ANNO XVI Maggio 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 28 Gennaio 2022 17:20

Fumata nera al quinto scrutinio, Casellati sotto i 400 voti

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Il centrosinistra e il M5s si astengono, la presidente del Senato ottiene 382 voti, mancano all'appello 71 preferenze dal centrodestra. Alle 17 la sesta votazione. 

Quinto scrutinio per eleggere il Presidente della Repubblica, si vota alle 11 ma da più parti si chiede di votare almeno due volte al giorno. Se ne occupa, prima dell'avvio della seduta, la conferenza dei capigruppo. È stata una notte di consultazioni. dal vertice del centrodestra di ieri sera, la decisione di convergere sul nome della presidente del Senato Elisabetta Casellati. Da sinistra arriva un muro di 'no'. Il Pd non la voterà e nemmeno Italia viva. Matteo Renzi ha detto a Radio Leopolda: "Vediamo se oggi si chiude" la partita per il Quirinale, "ma ho l’impressione che non sarà così facile".

Terminata riunione Letta-Speranza-Conte

È terminata la riunione fra Enrico Letta, Roberto Speranza e Giuseppe Conte convocata per fare il punto dopo la quinta votazione di oggi. Alla riunione, che si è tenuta negli uffici del gruppo Pd, hanno partecipato anche i capigruppo di Pd, M5s e Leu.

Parlamentari Iv non votano, 8 assenti in c.destra

Sono 73 i grandi elettori assenti al quinto scrutinio. Al termine dello spoglio, infatti, i grandi elettori presenti sono 936 su 1009, i votanti 530, gli astenuti 406. Scorrendo i tabulati della votazione, Italia viva non partecipa al voto, anzichè astenersi, sia per quel che riguarda i deputati che i senatori. Mentre nelle fila del centrodestra, considerando solo deputati e senatori, sono 8 i grandi elettori che non hanno partecipato al voto (senza che nel tabulato sia tuttavia specificato se si tratta di assenze 'giustificate' o meno).


Alternativa e indipendenti, voto ancora a Di Matteo

Alla quinta votazione per l'elezione del Presidente della Repubblica il candidato di Alternativa e degli indipendenti del Misto mantiene i propri voti. Il numero è inferiore ai 54 della quarta votazione di ieri perché i gruppi del centrosinistra hanno scelto la carta dell'astensione. Quando anche il centrosinistra sceglierà un nome da indicare, sicuramente molti grandi elettori torneranno a votare il nome di Nino Di Matteo, scelto da Alternativa e da altri membri del gruppo Misto per la forte connotazione legalitaria e uomo simbolo della lotta contro la mafia. Per questo motivo Alternativa prosegue nell'indicare con gli altri colleghi, come futuro Presidente della Repubblica, il nome di Di Matteo anche per la prossima votazione, prevista per le 17, auspicando che sempre più grandi elettori scelgano questo nome”. Lo affermano i parlamentari di Alternativa e i parlamentari indipendenti del Gruppo Misto.

Calenda: ora confronto vero, abolire kingmaker

"Ora ci vuole un timeout, nella consapevolezza che senza sedersi a un tavolo un governo di unità nazionale che va a eleggere un Presidente della Repubblica va a sbattere facendo una figura indegna". Lo dice Carlo Calenda, leader di Azione, commentando l'esito della quinta votazione per l'elezione del Presidente della Repubblica. "Stanno in Consiglio dei ministri insieme e non riescono a sedersi due ore per trovare una soluzione? Se non si riesce a fare questo semplice gesto - aggiunge conversando con i cronisti davanti a Montecitorio - ne verrà fuori un Presidente della Repubblica indebolito e un governo ancora più indebolito. La facessero finita". "Sono tutti aspiranti kingmaker allo sbaraglio - conclude - non lo sanno fare, non ci riescono. Direi di abolire la figura del kingmaker per le prossime 48 ore".

Meloni, FdI e Lega leali, altri contro Casellati

"Fratelli d'Italia, anche alla quinta votazione, si conferma come partito granitico e leale. Anche la Lega tiene. Non così per altri. C'è chi in questa elezione, dall'inizio ha apertamente lavorato per impedire la storica elezione di un presidente di centrodestra. Le decine di milioni di italiani che credono in noi non meritano di essere trattati così. Occorre prenderne atto, e ne parlerò con Matteo Salvini, per sapere cosa ne pensa". Lo afferma la leader di FdI, Giorgia Meloni, in una nota.

Riunione Pd-M5S-Leu alla Camera

Il segretario del Pd Enrico letta, il leader di Leu Roberto Speranza, e il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte si sono riuniti negli uffici dei gruppi del PD alla camera per fare il punto sull’ultima votazione per il presidente della Repubblica. Con i leader di PD, movimento cinque stelle e Leu erano presenti i rispettivi capigruppo.

Nel centrodestra parte la caccia ai franchi tiratori

La corsa al Quirinale della presidente del Senato Casellati si ferma a 382 voti e nel centrodestra parte la caccia ai franchi tiratori. Tutti i partiti della coalizione si smarcano. Traditori? "Non in Fratelli d'Italia e credo nemmeno nella Lega", dice il vicepresidente di Palazzo Madama ed esponente di FdI Ignazio La Russa, che aggiunge: "C'è qualcuno che se ne frega dei valori del centrodestra e pensa ad altre cose". Anche la Lega assicura compattezza: i nostri 208 voti sono andati tutti alla Casellati, affermano fonti del partito. Sono 71 i voti mancanti nella coalizione di centrodestra, che può contare su 453 grandi elettori.

Tensione nel centrodestra, andare 'oltre' Casellati

Il centrodestra pronto a 'mollare' la pista Casellati, dopo il risultato raggiunto al quinto scrutinio sull'elezione del presidente della Repubblica. Accuse incrociate tra gli alleati della coalizione. "I 208 voti della Lega sono andati compatti alla presidente Casellati", spiegano fonti del partito di via Bellerio. Fratelli d'Italia fa sapere di aver votato compatta per la seconda carica dello Stato. Nel mirino Forza Italia. Fonti parlamentari del centrodestra sottolineano che con questi numeri in campo la 'pista' Casellati sarà abbandonata.
Fonti parlamentari del centrodestra riferiscono che mentre ieri sera il presidente del Senato Casellati chiedeva di essere votata, già questa mattina aveva fatto pervenire alcuni dubbi, legati alla strategia del fronte progressista di non partecipare al voto alla prima chiama e di astenersi alla seconda. Come facciamo a recupare i voti?, la domanda che era piombata sul tavolo del centrodestra riunito questa mattina.
I voti andati a Tajani e Berlusconi arrivano, la convinzione di Fdi e Lega, dai franchi tiratori dentro il partito azzurro. Una sorta di regolamento interno al partito, mentre quelli su Mattarella arriverebbero - il sospetto dei partiti di Salvini e Meloni - dai centristi. A testimoniare la tensione nel partito il batti e risposta tra La Russa e Toti dopo il voto. "State festeggiando?", dice La Russa a Toti. "Vi lascio andare avanti afferma il presidente della Regione Liguria che poi alle telecamere sottolinea che non è in gioco una partita nel centrodestra ma sulle elezione del presidente della Repubblica. E ora? Intanto il vertice del centrodestra è slittato.

La Russa: franchi tiratori? Non in FdI e Lega

Dove sono i franchi tiratori di Elisabetta Casellati? "Scegliete voi. Non in Fratelli d'Italia e credo nemmeno nella Lega". Ignazio La Russa, vice presidente del Senato ed esponetene di FdI, commenta così con i cronisti a Montecitorio l'esito del quinto scrutinio per l'elezione del Presidente della Repubblica. "Ora dobbiamo prendere atto della realtà. I voti che ha espresso il centrodestra sul nome autorevole del presidente del Senato sono inferiori ai propri numeri. C'è qualcuno che se ne frega dei valori del centrodestra e pensa ad altre cose". "Ora dovremo vedere insieme agli altri cosa fare. Candidare Casellati non è stato un errore - conclude - avevamo il dovere verso gli elettori e verso noi stessi di provare a verificare quanti voti avevamo".

382 Casellati, mancano all'appello 71 voti del centrodestra

I voti ottenuti da Elisabetta Casellati, nel quinto scrutinio, sono 382. Il centrodestra ha 453 grandi elettori. Dunque, a spoglio concluso, mancano all'appello 71 voti. 

Sulla carta il centrodestra, considerato nel suo insieme, ovvero Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia e partiti del centro, conta 453 grandi elettori. ieri il centrodestra, in occasione del quarto scrutinio, si è astenuto: al termine della votazione le astensioni sono state 441, ma va considerato che due grandi elettori (Sgarbi e Vito) non si sono astenuti e hanno votato scheda bianca. Dunque, i calcoli di ieri davano tra i 12 e i 14 voti mancanti all'appello. Oggi il numero sale: mancano all'appello almeno 65 voti, considerate le assenze giustificate e quelle fisiologiche, come spiegano fonti di centrodestra. Ad esempio, la Lega fa sapere che dei suoi 212 grandi elettori, i 208 presenti hanno votato tutti per Casellati.

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