ANNO XVIII Luglio 2024.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 26 Agosto 2015 12:43

Romanzo di una Nazione dal destino incompiuto.

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Io ho riprodotto il titolo dell’articolo di Enrico Deaglio, su la Repubblica del 26 agosto 2015, che ripete il titolo Il romanzo della Nazione di Maurizio Maggioni (Feltrinelli, pag. 304, euro 17), con il quadro “Il Quarto Stato” di Pelizza da Volpedo, anzitutto perché sono un cristiano e socialista, vivente nel 2015.

Il Quarto Stato è il proletariato, ovvero i rifiuti della società, gli emarginati da tutto il potere e dalla ricchezza. Sono il popolo di papa Francesco in tutto il mondo.

Francesco e il vero potere del perdono del priore di Bose Enzo Bianchi (la Repubblica odierna) entra in questo popolo affrontando la richiesta di perdono avanzata da papa Francesco ai Valdesi per i comportamenti non cristiani, persino non umani che ‘noi cattolici abbiamo avuto contro di voi’. L’assunzione di responsabilità e’ del papa e, dunque, di un cattolico come sono io.

I Valdesi moderni hanno apprezzato la richiesta del Papa, alcuni hanno precisato di non poter perdonare per conto degli avi uccisi, ma ho letto che 170 savi di loro hanno perdonato. La misericordia umana non cancella però la memoria ed è bene che così sia, purchè il risentimento cali fino alla pace tra chi torna a stare in armonia.

È tornata l’armonia con Matteo Renzi al meeting di Comunione e Liberazione (La conversione di Cl sedotta da Matteo “Il Pd ora è votabile”). Mi spiace di dissentire. Il Pd che si commuove per i naufraghi nel Mediterraneo è una cosa buonissima. Però non basta.

Renzi: persi vent’anni in risse sul berlusconismo. E poi: “Via Imu e Tasi” (: 12 de la Repubblica in alto).

La perdita di vent’anni è il fatto storico. La rissa sul berlusconismo è un’idea di chi sposta il peso dal mediarca, massimo elusore fiscale condannato in via definitiva per aver frodato tutti gli elettori, alla presunta resistenza ‘rissosa’ al sopraffattore.

Io non registro risse storiche, mentre osservo il perdurare della complicità del nuovo leader con l’opposizione compiacente del vecchio, al quale sta chiedendo i voti per perdurare nella sua navigazione l’8 settembre venturo. Ma questa, dirà il critico è una mia idea.

Il fatto, che tutti possono osservare, è il destino incompiuto della Nazione italiana. Un destino democratico alzato l’8 di settembre 1943 e scritto in Costituzione nel 1948:

L’articolo 49 della Costituzione (Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.) non ha una legge che lo renda attivo!

Vuole Matteo Renzi compiere questo principio con la legge sulle associazioni, sulle associazioni sindacali pubbliche e sui partiti?

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