ANNO XVIII Giugno 2024.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 20 Settembre 2015 00:00

La sacerdotessa della luna.

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zirru [MUNUS.MUNUS.ZI.d.NANNA]

  high priestess of the moon god.

[1] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 316.  

 

Io ripeto come in un mantra:

arad (2), urdu (2), ir 3, 11

   (male) slave; servant; subordinate (cf., ir3) (Akk., loanword from wardum, ‘male slave, man servant’) [IR11 archaic frequency; 10][2] come andare del potere. Il potere, confermato da nir = principe è quanto cercavo.

Il potere sullo schiavo maschio era assoluto perché il padrone aveva diritto di vita-morte sul disobbediente, il massimo del potere imperiale.

Sottolineo il fatto che urdu (2) è rubricato dal dizionario Halloran sub arad a pag. 23, nel contesto di ‘preghiera’ così:

ara2, ar2 [UB]

  n., praise, glory, fame; mound.

   v., to praise, glorify[4].

Poiché ur5 è ‘fegato’ e sa4 ‘fare un lamento’, uguali a DU, sembra il massimo della divinazione, con l’attimo della vivisezione della vittima che urla. Il compilatore dei grafi si è astenuto da commenti imbarazzanti. Ma, non è negli obiettivi miei l’approfondimento dell’indagine etno-etica quanto sono invece attratto dalla corrispondenza urdu > ordo.

Il ritrovamento segnala ‘urdu’ totalmente estraneo alla considerazione di Halloran, tanto che io stesso non avrei ritrovato urdu senza riaprire il vecchio computer! Un’altra omologia diventa arad = urud = urdu. Questa propone urdu = urud! Poiché uru = oro, io prego, in latino, l’ordine della preghiera finisce per risaltare, così come e = preghiera, oltre che ‘casa’.

Passiamo alla parola ‘sintesi’.

Parto dall’espressione ‘sintesi’, per proseguire con l’esponente d = di/din[6], vale zirru.

sintesi [vc. dotta, dal lat. tardo synthesi (m), dal gr. synthesis ‘composizione’, da syntithènai ‘riunire’ comp. di syn ‘insieme’ e tithenai ‘porre’] (lo Zingarelli’98).

L’italiano ‘sin-te-si’ ha il cuore ‘te’, ‘connette’, ‘sin’, ‘insieme’, la ‘vita’, ‘si’.

te, de4, teg3; ti, tig4

  v., to approach, reach, meet (someone; dative; inanimate; loc.term –e)

Quello in sottotitolo è anche un syntagma – gruppo minimo di elementi significativi che forma l’unità base della struttura sintattica di una frase (lo Zingarelli)-.

In sumero sin-tag-ma significa –unione (sintesi). pezzi. generanti/ generati-.

La luna era originariamente in sumero En Zu (letto alla francese, simile zui/ziu), letto Zu en, in accado Su en, fino a Sin.

Rendo merito a Licinio Glori, che scrisse (nel 1956): Fu rito della scrittura sumerica incidere Enzu e leggere all’inverso Zuen (semplificato Sin = Luna);[8], + in ‘lei’[10]. An dà l’apertura del cielo a…n, con la sua parola creatrice …me…: A-ME-N unisce il dio del cielo che si esprime in verità con la sua parola creatrice, che si realizza in Terra con Zumer, ‘cammino er della parola creatrice me della Luna’.

-Amen amen dico vobis-, ‘in verità in verita vi dico’ sono parole di Gesù espresse in latino, con verità amen in sumero!

Poiché sintagma copre anche il senso della singola parola italiana, verbum e verba singolare e plurale in latino, inim in sumero, io indugio sulla pagina 273 del Sumerian lexicon di Halloran per esplorare altri riscontri al di là del più evidente:

taga, taka, tuku5, tag, tak, ta3

to touch, handle, hold; to weave; to decorate, adorn; to strike, hit, push; to attack; to afflict; to play an instrument; to start a fire; to fish, hunt, catch (can be reduplicated) (te, ‘to approach’ + aka, ‘to do, place, make’) [TAG archaic frequency: 48?; concatenates ? sign variants][12].

Io vorrei macellare tutte le ideologie che hanno prodotto il sumero come lingua isolata da tutte le culture essendo la lingua madre!

Concludo con un’innovazione –GESH.BU ‘albero buono’- e con un apporto critico: bun va scritto bwn!:

bun (2); bu(7)

  n., lamp, light; blister; bag-type of bellows; rebellion (hollow container + nu13, ‘lamp’? –me.lam.mu, il lampo creativo- conferma la bontà dell’intuizione-).

v,, to be swollen; to blow; to ignite, kindle; to shrine brightly (cf., bul, ‘to blow; to ignite’)

[2] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 129.

[4] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 301.

[6] Giorgio R. Castellino, Testi sumerici e accadici, Torino, Utet, 1977: 59.

[8] John Alan Halloran, Sumerian Lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 229.

[10] Giorgio R. Castellino, Testi sumerici e accadici, Torino, Utet, 1977: 81.

[12] John Alan Halloran, Sumerian Lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 273.

[13] John Alan Halloran, Sumerian Lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 35.

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