ANNO XV Settembre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 14 Gennaio 2021 13:05

Pd: 'Rischio di voto a giugno'. Di Maio punta ai 'costruttori'. Attesa mossa di Conte. Fico: 'Conte riferisca in Aula'. Il Pd fa quadrato attorno a Conte.

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Riunione della direzione dem. Zingaretti: c'è un Paese da ricostruire, avanti con il premier. Luigi Di Maio lancia un "appello ai costruttori europei che sono in Parlamento e vogliono dare all'Italia un'opportunità di riscatto'. Da Conte, nel primo Cdm senza Iv, nessun dietrofront. Bonetti: 'Noi fuori ma per ricostruire progetto Paese'. Fico: 'Parlamento non insensibile a crisi'. Stop Aula e convocata la CapigruppoDi Battista: 'Tutti con Conte, finalmente compatti'. Il Pd fa quadrato attorno a Conte, rischio voto reale. Riunione della direzione dem. Zingaretti: c'è un Paese da ricostruire, avanti con il premier

Finisce il governo Conte bis. Non basta l'apertura di Giuseppe Conte a un "patto di legislatura": Matteo Renzi annuncia le dimissioni delle ministre di Italia viva dal governo. Si apre una crisi di governo, che deve essere ancora ufficialmente formalizzata, dagli sbocchi ignoti.

E si apre in modo inatteso, quando sembravano esserci tutte le condizioni per siglare la pace. A sera, aprendo il Consiglio dei ministri, il premier annuncia di aver informato il Quirinale e accettato il passo indietro di Teresa Bellanova ed Elena Bonetti. Le parole sono come pietre. Parla di "grave responsabilità" e "notevole danno al Paese" prodotto da un gesto che non può essere sminuito. Afferma di aver cercato "fino all'ultimo momento utile" il dialogo, ma il terreno è stato "disseminato di mine".

"La maggioranza c'è quando sostiene un progetto di governo. Abbiamo ritenuto di uscire e di dare le dimissioni in modo inedito, perché pochi lasciano le poltrone, per ricostruire un progetto di governo per il Paese che sia utile e realizzabile", ha detto la ministra dimissionaria per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti a Radio 24. "Le mie dimissioni sono lo spazio perchè questo tavolo per riprogettare il Paese, sempre rimandato, finalmente si apra. Non si può più rimandare, proprio perchè siamo in crisi bisogna agire, il tema non è Conte ma la risposta politica". "Per noi l'utilizzo del Mes è dirimente per il Paese - ha spiegato - ed è dirimente per restare in maggioranza che ci siano le condizioni politiche sulla base delle quali l'utilizzo del Mes viene almeno discusso".

"Quest'aula non è e non può essere indifferente a quanto sta succedendo", ha detto il presidente della Camera Roberto Fico che, accogliendo la richiesta unanime di maggioranza ed opposizione, sospende i lavori dell'aula di Montecitorio ed annuncia la convocazione della conferenza dei capigruppo "per un percorso ordinato è responsabile". Il presidente della Camera ha detto che contatterà il presidente del Consiglio Giuseppe Conte per riferirgli della richiesta avanzata dai gruppi parlamentari di venire a riferire in aula sulla situazione determinata dalle dimissioni dei ministri di Italia viva.

La conferenza dei capigruppo della Camera è convocata alle 13. La richiesta di convocazione è stata avanzata da tutti i gruppi parlamentari al presidente Fico. Anche Italia Viva si è associata nella richiesta della convocazione della Conferenza dei Capigruppo della Camera. Nel primo intervento di un esponente del partito di Renzi dopo il ritiro della delegazione ministeriale di Iv dal Governo Conte, Silvia Fregolent. "In un momento difficile come quello che stiamo vivendo - spiega - chi fa politica deve difendere a tutti i costi le regole della democrazia. Il Parlamento è centrale sempre soprattutto nei momenti di difficoltà. Ringrazio l'opposizione e maggioranza che hanno sottolineato l'esigenza di tornare in Parlamento. Serve un dialogo franco e centrale", ha detto.

I cosiddetti responsabili non ci sono, la maggioranza dopo lo strappo con Renzi non esiste più, quindi è reale il rischio di elezioni a giugno. E' l'analisi che in queste ore stanno facendo fonti qualificate del Pd dove si registra grande preoccupazione. Il Pd, spiegano le stesse fonti, non può andare dietro a rumors su sostegni alla maggioranza che al momento non si palesano. D'altro canto anche ricucire con Iv sembra una chimera perchè M5s ha chiarito che con Matteo Renzi non ci parla più. Quindi senza volerlo, è l'analisi del Pd, la situazione sta rotolando verso le elezioni anticipate a giugno.

"Il Movimento deve solo mantenere la linea delle ultime 48 ore - ha scritto in un post su Fb l'esponente M5s Alessandro Di Battista - Renzi ha squittito per far fuori Conte e basta? Benissimo, Conte resta al suo posto. Renzi ha lasciato il governo? Benissimo, non ci entrerà mai più. Senza Se e senza Ma. Intanto queste sono le due condizioni che la forza politica che ha preso più voti nel 2018 (con una legge elettorale, lo ricordo, fatta ad hoc contro il M5S) mette sul piatto. E siamo compatti. Finalmente". 

Ma intanto la ppolemica non si placa. Il vicesegretario del Pd Andrea Orlando continua ad attaccare Italia Viva definendola responsabile per quanto accaduto: "Con una crisi economica galoppante Iv si è assunta la responsabilità di provocare la crisi che getta il paese nell'incertezza e nella confusione. Avevamo detto che si sarebbe creata una situazione di confusione e un salto nel buio. I nostri appello non ascoltati e purtroppo questo è avvenuto". E questo mentre i renziani non smettono di puntare il dito contro Conte. "C'è una crisi, due ministre si sono dimesse e il premier non vuole andare oggi al Colle e non vuole venire in Senato. C'è ancora una Costituzione in questo Paese o un DPCM l'ha cancellata? ", ironizza su Twitter il capogruppo Davide Faraone .

E intanto Luigi Di Maio lancia un appello ai 'costruttori' su Fb: "Il mio appello si rivolge dunque a tutti i costruttori europei che, come questo Governo, in Parlamento nutrono la volontà di dare all'Italia la sua opportunità di ripresa e di riscatto. Insieme, possiamo mantenere la via. Guardiamoci intorno e troveremo un Paese che chiede di essere ascoltato. Non possiamo permetterci di ignorarlo". 

Il Pd fa quadrato attorno a Conte, rischio voto reale

Riunione della direzione dem. Zingaretti: c'è un Paese da ricostruire, avanti con il premier

Si riunisce alle 13 l'ufficio politico del Pd, l'organismo dirigente di cui ganno parte il segretario, il vice segretario, i capi delegazione di governo, i capigruppo, e i rappresentanti enti locali. Una riunione inizialmente prevista alle 11 è slittata per consentire ai capigruppo di camera e senato, Graziano Delrio e Andrea Marcucci, di presenziare alle riunioni dei pari grado di Montecitorio e Palazzo Madama. Il vertice serve a fare il punto su quanto accaduto dalle 18 di ieri, quando Matteo Renzi ha annunciato le dimissioni delle ministre di Italia Viva. Per farlo, la riunione sarà allargata anche a tutti i ministri Pd che ieri, a Palazzo Chigi, hanno ribadito la lealtà al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Zingaretti e "il Paese da ricostruire"

Alle 22 di ieri sera, Nicola Zingaretti scrive sui suoi social. "In questi mesi durissimi l’Italia ha potuto contare sul grande impegno di Giuseppe Conte e della squadra di Governo. Ora c’è un Paese da ricostruire. Avanti con Conte. Quasi contemporaneamente, Dario Franceschini lascia un post su Twitter condiviso da tutti i ministri dem: "In Consiglio dei Ministri ho ribadito che chi attacca il Presidente del Consiglio attacca l’intero governo e Giuseppe Conte sta servendo con passione e dedizione il proprio Paese nel momento più difficile della storia repubblicana". Insomma, al momento il Pd fa quadrato attorno al presidente del Consiglio, e non prende in considerazione la possibilità di sostenere un altro nome a capo del governo. Anche l'ipotesi di elezioni anticipate non sembra percorribile per i dem, così come sottolineato questa mattina dal tesoriere dem, Walter Verini, che ha definito "un salto nel buio" andare ad elezioni in piena pandemia. Nonostante questo il rischio elezioni è "concreto e reale", come vanno ripetendo da giorni i vertici del partito a cominciare dal segretario Nicola Zingaretti: "La storia della Repubblica insegna che spesso, in caso di crisi di governo, si 'rotola' verso le elezioni anche senza volerlo". 

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