ANNO XVIII Febbraio 2024.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 05 Luglio 2016 00:00

Memoria

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Lunedì della XIV settimana delle ferie del Tempo Ordinario Libro di Osea 2,16.17b-18.21-22. Così dice il Signore: Ecco, la attirerò a me, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. Le renderò le sue vigne e trasformerò la valle di Acòr in porta di speranza. Là canterà come nei giorni della sua giovinezza, come quando uscì dal paese d'Egitto. E avverrà in quel giorno - oracolo del Signore - mi chiamerai: Marito mio, e non mi chiamerai più: Mio padrone. Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nella benevolenza e nell'amore, ti fidanzerò con me nella fedeltà e tu conoscerai il Signore.

 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 9,18-26. In quel tempo, mentre Gesù parlava, giunse uno dei capi che gli si prostrò innanzi e gli disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano sopra di lei ed essa vivrà». Alzatosi, Gesù lo seguiva con i suoi discepoli. Ed ecco una donna, che soffriva d'emorragia da dodici anni, gli si accostò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Pensava infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita». Gesù, voltatosi, la vide e disse: «Coraggio, figliola, la tua fede ti ha guarita».QUEEN per Agorà

E in quell'istante la donna guarì. Arrivato poi Gesù nella casa del capo e veduti i flautisti e la gente in agitazione, disse: «Ritiratevi, perché la fanciulla non è morta, ma dorme». Quelli si misero a deriderlo. Ma dopo che fu cacciata via la gente egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E se ne sparse la fama in tutta quella regione. Osea , valle di Acor, Talita kum –come nel vangelo di Marco - sono nomi che hanno perso il significato archeologico? Il sintagma è perduto, grazie al credo di De Saussure? Ma, dovremmo ringraziare prima l’idea di Platone, che avrebbe potuto riconoscervi il nome del dio –id- Ea! Aedi, tempio, in lat., comprova il circolo –ID-EA-DI, vel En ki. Os-ea svela us-ea, ‘fine-ae zumero di accado ea’. La divinità antica aveva una fine, diversamente dal Dio moderno. Osanna, è il grido che conserva ‘ush-anna’, ‘fuori (dalla terra al cielo)-an-na’, simmetrico ad In-anna, ‘dentroin-cieloan-generazionena’. Emerge il nome della madre della Madonna An-na, ‘generatana dal Cieloan’. Il paleonimo ‘valle di Acor’ rivela a.kur, ‘seme (del) kur’: kur n., mountain; highland; (foreign) land or country; the netherworld; the east; short side; of rectangular field inscribed on round tablet (ki, ‘place’, + ur3, ‘roof, mountain pass’/ur2, ‘root, base’; cf., Orel & Stolbova #1504, *kur- “mountain”, #1552, *kar- ‘mountain’ [KUR archaic frequency]. v., to reach, attain; to kindle; to rise (sun). adj., eastern . Kur è l’interno della montagna. Qualcuno lo spieghi, con delicatezza e garbo, a Klaus Schmidt, autore de Costruirono i primi templi 7000 anni prima delle piramidi. Ribadisco quanto scritto nel III capitolo: è orrenda la ricerca muta per ossequio a De Saussure. Kur introduce a Krono, Crono il dio del tempo, kur-unu, Cor, lat. per cuore. Il nome di ta-li-ta kum combina ‘naturata- gioiali (Dioil)- naturata’ cuorekum2 mortaiokum’. Il mortaio ku to base, found, build, to produce; to spread out, open wide, remove clothing; to (cause to) lie down; to lie still; to sleep (reduplication class –ku.ku, è l’esatto kuku dei bimbi che si nascondono) (cf., u3…ku(4), probably pronounced o ko e molto più probabilmente non) (KU archaic frequency) . kum, gum n., mortar (for grinding) [GUM archaic frequency]. v., to crush, bruise by pounding (cf., hum; alternation between h and k/g like the alternation between hab, hub2 and gub3) . Id-ea può diventare il teonimo sperduto nella memoria, capace di ripetere il latino memoria ed incapace di riconoscere il zumero me.mu.ri.a come seme ‘’a” di accompagnamento “ri” del “mu” e del “me”. Ad 11 anni dalla morte, io faccio memoria di Giovanni Semerano, l’accademico di nulla accademia che narrò La favola dell’indoeuropeo a Maria Felicia Iarossi prima di morire. –Canto per me solo?- chiese a pag. 105 di questo libretto. Io rispondo no con questo libro. Gli ho già dedicato il convegno Antares, alle origini perdute della civiltà occidentale sabato 5 aprile 2008, al quale parteciparono il figlio, la figlia e suoi amici. Ma gli Atti di quell’incontro non hanno ancora ricevuto la pubblicazione. La sua importanza sta nel ‘lustro’. Il lustro è il periodo di cinque anni che era stato osservato dall’archeo-astronomo Adriano Gaspani solo tra i Celti ed i Romani; ha posto provocatoriamente la sfida: dimostratemi la sua provenienza dall’Oriente ed avremo la prova delle origini mesopotamiche dell’Antares. Il lustro fu una cerimonia di purificazione tra i Latini. Veniva fatta con circum-ambulazione del luogo o dell’oggetto da purificare o da preservare, con aspersione o immersione in acqua, con fumigazione di piante resinose... Il periodo di cinque anni corrisponde a sessanta mesi. 60 è il numero del massimo dio del Cielo zumero, (Ur).an, il ‘toro del cielo’. Uro, il toro selvaggio, fa circolo su Ur, l’ultima città capitale zumera, del periodo Ur III, post era accadica. Luz-tur è una diade di –giro (tur)- di –luz, ‘luce’ crasi di ‘lu (soggetto) uz (luna –en zu-)’. La sapienza o saggezza è in lu2-zu (-a) acquaintance; sage (‘person’ + ‘to know; knowing’ + nominative) . Vale la pena di osservare luzuh, perché introduce l’Aldilà h ed il demonio: lu2-zuh (-a) thief (‘man’ + ‘to steal, rob’) . Il lustro nacque dalla combinazione dei riti zumeri dedicati alla luna con i riti accadi dedicati al sole; venne unificato l’anno misurato in mesi lunari con l’anno misurato sui mesi solari, di undici giorni più lungo.

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