ANNO XV Novembre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 05 Novembre 2018 09:02

Teatro - A Taranto la "Bisaccia" con "Prigioniero della seconda strada" di Neil Simon recensione

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Marvin Neil Simon, scomparso l’estate appena passata a 91 anni è, per gli amanti del teatro uno degli autori più rappresentati tra i drammaturghi e sceneggiatori statunitensi.

La scelta della compagnia di teatro amatoriale La Bisaccia di Taranto, celebrativa di questo autore, mette in scena un testo teatrale del 1971, che nel 1975 diventa un film cult “The Prisoner of Second Avenue” con due amatissimi attori, oramai anch’essi scomparsi, Jack Lemmon e Anne Bancroft

Un testo impegnativo e difficile in quanto innerva nella battuta comica una sottile ironia sarcastica e amara, perfino drammatica. Come può essere la perdita del lavoro a cinquant’anni in una metropoli come New York. Una città simbolo degli Usa, in un rapporto climatico che tocca entrambi gli estremi, troppo caldo e troppo freddo. E proprio il caldo afoso con i 40 gradi apre la scena di una casa con una coppia alle prese con una quotidianità difficile e un rapporto che deve misurare gli umori pessimi del licenziato depresso e intrattabile.

Testo inevitabile per un autore che ha scritto inoltre numerosi libretti di opere musicali e sceneggiature cinematografiche e ha dato voce con le sue opere alla cosiddetta middle-class americana, dipingendo i suoi personaggi come uomini-medi spesso insicuri e paurosi, attraverso intrecci di sicuro effetto comico e brillante.

Ieri lo scrivente ha avuto oltre l’occasione di rivedere la compagnia teatrale che abbiamo già apprezzato nell’esilarante commedia “Non è vero ma ci credo” di Peppino de Filippo e il piccolo teatro di Taranto in via Laclos dedicato a Padre Maria Turoldo, circa 200 posti raccolti in un ambiente ben insonorizzato e con effetti luci adeguate alla scena.

Bravi tutti gli interpreti e soprattutto la coppia protagonista della pièce teatrale, Angelo Caracciolo, che firma la regia, e Antonella Cervino, entrambi si sono misurati in un dialogo serrato che non era affatto semplice rendere per dare il senso voluto da Neil Simon, quella degradazione verso la follia e alienazione mal celata da un sorriso e dall'irrefrenabile desiderio di una futile vendetta.

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