ANNO XV Novembre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 11 Settembre 2015 10:35

Castel del Monte, il castello “disegnato”

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Tutto era iniziato molto tempo prima, e poi quando la polvere di pietra finalmente si assottigliava il castello appariva, il castello ottagonale “disegnato” da una mano diversa.

Il Castello ottagonale sulla collina, di una Puglia piana e pietrosa resa incandescente dal sole, circondato da boschi e prati, pietre ed acquitrini, fieno e grano era finalmente completato.

Tutto era iniziato molto tempo prima, perché il re Federico II appena giunto nel regno, non aveva perso tempo, aveva fretta, una grande fretta. Lui che era ovunque, lui che doveva essere ovunque e le rocche, torri e castelli fecero il resto.

Diede ordine che anche i vecchi ruderi bizantini e normanni riprendessero gloria e colore alcuni ormai mostri di massi pericolanti furono demoliti e distrutti per essere utilizzati come cantiere per i nuovi giganti di pietra, mentre altri furono fortificati e ricostruite sulla loro pianta nuove fortezze. E fu così che dalle coste alle montagne, dai centri abitati fino ai paesini più sperduti del regno, spuntarono roccaforti, furono innalzate torri e i nuovi castelli nel nome della corona. Ma combatterà contro il mondo intero questo giovane re ed imperatore? Borbottavano, gonfi di odio nella calura pungente i vecchi signorotti locali per il gran numero di cantieri. Ma in realtà i nemici erano già tanti e ben nascosti. 

E poi quando la polvere di pietra finalmente si assottigliava. Si vedevano gli scalpellini, tagliapietre ed architetti un esercito laborioso che si muoveva senza sosta tra le nuvole bianche che incipriavano prati e città nelle giornate ventose, nuvole bianche da dove magicamente torri e mura altissime, merli e vessilli prendevano forma, rubando spazio al cielo in una nuova fortezza - tutto doveva essere pronto, pronto per resistere a guerre ed assedi. E poi quando la polvere di pietra finalmente si assottigliava appariva l’esercito di misure, angoli e proporzioni con la sua unica missione - costruire castelli così solidi da attraversare il tempo.

Ancor oggi qualcuno di loro aggrappato a stento sui dirupi o ancorato sul mare, ricorda quello che fu il regno, un mondo di cavalieri e leggende, di regine e di un re. Ma il castello ottagonale, a differenza dei tanti, fu “disegnato” da una mano diversa

Con la sua geometria tra colonne, mosaici e bifore, ben progettato in quel luogo, il più adatto, il più ben scelto in cima alla collina per slanciare verso l’alto il grande ottagono di pietra e dominare dal cielo, la terra ed il mare. Ma il castello ottagonale, a differenza dei tanti, fu “disegnato” non per raccontare battaglie, assalti e preghiere, spade e torri di assedio - i ricordi più belli per ogni castello- giganti di pietra mai stanchi nel sputare e masticare uomini ricoperti di ferro, giganti sempre avidi nel strappare nuove anime alla terra, ma tra pietra e marmo tra luce e colore, Castel del Monte divenne il suo occhio la sua immagine in quella collana di decine e decine di fortezze, che attraversava il regno intero.

Perché se lui che era ovunque e doveva essere ovunque, con il castello ottagonale della stessa forma della corona quella imperiale, riuscì a sfuggire dal tempo a non esserne prigioniero perché il re ed imperatore Federico II sempre Augusto era lì sulla collina allora, oggi e per sempre.

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