La situazione dei confronti, in questa crisi parlamentare, non è chiusa del tutto, ma si arena sui nomi, mentre noi tutti - e non solo il premier Conte - vorremmo capire e conoscere le idee fondanti di un ipotetito nuovo esecutivo.
Secondo le agenzie del mattino (agi) ci sarebbero due forze politiche che arrivano a questo confronto con le singoli basi in fermento a favore o contro, con tutti i distinguo del caso. Zingaretti dice un No a Conte Bis che potrebbe diventare un 'si' se cambia l’intera squadra che ha governato con Salvini, quindi neanche Di Maio ministro. Un passo avanti? Macché dal M5s emerge una blindatura su Di Maio ministro e siamo ancora a contare le bambole, come diceva Bersani.
Anche se nel corpo del M5s emerge un’area che suggerisce di non alzare troppo l’asticella, ma c’è anche chi vorrebbe tornare da Salvini. Mentre nel Pd c’è l’ala renziana che spinge Zingaretti (qualcuno scrive che Renzi non vuole il voto perché pensa a un nuovo partito, magari dopo che il presidente della Regione Lazio vada a sbattere sui 5stelle). Noi, in realtà siamo partiti e restiamo con Mattarella, domani è il suo giorno e tutto quello che si raccoglie ancora oggi (sono previsti solo incontri interni a ciascuna formazione) si sviscerà domani. Mentre sul futuro del Paese, il ministro Moavero avverte sul peso dell'Italia, nello scacchiere internazionale, che non può permettersi una crisi lunga o breve che sia.

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