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Venerdì, 12 Febbraio 2021 12:46

Il ruolo dell'Italia nella missione su Marte del 18 febbraio

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Lo sbarco del rover Perseverance della Nasa è la prima tappa dell’ambiziosissimo programma Mars Sample Return, per la quale un importante contributo è fornito dall’industria italiana con il gruppo Leonardo.

Ci sarà anche l'Italia insieme alla missione americana Mars2020 a sbarcare su Marte il prossimo 18 febbraio. L'arrivo del rover Perseverance della Nasa è infatti la prima tappa dell’ambiziosissimo programma Mars Sample Return, per la quale un importante contributo è fornito dall’industria italiana con il gruppo Leonardo.

marte missione nasa progetto leonardo

Il programma “Mars Sample Return” della NASA con la collaborazione dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), intende riportare sulla Terra – per la prima volta nella storia – dei campioni di suolo marziano che permetteranno di comprendere meglio il Pianeta Rosso.

Nella prima missione della campagna, Mars 2020, il rover Perseverance dovrà atterrare su Marte per scavare e raccogliere dei campioni di suolo che, inseriti in appositi contenitori, saranno depositati in luoghi strategici sul suolo. Nel 2026 sarà lanciata la seconda missione: dopo un lungo viaggio, il Sample Retrieval Lander della NASA atterrerà su Marte insieme al Sample Fetch Rover dell’ESA e al Mars Ascent Vehicle (MAV) per recuperare i contenitori lasciati da Perseverance e prepararli a essere lanciati nell’orbita marziana.

Leonardo, azienda leader nella robotica spaziale anche grazie al supporto garantito negli anni dall’Agenzia Spaziale Italiana, sta progettando e studiando a Nerviano (MI) i prototipi dei due bracci robotici di questa missione.

Il primo, più piccolo e agile (avrà 6 gradi di libertà e sarà estendibile fino a circa 110 cm), dovrà essere montato sul Sample Fetch Rover dell’ESA, che viaggerà sul suolo per raccogliere con una “pinza” i contenitori. Il secondo, invece, più robusto (avrà 7 gradi di libertà e supererà i 2 metri di estensione), sarà sul Sample Retrieval Lander della NASA per muovere i contenitori dal rover alla capsula che sarà lanciata in orbita.

I bracci che Leonardo sta progettando saranno veri e propri gioielli della robotica e meccatronica, in grado di operare autonomamente (il ritardo fino a circa 20 minuti delle comunicazioni tra Terra e Marte non permetterebbe di gestire i bracci rapidamente) individuando il contenitore del campione marziano, scegliendo la miglior traiettoria per raccoglierlo e per posarlo nel raccoglitore e considerando le strategie per risolvere eventuali problematiche. 

La terza missione Mars Sample Return prevede invece il lancio dell’Earth Return Orbiter che “catturerà” la capsula in orbita marziana e rientrerà a Terra. Anche in questo sforzo, l’industria italiana è coinvolta con Thales Alenia Space, società partecipata da Leonardo, responsabile della fornitura del sistema di comunicazione che consentirà la trasmissione dati tra Terra, Orbiter e Marte e della progettazione dell’Orbit Insertion Module.

Il tutto dovrebbe concludersi nel 2031, con il rientro sulla Terra dei campioni, che saranno studiati per comprendere meglio il Pianeta Rosso, aprendo una nuova era per l’esplorazione di Marte. 
Mars Sample Return non è l’unico ambizioso programma marziano in cui l’Italia, con Leonardo, è coinvolta. Nel 2022 è atteso il lancio della missione “ExoMars 2022” che, con una trivella realizzata da Leonardo, perforerà il suolo marziano fino a 2 metri di profondità alla ricerca di tracce di vita presente o passata. Thales Alenia Space è il prime contractor del programma ExoMars. AGI

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