ANNO XV Settembre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 21 Maggio 2021 17:03

Intervista a Umberto Canino artista impegnato e raffinato

Written by  Pietro Nicosia
Rate this item
(0 votes)

Siciliano e poliedrico Umberto Canino è in uscita con il nuovo singolo "Nevrosi". È un artista di lungo corso e non esistono parole per qualificarlo, le parole quelle che si susseguiranno saranno comunque parole precarie. Noi giornalisti o addetti ai lavori siamo abituati a vedere Canino come l'autore di musiche world ed etniche, se dovessimo assimilarlo a degli artisti globali sicuramente lo asseconderemo a Clannad, Ry Cooder ed Enya e Battiato, ma Umberto non si è fermato mai ed è andato avanti dritto come un treno, nonostante un incidente l'abbia tenuto lontano dalle scene per molto tempo, ma non voglio dilungarmi troppo con le mie parole, ma voglio lasciarvi a quelle di Umberto che sicuramente sapranno spiegarsi meglio.

Umberto Canino come è riuscito a coniugare le sue origini siciliane con quelle romane?

In realtà ho lasciato la Sicilia giovanissimo, ho vissuto per anni a Milano tra musica, moda e teatro.

Nei primi degli anni 90 sono stato richiesto a Roma da una etichetta discografica come artista e collaboratore di produzioni.

Conoscevo già Roma, la frequentavo spesso per lavoro, ma non pensavo diventasse la mia Città,  pianpiano mi conquistò e da quel giorno diventò la mia seconda mamma.

Come è nata la collaborazione con Renato Zero?

lavorare nelle produzioni discografiche dell'etichetta, toglieva troppo tempo alla mia creatività nonostante il piacere di lavorare su progetti importante come " Love Is the answer" progetto per raccogliere fondi per la lotta all'AIDS con artisti come Gino Vannelli, Randy Crawford, Alpfaville, Novecento, Pooh e tanti altri grandi nomi.

Nel Natale 97, ho lavorato in un progetto musicale con molti big della musica Italiana, anche questo disco nasceva per causa sociale.

In quell'occasione ebbi una proposta discografica dall'etichetta discografica con la quale avevamo realizzato queste ultime produzioni, la New Saint Claire che da lì a poco, fece ascoltare i miei brani a Renato Zero il quale rimase incantato del mio sound mediterraneo, dei colori dei ritmi delle immagini di un mio video dedicato alla mia Palermo. Gli piacque la mia originalità musicale, vocale e i temi trattati nei miei testi.

Da lì a poco, Zero mi presentò al pubblico televisivo di Rox bar di Red Ronnie e altri eventi.

Ci può raccontare l'aneddoto relativo alla consegna della canzone ideata da Renato?

Un giorno a casa di Renato Zero con la mia produzione cominciarono a parlare di riarrangiare alcuni miei brani e scriverne altri.

Primavera verrà nacque da un'idea di Renato Zero per suggellare la bellezza della mia Sicilia e la rinascita dopo tanto martirio mafioso.

Per realizzare il brano Renato trasferì l'idea a  Stefano Senesi e successivamente a Vincenzo Incenzo per il testo.

Ricordo una grande delicatezza di Renato nel dire: stai sereno, non snatureremo il tuo stile musicale.

Successivamente nacque " "Era Ora" CD che conteneva 3 brani, tra questi "primavera verrà", qualche promozione prima  che uscisse il l'album, ma purtroppo tutto si fermò a causa di un mio grave incidente stradale.

Ci può parlare del suo impegno sociale prodotto in un lungo arco di tempo?

3 anni dopo l'incidente a fatica tornai sul palco, in quei 3 lunghi anni scrissi nuovi brani, ogni brano toccava temi di grande spessore sociale: pena di morte,  la guerra di Bagdad  e altri, una sorta di notiziario racchiuso nelle canzoni, ispirato da tutti i tg visti nel periodo prima della guarigione.

Mi capitò di presentare il singolo (15 passi Brano contro la pena di morte, composto da Capocchia e scritto da me e Incenzo), al teatro del carcere di Rebibbia per la diretta Telethon.

Da lì il garante dei detenuti della regione Lazio presentò il mio spettacolo in tutti gli istituti penitenziari del Lazio.

Come è nata Nevrosi?

Nevrosi nasce da una mia riflessione postata su facebook letta da uno dei miei arrangiatori, Emiliano Branda.

Un giorno mi arriva una bozza musicale su email inviata da Emiliano Branda, sulla quale mi scrive, prova a mettere in metrica quel post.

Il giorno dopo ci mettemmo a lavoro ed ecco Nevrosi: quella persona che non vorremmo più vedere, ma che invece stiamo chiamando in quel momento stesso.

Quella decisione di smettere con la sigaretta nel momento stesso in cui ne stiamo accendendo un'altra.

Il suo sound sembra molto sperimentale, ma senza abbandonare le tendenze degli arrangiamenti attuali. Quali sono gli artisti che l'hanno influenzata maggiormente?

Ho sempre ascoltato musica world, musica di diverse etnie, tanto che c'è stato un periodo in cui conducevo in radio un programma notturno di solo musica etnica del mondo.adoro quei suoni quei ritmi che identificano e raccontano la provenienza dell'artista stesso. Già da ragazzino quando i miei coetanei ascoltavano Pooh, Pupo e altri del pop di quel momento io ascoltavo PFM, il Banco Le Orme, Genesis, crescendo grazie anche al teatro cominciò a capire le immagini le scene e le parole suggerite dalla musica.

Potrei prendere tanti esempi, ma racchiudo in pochi gli artisti che mi hanno sempre ispirato: Mari buone, agricantus, David Bowie, Klaus Nome

E il maestro in assoluto, Franco Battiato al quale spesso dedico qualche sua cover.

Ma non disdegno dei giovani e la nuova musica, Mengoni, Fedez, sferaebbasta, mahmood.

Ha vinto diversi premi quale tra questi l'ha segnata di più?

Il premio che mi ha tanto gratificante è quello dell'associazione di scrittori e autori del Mondo mediterraneo(OMJET) li è racchiuso tutto quello che scrivo, canto e recito.

Quello che invece mi rende orgoglioso della mia Sicilianità è quello alla mediterraneita' consegnatomi a Taormina.

Come si definisce artisticamente?

Non so dare una definizione all'artista che vive dentro e fuori di me.

Istintivamente porto in musica in scrittura In video , tutto quello che mi emoziona, sin da quando sono arrivato a Roma, le produzioni quando ascoltavano i miei brani li ritenevano interessanti, ma troppo complessi tali da definirli solo per un pubblico di nicchia, dicevano che ero troppo avanti, cosa da me mai condivisa, ma nel tempo ho imparato a creare melodie di facile ascolto non snaturando lo spessore letterario e della ricerca.

Ringraziamo Umberto Canino per i momenti di musica e letteratura che ci ha lasciato in eredità, proprio come il suo importante repertorio e il suo impegno nel sociale.

Read 995 times

Utenti Online

Abbiamo 768 visitatori e nessun utente online

La tua pubblicità su Agorà Magazine