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Mercoledì, 16 Settembre 2015 00:00

Obarator, aratore del Cielo

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“Ovvio” [vc. dotta, lat. obviu(m) ‘che va incontro’], come dice lo Zingarelli’98, e verbo latino obvio, -avi, -atum, -are, andar incontro, come dice G. Calonghi, è una voce tradotta anche con ‘sto sulla via’, senza specificare dove si vada. Ciò pacifica tutti, laici e religiosi. Soprattutto, pacifica coloro che non si curano da che lingua il latino discenda.

Io, che ho trovato ordine in ordo lat. da urdu sumera, come in   

arad (2), urdu (2), ir 3, 11

   (male) slave; servant; subordinate (cf., ir3) (Akk., loanword from wardum, ‘male slave, man servant’) [IR11 archaic frequency; 10] (John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 23)

ho avuto il problema, ogni volta, di chiarire come la traduzione completa di obvio sia ‘sto sulla via –vio’ del cielo ob-, da ub sumero. UIA è in sumero ‘sentiero I tra cielo u e terra a. Ho dovuto evocare il teonimo te shub = ‘connetto luna-cielo’, in accado te shup. La parola latina tempus ha etetimo te-em-push, con eme.gir (giro, questo un significato di ‘lingua sumera’) te-me-shup, ‘incontro la parola creativa di luna-cielo’.

Così obbedisco, da oboedio, combina il giro del cielo, obo/ubu con ‘preghiera, casa’, -e-, -dio.

Micol Perfigli ha fatto una tesi pregevole, pubblicata da ETS, su Indigitamenta. Divinità funzionali e Funzionalità divina nella Religione romana. Contiene il nome del dio Obarator a pagg.: 141, 145, 178, 186, 193n, 201, 222n.. Riferisco la prima citazione:

I nomi sono imposti agli dèi in base ai compiti che questi svolgono. Da una parola come erpicatura (occatio) il dio è chiamato Occator da sarchiatura (sarritio) il dio è chiamato Sarritor, dalla concimazione (stercoratio) Sterculinus, dalla semina (satio) Sator. Fabio Pittone ha enumerato questi dèi, i quali sono invocati dal flamine nella cerimonia del Sacrum Ceriale per Tellus e Ceres: Vervactor, Reparator, Inporcitor, Obarator, Occator, Sarritor, Subruncinator, Messor, Convector, Conditor, Promitor. […] il dio Obarator presiedeva l’azione dell’aratura.

Perfigli ha sollevato il problema linguistico dello studio degli indigitamenta con la prospettiva di arrivare alla fonte del latino, basandosi sull’ovvietà che se i sacerdoti facevano il rito di evocare il dio ripetendo con precisione azioni e parole; a pena della nullità dell’evocazione i nomi dovevano essere precisi secondo la fonte. Non ha trovato la risoluzione, però. Ad es. In-di-git-amen-ta reproduce il sum.: -ta, luogo/natura, -a-me-n, ‘parola creatrice me del dio del cielo an, -git, nigella sativa –usata nel rito- e ‘luceg di luna-sole it’, dio, -di-, ‘in’, entra-vita.

Ob-arator, invocato dal flamine per l’aratura, è dal cielo, Ub. Il contesto cielo-terra fu la cosa più chiara per Cicerone nel suo De divinatione.        

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