ANNO XVI Luglio 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 25 Aprile 2022 18:41

Gli ucraini in testa al corteo di Milano per la festa della Liberazione. Contestati Enrico Letta e la Brigata Partigiana Ebraica: Servi della Nato

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Milano, corteo per la festa della Liberazione Milano, corteo per la festa della Liberazione

'Slava Ukraini', 'Gloria all'Ucraina'. Il motto diventato simbolo del popolo ucraino risuona anche al corteo milanese. Slogan contro il segretario del Pd al corteo del 25 aprile a Milano. La replica alle critiche: 'Questa è casa nostra. La costituzione, l'antifascismo sono casa nostra'. Il sindaco Sala: 'Protesta folle'. Pagliarulo (Anpi): 'Grave errore le contestazioni al Partito democratico'. Sempre a Milano, contestata la Brigata Ebraica. Fedriga dalla cerimonia alla Risiera: 'Contrapposizioni inaccettabili'.

"Viva la resistenza ucraina" e la versione di 'Bella ciao' in ucraino. A intonare coro e canto simbolo della resistenza partigiana sono gli ucraini in testa al corteo nazionale del 25 aprile a Milano. Gli ucraini cantano il loro inno oltre ad altri canti della loro terra.  "Ieri il nazismo, oggi il putinismo" e "resistenza" tra gli altri cori scanditi dalla folta rappresentanza con bandiere giallo-blu.

'Slava Ukraini', 'Gloria all'Ucraina'. Il motto diventato simbolo del popolo ucraino risuona anche al corteo di Milano. È un 25 aprile con tanti possibili significati quello che la città festeggia ricordando lo stesso giorno del 1945 quando da 'Rado Milano Libera' la voce di Sandro Pertini, partigiano e membro del Comitato di Liberazione Nazionale, annunciò "lo sciopero generale contro la guerra fascista per la salvezza delle nostre case, delle nostre terre, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete di fronte ai tedeschi il dilemma: o arrendersi o perire".

Un giorno speciale perché il corteo, quest'anno 'nazionale', con partenza da Porta Venezia e arrivo al Duomo, torna ad attraversare la città dopo i due anni di pausa della pandemia. E perché, soprattutto, cade nel pieno di una guerra terribile e vicinissima anch'esso accompagnato da "un dilemma" che da giorni si è fatto febbrile discussione sui media, nelle sedi e nelle pagine social dell'Anpi e non: la resistenza ucraina è paragonabile a quella partigiana?

Il presidente nazionale dell'associazione che custodisce la memoria partigiana, Gianfranco Pagliarulo, aveva invocato una "Commissione d'inchiesta neutrale per appurare le specifiche responsabilità del massacro di Bucha", uno degli episodi più cruenti del conflitto, e chiesto di bloccare l'invio delle armi, respingendo l'equiparazione. Nelle ultime ore, è sembrato aver ridefinito le sue posizioni e ha parlato di "legittima resistenza armata ucraina contro l'invasione russa moralmente e giuridicamente da condannare senza se e senza ma".

A credere nel paragone tra la nostra e la loro resistenza è la delegazione della comunità dei ventimila ucraini milanesi, rappresentata sul palco in piazza Duomo da Tetyana Bandelyuk, residente da molto tempo in Italia, e Iryna Yarmolenko, profuga e consigliera comunale di Bucha.

Contestati Enrico Letta e la Brigata Partigiana Ebraica: Servi della Nato

'Letta servo della Nato", 'Fuori i servizi della Nato dal corteo" sono gli slogan che alcuni manifestanti hanno urlato al segretario del Pd Enrico Letta che si trova nello spezzone dei democratici del corteo del 25 aprile a Milano.

 


"Questa è casa nostra.

 

La costituzione, l'antifascismo sono casa nostra": è quanto ha detto il segretario del Pd rispondendo a una domanda sulle critiche al partito ricevute da altri manifestanti con uno sparuto numero che ha chiesto di far uscire il Pd dal corteo.
"Il 25 aprile è la festa dell'unità del Paese contro tutti i fascismi" ed è "là dove dobbiamo tutti essere", ha aggiunto Letta che ha richiamato le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "C'è oglia di lottare per il popolo ucraino contro l'invasore". Sulla presenza o meno di bandiere Nato in manifestazione ha detto che "le polemiche sono superate. Conta l'unità". 'La resistenza è fondamentale per la nostra storia e per il nostro presente per resistere alla violenza", ha aggiunto.

"Per me la contestazione alla Nato è assolutamente folle". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando delle contestazioni alla Nato annunciate in occasione della manifestazione per celebrare i 77 anni dalla Liberazione che si terrà oggi a Milano. "Non capisco quelli che cercano dei distinguo, come se i 70 anni di storia del nostro Paese non dimostrassero che noi apparteniamo a quella alleanza atlantica - ha aggiunto a margine della deposizione delle corone davanti al Comune -, che ci riconosciamo nei valori dell'Occidente e della Nato. Per me è una contestazione folle". In merito alla proposta della Brigata Ebraica di Roma di sfilare in corteo portando le bandiere della Nato Sala ha aggiunto che "io sono dell'idea che il 25 aprile è il corteo della gente al di là delle bandiere, poi ognuno faccia quello che vuole. Credo che ognuno di noi debba portare se stesso più che la bandiera".

"È un grave errore perché queste cose il 25 aprile non servono mai. Anche quando ci sono posizioni diverse bisogna evitare che su singoli fatti si perda la bussola di una posizione unitaria". Così il presidente di Anpi nazionale Gianfranco Pagliarulo, ha commentato le contestazioni al Pd durante il corteo del 25 aprile a Milano. "Perché non può essere che comune l'obiettivo della pace in una situazione così grave come quella dell'Ucraina e dell'Europa", ha concluso.

Contestazioni alla Brigata ebraica nel corteo del 25 aprile a Milano si sono verificate tra Porta Venezia e via San Damiano. "Fuori l'Italia dalla Nato" hanno urlato a più riprese ai lati del corteo tra la folla e poi all'incrocio con la Circonvallazione. Sempre lo stesso gruppo ha contestato anche il Pd definito "partito guerrafondaio" favorevole alle spese militari. "Niente soldi alle armi - urlano i manifestanti - niente tagli a scuola e sanità".

"Purtroppo vedo ancora troppa ideologia, troppo estremismo che guarda a un estremismo di sinistra e che vuole dividere questa giornata", facendo "un torto a chi ha resistito e a chi ci ha consegnato un Paese democratico". Lo ha detto il Presidente del Fvg e della Conferenza Regioni Fedriga, a margine della cerimonia alla Risiera. "Il 25 aprile è un valore di tutti, non di qualcuno che pensa di appropriarsene oltretutto utilizzando l'intolleranza verso chi non è dalla loro parte politica, negando i valori del 25 aprile stesso. Dobbiamo superare insieme queste divisioni, il 25 aprile non può essere ridotto a una lotta fra bandiere".

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