ANNO XVIII Luglio 2024.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 31 Gennaio 2020 19:00

Coronavirus, Italia in emergenza, occorre maggiore informazione

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Lo stato di emergenza sanitaria è stato dichiarato dal Governo italiano sull’intero territorio e durerà sei mesi. Ci siamo! Due casi certi a Roma e, altamente probabile, in Veneto e Calabria.

In campo l’Istituto Spallanzani di Roma, che è un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) specializzato in malattie infettive. Un Istituto che, nell’ambito dell’Accordo NATO OMS, per la difesa contro il bioterrorismo, ha il compito di dedicarsi alla diagnostica clinica, specie nel campo delle malattie virali.

All’Istituto Superiore di Sanità la competenza sulle malattie di origine batterica e all’Istituto Veterinario di Foggia quella sull’analisi ambientale degli agenti infettivi. Il Governo ha deliberato il blocco dei voli verso la Cina, Taipei, Hong Kong. Il  Governo pensa di stanziare entro un semestre 5 milioni di euro per fronte a una eventuale epidemia. Nuovi casi in Inghilterra e in Cina i morti sono 213, 15 mila i contagiati e 100 mila sotto osservazione.

I ricoveri allo Spallazani riguardano due turisti cinesi. Tutta la situazione è ulteriormente resa complessa, dall’atteggiamento censorio del regime cinese che della trasparenza non ne ha mai fatto una bandiera. Lo stato di emergenza sanitaria sul piano giuridico scatta, quando scientificamente e inoppugnabilmente è stato accertato l’esistenza di rischi legati a patologie derivanti da agenti virali trasmissibili e il Governo prende in mano la situazione coordinando tutte le operazioni.

IL TURISMO DEL VIRUS

 

I due cinesi malati provenivano da Wuhan ed erano arrivati a Milano il 23 gennaio. Sono andati in varie città d’Italia e poi sono arrivati a Roma. La classificazione del virus di certo non rassicura virus epidemico con capacità pandemiche !

Un virus a rapida diffusione con epidemiologi cinesi, che parlano di raddoppio dei contaminati in poche ore. Appare ragionevole pensare, che anche in Italia ci sono altri contaminati sulla base del numero dei contatti, che la coppia cinese ha avuto dal 23 a ieri. La velocità di diffusione del virus è superiore a quello della SARS e della MERS e quindi trattasi di un virus che si adatta facilmente all’uomo. E’ talmente seria la situazione che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha elevato il rischio a classificazione PHEIC (Public Realtà Emergency of International Concerni ovvero Emergenza Internazionale di Salute Pubblica). Classificazione, che c’era stata per la influenza suina, per Ebola e Zika. In tutta Europa ci sono 10 casi e, ora si aggiungono i due casi dei cinesi in Italia. Dal Presidente del Consiglio al Ministro della Salute è tutto un rassicurare e va anche bene, basta non esagerare. Il direttore scientifico dello Spallanzani è molto più cauto dei due uomini di Governo. Infatti afferma che ora, al momento SEMBRA che siano INESISTENTI i RISCHI da FOCOLAI. Una cosa è certa: l’unica arma che abbiamo, per ora contro il virus è di impedirne la diffusione. Di certo io credo con allarme internazionale, da prima del 23 gennaio quando i due cinesi sbarcati, a Milano e provenienti da Whuan andavano messi in quarantena e non lasciati liberi di circolare per l’Italia. Ancor più se si considera che il Ministero della Salute sul suo sito ( www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4015) riportava questa comunicazione Il 31 dicembre 2019 la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan (Cina) ha segnalato all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) un cluster di casi di polmonite a eziologia ignota nella città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubli. La maggior parte dei casi aveva un legame epidemiologico con il mercato di Hanna Esapodo, nel sud della Cina, un mercato all'ingrosso di frutti di mare e animali vivi. Il 9 gennaio 2020, il CDC cinese ha riferito che è stato identificato un nuovo coronavirus (2019-nCoV) come agente causale ed è stata resa pubblica la sequenza genomica. Le autorità cinesi e l’OMS hanno confermato che è stata dimostrata trasmissione da persona a persona. Si sono verificati casi nella città di Wuhan e alcuni con storia di viaggi a Wuhan in altre aree della Cina. 

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