ANNO XV Ottobre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 21 Agosto 2021 09:21

Biden difende la ritirata dall'Afghanistan, ma non sa come finirà

Written by  Massimo Basile
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Ha parlato dalla Casa Bianca, con alle spalle la vicepresidente Kamala Harris e il segretario di Stato Antony Blinken, per inviare plasticamente un messaggio di collegialità dietro quelle scelte messe sotto accusa anche dai democratici. "Non posso promettere quale sarà il risultato finale". In serata telefonata tra il Presidente e Mario Draghi.

Un presidente meno aggressivo rispetto a lunedì, più conciliante, disponibile a rispondere alle domande e pronto a citare gli alleati europei e i membri del G7, così clamorosamente snobbati nella prima autodifesa sulla crisi afghana. Joe Biden torna a difendere il ritiro ma ammette non sapere come andrà a finire.

Ha parlato dalla Casa Bianca, con alle spalle la vicepresidente Kamala Harris e il segretario di Stato Antony Blinken, per inviare plasticamente un messaggio di collegialità dietro quelle scelte messe sotto accusa anche dai democratici. "Non posso promettere quale sarà il risultato finale, ma come comandante in capo prometto che mobiliterò ogni risorsa possibile".

"La nostra credibilità non è in discussione - ha dichiarato - ho parlato con i nostri alleati Nato, ne avevamo parlato già al G7. Sta succedendo l'esatto opposto di quello che appare: stiamo agendo, decisi a fare quello che ci eravamo preposti". Anche se, ribadisce, il "crollo in undici giorni era imprevedibile". Biden ha lodato la "precisione" delle operazioni, dicendo che "solo gli Stati Uniti possono essere in grado di mobilitare una forza come questa nell'altra parte del mondo e con questo grado di precisione".

Quando gli è stato chiesto segli americani dovessero sentirsi al sicuro dal terrorismo, dopo aver visto la confusione delle operazioni in Afghanistan, Biden ha liquidato la domanda con una battuta sarcastica: "Penso che lei stia mettendo insieme le mele con le arance". È stato l'unico momento in cui si è irrigidito. "Prevedere il collasso delle forze afghane - ha poi aggiunto - e diverso dal vedere se ci sono progetti di attentati nei confronti degli Stati Uniti".

Ciò che conta adesso, ha fatto capire, è portare a casa il maggior numero di americani. "Fatemi essere chiaro - ha detto - tutti gli americani che vorranno tornare a casa, noi ve li riporteremo a casa". Mentre da Kabul arrivano notizie sempre più drammatiche, con persone ammassate all'aeroporto in attesa di un visto, bambini lanciati oltre la recinzione perché i soldati li prendano con loro, spari nella zona da parte di talebani, Biden ha fornito alcune cifre per sostenere il successo delle operazioni: da luglio sono state evacuate 18 mila persone, di cui 13 mila dal 14 agosto. Altre migliaia verranno imbarcate su voli privati allestiti dall'amministrazione americana. Evacuati anche i 204 dipendenti in Afghanistan di New York Times, Washington Post e Wall Street Journal. Non sono escluse "perdite" nei prossimi giorni.

Il pensiero di Biden va ai 6 mila soldati impiegati. "Io manifesto la mia gratitudine - ha detto - ai coraggiosi uomini e donne delle forze armate americane che stanno portando avanti la nostra missione. Sono incredibili". 

In serata Bide e Draghi si sono sentiti al telefono per discutere dell'evacuazione dei connazionali e dei cittadini afghani vulnerabili, la tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali, l'assistenza umanitaria a favore della popolazione. Sono state inoltre discusse le prospettive dell'azione della Comunità internazionale nei diversi contesti, a partire da G7 e G20, a favore della stabilità e dello sviluppo dell'Afghanistan. AGI

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