anima: etetimo zumero

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Solo oggi, 18.07.18, io leggo su anima: a.nim.a = acquaa principenim semea.

Io credo che questa fosse la lettura consapevole principale antica. Mi stupisco di non aver letto questo da nessuna parte. Tanto che sollecito il lettore che avesse fatto questa esperienza a segnalarmela, per favore. Mi stupisco, ma la scuola tedesco-nord-europea è stata radicale: il zumero fu una cultura d’angolo; dunque è stata una lingua senza seguito. Potenza dell’ignoranza!

Naturalmente, non è l’unica lettura fatta da me.

Tante ne ho osservate in 27 anni!: an.im.a = ‘semea Spirito/Ventoim Cieloan’;

                                                   : ani.ma, legatama al Cieloani espresso in hurrita; questa lettura mi fece attribuire agli hurriti la fonte del termine grazie ad Ani, cielo loro specifico. Mi sbagliavo!

È opportuno ricordare che l’animismo fu il credo ideologico antico. Credevano che le prime sette divinità fossero dotate dei me, vale a dire dei poteri di creare ogni cosa, pianta, animale, umani [um.ani, ‘parola. Cielo’] semplicemente pronunciando il nome. Ir-ish, ‘cammino-vita/morte’, fu la dea, il minerale, il fiore, la farfalla apatura irish, l’arcobaleno, il nome della donna, la pace…

Le colline più antiche di tipo artificiale costruite rovesciate con materiali di risulta e descritte da Klaus Schmidt [che riferisco in http://www.tellusfolio.it/index.php?prec=%2Findex.php%3Flev%3D153&cmd=v&id=19171] Furono la ricostruzione dell’opera ‘fatta dagli dèi’, che poi divenne la zigurrat mesopotamica, che aveva la funzione principale di consentire il matrimonio sacro del re-sacerdote/principe con la fanciulla, le fanciulle, che ricevevano il seme sacro della vita.

Il seme, se.min.em, ‘vita. Due.nome nominante’.

La lettura retrorsa di anima, a-min-a = seme –duplica-seme!

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Umiltà, humilitate, hum.il.it.a.te

 

In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. 

Io ti benedico, o Gesù, perché tu mi hai reso felice di essere piccolo. Tu, nell’estate 2003, afferrasti un barlume di umiltà in quel: Dio aiutami! gridato senza fede. Ed aiutasti questo superbo a credere ed a godere della tua presenza. Hai ripagato quel mio briciolo di buon senso come hai ripagato san Paolo, già Saulo. Non so il suo briciolo di fede; probabilmente il suo fu stato un eccesso di fede in Yawè. Negli estremi umani tu vedi ciò che noi non vediamo.

Ti prego: spingi la beatificazione del vescovo Albino Luciani, finito papa per 33 giorni Giovanni Paolo I, che diede la cresima a questo piccolo dodicenne nel 1960. 58 anni fa! Il doppio nome testimonia la sua umiltà ed il suo sorriso la tua gioia.

La mia è la preghiera di un piccolo attraverso il quale tu hai fatto passare l’archeologia del linguaggio.

Dal mio punto di vista, la croce, con la Resurrezione spiega tutto.

Spiega Gesù come zumero GESH.BU, ‘Albero. conoscenza’, che leggo GESH.UB, ‘Albero. Cielo’, BwN, buono. Addirittura, Ge, ‘io’, si può leggere eg. Coniugato con tutto, O vel U = ego, io.

Tu puoi indeizzarti in me. Il concetto indeizzare resta sottolineato dalla cultura grecista che nega che una divinità possa entrare nell’umano. La comunione con te sarebbe solo un rito stanco e vuoto, non un’indeizzazione. E no! Io non lo vivo così! Io ti ringrazio di accompagnare papa Francesco nella sua meravigliosa battaglia di fede. Ti ringrazio di stare con me. Aiuta la chiesa a vederti sui 4000 anni e a leggere i due amen di chiusa dell’Apocalisse con due significati diversi: ebr. Amen, verità, zum. am.En, ‘che venga- il Signore’:

Colui che attesta queste cose dice: -Sì, verrò presto!-. Amen. Vieni Signore Gesù. La grazia del Signore Gesù sia con tutti voi. Amen!

Per i ‘saputi’ i due amen concludono l’Uno perché DA DUE UNO fu l’archetipo a.C., DA UNO DUE l’archetipo moderno d.C..

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