ANNO XVI Giugno 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 07 Marzo 2022 09:14

Dal premier Draghi il sostegno all'appartenenza dell'Ucraina alla famiglia europea

Written by  Giovanni Lamberti
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Il presidente del Consiglio in un colloquio telefonico con il presidente Zelensky ha ribadito la volontà italiana di fornire sostegno e assistenza all'Ucraina. Oggi a Bruxelles il premier incontrerà il presidente della Commissione Ue von Der Leyen, sul tavolo la gestione dei rifugiati e l'energia. 

Un warning calibrato, in un momento delicato dello scontro in atto. Il premier Draghi torna a condannare gli attacchi della Russia ai civili e alle infrastrutture nucleari, ribadisce la volontà italiana di fornire sostegno e assistenza all'Ucraina e alla sua popolazione. E offre la sponda al presidente Volodimir Zelensky, sottolineando che Roma sostiene l'appartenenza dell'Ucraina alla famiglia europea.

Il colloquio telefonico tra i due presidenti tenutosi oggi serve a ribadire la profonda amicizia tra il popolo italiano e il popolo ucraino e la grande solidarietà del nostro Paese a Kiev.

Oggi gli ucraini in Italia hanno manifestato a Piazza della Repubblica a Roma. Alla presenza anche di Letta: "Oggi siamo con voi per dimostrare in tutti i modi la nostra vicinanza", ha rimarcato a margine del sit-in il segretario dem che non vuole sentir parlare di divisioni della piazza pacifista, in riferimento alla manifestazione di ieri.

La solidarietà dell'Italia è stata testimoniata anche dal presidente della Repubblica Mattarella che questa mattina si è recato alla Basilica di Santa Sofia a Boccea, chiesa Ucraina cattolica, per prendere parte alla messa. "Faremo tutto quello che si può", la mano tesa del Capo dello Stato.

Al momento non sono previsti ulteriori provvedimenti del governo che ha già autorizzato l'invio di materiale bellico e aperto al popolo ucraino in fuga.

Ed è proprio il tema della gestione dei flussi dei rifugiati - sono oltre 1,5 milioni gli ucraini che negli ultimi 10 giorni hanno lasciato il Paese ("È in corso la crisi di profughi più veloce in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale", ha detto l'Alto Commissario dell'Onu per i rifugiati, Grandi) - che sarà sul tavolo dell'incontro tra il premier Draghi e il presidente della Commissione Ue von Der Leyen.

Ma domani a Bruxelles si parlerà soprattutto di energia, del piano di differenziare le fonti di approvvigionamento di gas. 

Di Maio dopo la missione ad Algeri si è recato a Doha – ha partecipato alla missione anche l'amministratore delegato di Eni, Descalzi - per incontrare l'Emiro Tamim Al-Thani, il primo Ministro Khalid Al Thani, il ministro degli Esteri Mohammed Al-Thani e il ministro dell'Energia Al-Kaabi.

Ha illustrato agli interlocutori "l'incessante impegno dell'Italia, in raccordo con i partner europei e Nato, per porre fine attraverso il canale della diplomazia alla gravissima e ingiustificata aggressione della Russia all'Ucraina e alleviare la sofferenza del popolo ucraino".

L'Italia sta predisponendo un piano di sicurezza energetica. In Qatar il ministro degli Esteri ha parlato del dossier energia. "Ci rendiamo autonomi anche da eventuali ricatti dal gas russo", ha affermato il ministro degli Esteri.

"Il conflitto ha accentuato la crisi energetica, fattore che mette più a rischio la ripresa del 2022", ha osservato oggi il presidente di Confindustria Bonomi, rimarcando – tra l'altro – la necessità di riscrivere il Pnrr perche' "bisogna essere realisti, allungare i tempi e spostare gli obiettivi della transizione ecologica".

Resta l'allarme perché le sanzioni "sempre più dure alla Russia", come ha spiegato il responsabile della Farnesina, porteranno conseguenze anche alle imprese del nostro Paese. Il ministro Cingolani ha rimarcato che occorrerà fissare un "price cap, un tetto ai prezzi" del gas.

Intanto la guerra in Ucraina continua a dividere le forze politiche. La Lega chiede che si faccia di tutto per cercare una soluzione diplomatica che possa assicurare la pace. "Che tornino presto giorni di Pace e Vita, questo deve essere l'impegno di tutti.

Troppo desiderio e parole di guerra purtroppo, anche in questi giorni", dice Salvini. "Ora tocca alla politica. Perche' l'invio di armi e le sanzioni, servono come gesti di solidarieta' e non a vincere la guerra", afferma il leader di Iv, Renzi. AGI

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