ANNO XVI Gennaio 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 15 Luglio 2016 16:15

Incantono Cantone... a proposito dello scontro fra treni

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Il tema è: i morti nel groviglio di treni scontratisi nel binario unico nel tratto Andria-Corato.

L’indiretto zampino della corruzione arriva fin lì. Quando, a bruciapelo, lo chiedono a Raffaele Cantone, che sta per presentare al Senato il rapporto sul malaffare, lui è chiarissimo: -E’ certamente conseguenza di un problema atavico del nostro Paese, la difficoltà di fare le infrastrutture, malgrado gli sforzi messi in atto. Una delle ragioni è la corruzione-.

Anch’io sarò chiarissimo: se un progetto decennale di costruzione di un secondo binario con gli adeguati dispositivi di sicurezza finanziato non ha visto ancora l’inizio dell’opera (e registra già numerosi casi di corruzione) allora la difficoltà viene spiegata dalla corruzione. Anche un bimbo delle elementari è capace di questa denuncia giornalistica. Non era necessario l’acume del giurista, che non manca di ribadire la sua favola della corruzione atavica, un malcostume che sarebbe nei geni degli italiani.

Dalla sua nomina a commissario anti-corruzione ricevuta da Renzi io continuo a chiedere invano al giurista di imbracciare l’articolo 49 della Costituzione (ed allora di non accettare l’incarico senza):

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

La corruzione avrebbe cominciato a sgretolarsi mettendo in leggi questo principio.

Più in generale, ora lo chiedo a tutti i giuristi: se i politici non hanno ancora ricavato nessuna legge da questo articolo siete voi i responsabili, che vi parate dall’accusa di irresponsabilità sostenendo che voi avete il compito di applicare le leggi, non di suggerirle ai politici. Pietro Grasso, il presidente del Senato, sostiene nell’articolo di Liana Milella: -Come sapete di corruzione mi sono occupato per 43 anni da magistrato, ma ho continuato a farlo qui. Nel primo e unico giorno da senatore ho presentato un ddl contro corruzione, economia illecita, riciclaggio-. Poi il rimprovero al Parlamento che sta legiferando “con lentezza e la richiesta di “rafforzare” gli strumenti giuridici per far emergere la corruzione-.

Io non ho letto il ddl del presidente del Senato. Oso supporre che il rafforzamento non stia in una disciplina molto generale unita a previsioni più numerose di quelle che il suo colto ddl avrà. A mio parere l’art. 49 richiede un ‘diritto generale associativo’, che inquadrerebbe la più specifica normativa antimafia, una disciplina dei partiti, che introdurrebbe il delitto politico spaccando le associazioni politiche e politico-burocratiche che ora rendono impuniti coloro che non hanno realizzato il raddoppiamento del binario ed un’associazione sindacale pubblica, con correzione dell’art. 39, che la vuole privata, memore delle corporazioni fascistiche, pubbliche e autoritarie.

Se Cantone vuol scampare le forche dei parenti degli uccisi metta questo nel suo rapporto. Altrimenti, io voterò no alla modifica della Costituzione che mantiene fuori-legge i politici che vanno ancora a piangere ai funerali degli uccisi dalla loro incapacità a legiferare.

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