ANNO XVII Febbraio 2023.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 08 Agosto 2019 14:53

Tragedia Marcinelle 63 anni fa Mattarella: 'Tutelare lavoratori' Morirono 262 minatori, 136 italiani. 'Obiettivo chiave per consolidare la comune casa europea'

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"La tutela di tutti i lavoratori e la incessante promozione dei loro diritti costituiscono principi di civiltà irrinunciabili per ogni Paese e sono un obiettivo fondamentale nel processo di consolidamento della comune casa europea e dell'intera comunità internazionale". Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 63/mo anniversario della tragedia di Marcinelle.

"Nel giorno in cui si commemora il sacrificio del lavoro italiano nel mondo desidero riaffermare - afferma il Capo dello Stato in un messaggio - la più partecipe vicinanza ai familiari delle vittime di Marcinelle e degli altri tragici eventi che hanno coinvolto i nostri connazionali all'estero, morti o feriti sul lavoro, prestato in condizioni difficili, per un futuro migliore per le proprie famiglie.
    La tragedia di Marcinelle, in particolare, è parte della memoria collettiva dell'Italia e dei Paesi che ne furono colpiti. Il sacrificio di duecentosessantadue lavoratori, di cui centotrentasei connazionali, ci esorta a promuovere, oggi come in passato, migliori opportunità di lavoro - conclude Mattarella - e massime garanzie di sicurezza per tutti i lavoratori, in Italia, in Europa e nel mondo".  

Erano le 8.10 dell'8 agosto 1956 quando a Marcinelle, in Belgio, scoppio' l'inferno. A quasi un chilometro sotto terra, dove estraevano carbone a ciclo continuo, in quel momento c'erano 275 minatori. La miniera del Bois du Cazier, di proprieta' statale, prese fuoco e solo 13 si salvarono. In 262, di dodici diverse nazionalita', morirono. Piu' della meta' erano italiani: 136, emigrati in Belgio da tutta la Penisola in cerca di lavoro, vi trovarono la morte. Un carrello, di quelli che i minatori usavano per trasportare il carbone, fu la causa della strage.

Complice un malinteso tra chi era nel sottosuolo e i manovratori in superficie, uno dei carrelli si blocco' nel montacarichi del pozzo del Bois du Cazier, privo di sistemi di prevenzione, provocando la rottura di un condotto di olio sotto pressione e di alcuni cavi elettrici che fece scattare un'esplosione e l'incendio che si propago' rapidamente a tutta la miniera. Nessuna possibilita' di scampo per gli uomini al lavoro: intrappolati dal fuoco e soffocati dall'ossido di carbonio, morirono tra i 975 ed i 1.035 metri di profondita'.

La miniera era priva di uscite di sicurezza ed i soccorsi non furono all'altezza. Solo 15 giorni dopo, il 23 agosto, una squadra riusci' ad entrare nel pozzo. Chi ne usci' spezzo' le illusioni con due parole: "Tutti cadaveri".

I minatori in Belgio erano chiamati 'musi neri', a causa della polvere di carbone che ricopriva i loro volti. Erano poverissimi e vivevano in baracche che pochi anni prima avevano ospitato i prigionieri sovietici dei lager tedeschi e poi, dopo la sconfitta, gli stessi prigionieri tedeschi. Dall'Italia ne arrivarono nel dopoguerra 140.000, grazie anche ad un accordo uomo-carbone tra i governi: l'Italia inviava mille minatori a settimana in cambio di 200 chili di carbone al giorno per emigrato. Attualmente a Marcinelle le vecchie strutture della miniera, fatte di mattoncini rossi, sono state restaurate, a futura memoria. L'ultimo dei 13 superstiti che erano stati riportati fuori vivi dalla miniera e' morto nel 2007. Ansa

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