Io, che ho trovato ordine in ordo lat. da urdu sumera, come in
arad (2), urdu (2), ir 3, 11
(male) slave; servant; subordinate (cf., ir3) (Akk., loanword from wardum, ‘male slave, man servant’) [IR11 archaic frequency; 10] (John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 23)
ho avuto il problema, ogni volta, di chiarire come la traduzione completa di obvio sia ‘sto sulla via –vio’ del cielo ob-, da ub sumero. UIA è in sumero ‘sentiero I tra cielo u e terra a. Ho dovuto evocare il teonimo te shub = ‘connetto luna-cielo’, in accado te shup. La parola latina tempus ha etetimo te-em-push, con eme.gir (giro, questo un significato di ‘lingua sumera’) te-me-shup, ‘incontro la parola creativa di luna-cielo’.
Così obbedisco, da oboedio, combina il giro del cielo, obo/ubu con ‘preghiera, casa’, -e-, -dio.
Micol Perfigli ha fatto una tesi pregevole, pubblicata da ETS, su Indigitamenta. Divinità funzionali e Funzionalità divina nella Religione romana. Contiene il nome del dio Obarator a pagg.: 141, 145, 178, 186, 193n, 201, 222n.. Riferisco la prima citazione:
I nomi sono imposti agli dèi in base ai compiti che questi svolgono. Da una parola come erpicatura (occatio) il dio è chiamato Occator da sarchiatura (sarritio) il dio è chiamato Sarritor, dalla concimazione (stercoratio) Sterculinus, dalla semina (satio) Sator. Fabio Pittone ha enumerato questi dèi, i quali sono invocati dal flamine nella cerimonia del Sacrum Ceriale per Tellus e Ceres: Vervactor, Reparator, Inporcitor, Obarator, Occator, Sarritor, Subruncinator, Messor, Convector, Conditor, Promitor. […] il dio Obarator presiedeva l’azione dell’aratura.
Perfigli ha sollevato il problema linguistico dello studio degli indigitamenta con la prospettiva di arrivare alla fonte del latino, basandosi sull’ovvietà che se i sacerdoti facevano il rito di evocare il dio ripetendo con precisione azioni e parole; a pena della nullità dell’evocazione i nomi dovevano essere precisi secondo la fonte. Non ha trovato la risoluzione, però. Ad es. In-di-git-amen-ta reproduce il sum.: -ta, luogo/natura, -a-me-n, ‘parola creatrice me del dio del cielo an, -git, nigella sativa –usata nel rito- e ‘luceg di luna-sole it’, dio, -di-, ‘in’, entra-vita.
Ob-arator, invocato dal flamine per l’aratura, è dal cielo, Ub. Il contesto cielo-terra fu la cosa più chiara per Cicerone nel suo De divinatione.

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