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Venerdì, 12 Novembre 2021 13:57

È morto Giampiero Galeazzi, re delle telecronache all'ultimo respiro

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Aveva 75 anni, tutta la carriera in Rai. Mitiche le sue dirette del canottaggio, le interviste a bordocampo, le telecronache del tennis.

È morto a Roma Giampiero Galeazzi, storico telecronista sportivo, conduttore televisivo, giornalista ed ex campione di canottaggio.

Galeazzi, volto popolarissimo da decenni, aveva 75 anni ed era malato da tempo. Indimenticabili le sue telecronache, in particolare quelle dell'amato canottaggio con i trionfi olimpici dei fratelli Abbagnale. 

Rosato (Iv), grande sportivo e fenomenale giornalista

"Giampiero Galeazzi era non solo il volto buono dello sport, ma un ex sportivo e giornalista carismatico, ricco di ironia e bravura. Formidabile la sua telecronaca, passata alla storia, della medaglia d'oro dei fratelli Abbagnale a Seul nel 1988. Di lui resta il ricordo di un grande sportivo, un fenomenale giornalista ed un uomo che ha saputo colorare di frasi e battute un lavoro facendolo suo in modo 'Mitico'". È il presidente di Italia viva Ettore Rosato. 

M5s, voce che ha accompagnato sport per generazioni

"Giampiero Galeazzi ha rappresentato una figura indimenticabile, prima come sportivo e poi come narratore dello sport sia alla radio che in televisione. È stato campione di canottaggio e, come giornalista, voce, inconfondibile per quasi 50 anni, delle discipline sportive più popolari del nostro Paese. Grazie a lui molti italiani hanno cominciato ad appassionarsi di tennis e canottaggio. La notizia della sua scomparsa ci addolora". Lo hanno dichiarato deputate e i deputati del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura.

Fontana, maestro di giornalismo e grande innovatore

"Apprendo con grande dispiacere la notizia della scomparsa di Giampiero Galeazzi. Un maestro di giornalismo e soprattutto un grande innovatore". Lo scrive sulla sua pagina Facebook il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ricordando il giornalista e postando il filmato della telecronaca della gara di Antonio Rossi a Sidney

Simona Ventura, avercene oggi di inviati così

"Sono tanti i momenti che mi ricorderò per sempre. Dai campionati vissuti insieme alle Olimpiadi di Barcellona, dove mi divertivo, estasiata, dei tuoi racconti e dei dietro le quinte dello sport. Avercene oggi di inviati come te!". Lo scrive su Twitter Simona Ventura.

L'ultima intervista a Domenica in dall'amica Mara

L'affettuosa imitazione di Nicola Savino, che diventa un cult con il suo Galeazzi chiamato a fare telecronache delle discipline più assurde, sempre rigorosamente con il crescendo del tono e dell'enfasi fino all'esplosione finale dell'"andiamo a vincere". Se ne va un modello inimitabile di cronista sportivo, capace di trasformare le gare in momenti epici, l'unico in grado di mettere in secondo piano, anche grazie a una solida competenza tecnica (da non dimenticare le impeccabili telecronache del tennis, spesso in coppia con l'amico Adriano Panatta), gli stessi atleti di cui esaltava le gesta. Malato da tempo, l'ultima apparizione in tv è proprio a Domenica In dalla Venier, in una lunga intervista fatta più di silenzi e di sguardi che di parole, conclusa con il pianto della conduttrice e un lungo abbraccio.

Tra gli anni 90 e i 200 Galeazzi diventa una star televisiva

Gli interlocutori, abbracciati e letteralmente sovrastati dal cronista, non potevano esimersi da rivelare a caldo le loro emozioni. E poi le Olimpiadi storiche, quella di Seul appunto, seguita dai trionfi azzurri di Antonio Rossi nel 2000, altro grande canottiere, e altra mitica telecronaca. Tra gli anni '90 e i 2000 il "personaggio" Galeazzi diventa una star televisiva a tutto tondo, dando prova di grande e divertita autoironia sulla sua proverbiale stazza: balletti a Domenica In con l'amica Mara Venier, canzoni, sketch, il doppiaggio del film Space Jam.

L'assunzione in Rai nei primi anni '70

La scelta del giornalismo, l'assunzione in Rai nei primi anni '70, le prime Olimpiadi (Monaco 1972) dove esordì con la prima telecronaca del suo amato canottaggio. Negli anni '80 arrivano la Domenica sportiva, Mercoledì sport, 90mo minuto, trasmissioni storiche in cui l'innata spontaneità e affabilità di Galeazzi si sposa perfettamente con un calcio ancora antico, dove i giornalisti potevano scendere in campo subito dopo le partite: memorabili le sue interviste volanti agli eroi di quello che all'epoca era il campionato più bello del mondo, da Maradona a Platini, da Bruno Conti a Liedholm neo campione d'Italia.

Tajani, ha raccontato più belle pagine sport italiano

"Ci lascia Giampiero Galeazzi, storico giornalista e telecronista sportivo. Ha raccontato le più belle pagine dello sport italiano. Lo ricordiamo anche per essere stato un grande atleta come canottiere. Un abbraccio alla sua famiglia. Riposa in pace". Lo scrive su Twitter Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia.

Vezzali, stasera l'Olimpico saprà ricordarti

"Ciao Giampiero! Grazie per aver vissuto lo sport da atleta prima e da giornalista poi. Alla tua voce, carica di entusiasmo e passione, sono legati i ricordi di tante emozioni azzurre. Sono certa che stasera anche lo Stadio Olimpico saprà ricordarti per come meriti". lo scrive su Twitter la sottosegretaria allo Sport Valentina Vezzali, ricordando Galeazzi scomparso oggi. 

Addio a 'Bisteccone', trasformò lo sport in epica

 "Andiamo a vincere!". L'urlo liberatorio per celebrare l'impresa dei fratelli Abbagnale alle Olimpiadi di Seul '88, dopo una telecronaca incalzante e ansimante: sarà questo probabilmente il ricordo più vivido di Giampiero Galeazzi, morto oggi a 75 anni dopo una lunga malattia. Giornalista sportivo ma anche molto di più: conduttore, intrattenitore, telecronista, con un passato da giovane campione del canottaggio. Alto, corpulento, imponente, 'Bisteccone' ha vissuto tante vite, e ognuna di successo: promettente canottiere, vinse il campionato italiano nel singolo nel 1967 (che gli valse la medaglia di bronzo al valore atletico) e nel doppio con Giuliano Spingardi nel 1968 e in quell'anno partecipò alle selezioni per le Olimpiadi del 1968 a Città del Messico. AGI

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