ANNO XV Giugno 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 15 Settembre 2015 08:24

Taranto - Pino il gioielliere della frutta e Andrea vende bibite e vuole fare l’attore

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Continuo il mio vagabondare nel Borgo Umbertino alla ricerca di spunti. Credetemi l’obiettivo non è fare pubblicità, le attività descritte sommariamente dei personaggi servono per far capire le risorse umane che questa città esprime.

Loro del resto non hanno bisogno di sponsor. Fanno parte del bagaglio di conoscenze che mi trascino come un viandante del ‘700, incontrando quelli che saluti sempre e con i quali ti soffermi a parlare delle facezie quotidiane.

Pino fa il fruttivendolo da 50 anni in Via Oberdan; affare di famiglia, il padre gestiva il banco al mercato e poi negozio. Lui stesso si definisce gioielliere della frutta per come la sceglie dal mercato generale e da contadini fidati; da come la cura nei particolari mondandola e separandola per qualità. E facile trovare nel suo locale il professionista, il dirigente d’azienda pubblica o privata, insomma la crema della società che vuole la frutta e la verdura migliore servita nel sacco di carta, come si conviene alle vivande che devono respirare per rimanere fresche e vive.  Fu il primo ad aderire alla raccolta della frazione organica dei rifiuti nel 2008, una settimana prima degli altri, per dare esempio che si poteva fare la raccolta senza problemi. Ma come tutti i precursori si deve poi scontrare con gli eventi dell’inefficienza. Gli chiedo perché non c’è più il bidone davanti: “ mi dissero di metterlo di fronte (accanto ai cassonetti del tal quale ndr) e poi sparì il giorno dopo, ho chiamato e non mi hanno risposto” . Il problema caro Pino è che l’impianto di compostaggio è default. Ma questo è altro discorso che non ci va di fare. Solo che ora dice che l’inquilino del primo piano di fronte si lamenta dei rifiuti che mette nel cassonetto: “ma sono scarti freschi di frutta e verdura mica puzzano come un pannolino”. Facezie

Parliamo del fatto che Pino alleva nel suo negozio ragazzi che imparano il mestiere dell’affabulazione del cliente. Uno di questi è Andrea che ha lavorato da lui da adolescente.

Ora ha aperto da alcuni anni, non a un tiro di schioppo ma di cerbottana, ovvero sullo stesso marciapiede, un negozio di vendita all’ingrosso e dettaglio di bibite, casalinghi e alimenti. Andrea è un leone nell'attività, scarica e carica pedane, fa partire consegne. Viene da una famiglia popolare che grazie a lui si è emancipata, segno che il lavoro fa crescere tutti in dignità, come dice Papa Francesco. Andrea ha fatto un piccola parte di attore nel film “Mar Piccolo” di Alessandro di Robilant, prodotto nel 2009 da RAI Cinema e altri e poi Il Paese delle Spose Infelici del regista Pippo Mezzapesa.

Per questo gli è rimasto in gola il sapore della pellicola e la voglia di fare l’attore.

Che aggiungere ancora a queste due suggestioni che sono legate fra loro? Che Taranto esprime anche questo, la tradizione di famiglia legata ad un commercio diventato di serie A, un palestra che alleva sogni di un ragazzo che alla fine si getta anima e corpo passando da garzone a imprenditore. Questa energia nuova è la nuova città che emerge e della quale vogliamo parlare. Sempre.

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