ANNO XV Settembre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 16 Dicembre 2018 04:36

Coloriamo i ricordi, una giornata passata all'Ipercoop di Taranto

Written by 
Rate this item
(0 votes)

Mario arriva alla fine, portato dalla sua compagna di vita, il suo muoversi incerto nello spazio intercetta il mio sguardo, gli prendo le mani che lui serra fortemente e gli chiedo: "Come va?", mi risponde con una flebile voce che sa di ulteriore domanda retorica: "dove andiamo?".  Il giocatore di calcio di un tempo è stato atterrato sul campo, ma l'amore lo tiene stretto per mano, non perderti..

 

Il sabato passato all'ipercoop ci consente tante riflessioni da fare a voce alta. Perchè questa patologia atterrisce la gente? A differenza di altre terribili malattie, questa è palesemente sconosciuta. Anche gli stessi medici, se non sono specialisti, non ne parlano e anche gli specialisti, talvolta, alzano le spalle. Eppure il mondo occidentale sa che è esposto all'aumento di quest'inevitabile malattia dei ricordi, non c'è cura, si può solo migliorare la gestione, dare più conforto a chi assiste, figli o coniuge che sia. Lo stand di Falanthra è posto in fondo alla galleria, prima della Tim, in un passaggio di gente che guarda in modo distratto, frettoloso, quasi accelerando il passo.

Solo chi ha il problema si ferma, cerca di capire. Una signorina garbata, trascinando il carrello si blocca e parla di sua madre che ha assistito prima la mamma e una sorella e ora avverte di avere lo stesso problema e ha pure il marito allettato..."sa mio padre" dice la ragazza "prima era proiettato nel sociale aveva un centro proprio qui nel quartiere e...l'ha ceduto a una sala da ballo...se avesse saputo l'avrebbe data a voi". Si morde le labbra, è disappunto, rabbia ma se va determinata e decisa: "qualcosa farò, non temete" . Nel pomeriggio arriva la famiglia Alzheimer, come si dice ora tra noi. C'è l'avvocato che sorride sempre, accompagnato dalla moglie. Lui è sempre pertinente nel dialogo, appare davvero lucido, ma dopo si assenta e scorda tutto. "questo è un bene" dice la moglie, insegnante a riposo, "cosi non mostra rancore se abbiamo litigato prima" Ma al di là di tutto il suo discorso è chiaro..."perché sono spariti tutti gli amici e parenti?" 

E' come dicevo prima la gente è atterrita per ignoranza.  Nelle esperienze di "Friendly Community" è il Comune che delibera questo percorso di avvicinamento della società alla famiglie con questi problemi. Basta sapere parlare al malato, non mostrare disappunto alle sue domande o risposte, essere normali nell'approccio, far capire che non è cambiato nulla, ma davvero nulla. Ci vuole davvero molto a capirlo? Ed è il barista, il macellaio, il panettiere, che devono avere queste informazioni basilari. Che non servono centri costosi di cura, abbandono a badanti o, peggio, chiusure in case protette che non li sanno gestire. Non si risponde cosi. 

Occorre la casa di Shion scrive Daniela sulla brochure che campeggia sul tavolino, il centro di incontro per fare musicoterapia, colorare, giocare, ballare, sentire racconti, poesie, fare cene, merende, caffè, ecco il Caffè Alzheimer, con psicoterapia continua e personalizzata. Falanthra ha organizzato per il pomeriggio una spesa di gruppo per comprare i regali. E caregiver per conto loro e ospiti e volontari a braccetto si sono sparsi nei corridoi dell'ipermercato. Proporre la vita normale serve ad aprire fessure di luce nella massa di ricordi spenti, serve a dare una botta di vita anche a parenti che sentono la chiusura del mondo davanti a loro. 

Ecco che ritornano, con i loro pacchi, Anna è piena di regali e scherza col marito: "a te niente". Dopo la serata si chiude in pizzeria dentro la coop. Come alla fine del film Nuovo Cinema Paradiso c'è la serie di baci, il suggello di amore che firma la giornata, la bella giornata e ci fa scordare tutto e tutti coloro che trascurano i problemi sociali e girano intorno alle loro futilità.

Domani sarà un altro giorno, di bilanci e prospettive, di pensare alla Casa di Shion, il fiore della mente.

L'ipermercato va in chiusura, fuori la pioggia battente ci riporta alla realta di auto parcheggiata ai confini del mondo e ci bagniamo come pulcini, ma il cuore è colmo e non pensiamo ad altro.

 

A quello sguardo di Mario, all'inizio del nostro resoconto, mentre mi serra le mani: "dove andiamo". Ad maiora semper. 

Read 1056 times Last modified on Domenica, 16 Dicembre 2018 06:25

Utenti Online

Abbiamo 792 visitatori e nessun utente online

La tua pubblicità su Agorà Magazine