ANNO XVI Settembre 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 21 Giugno 2022 07:47

Mosca: "La crisi del grano è il risultato di azioni distruttive dell'Occidente"

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Volodymyr Zelensky ha confermato che sono in corso "negoziati difficili" per sbloccare i porti ucraini e alleviare così la crisi alimentare che ha conseguenze gravi in tutto il mondo.

Zakharova: "Di questo dovrebbero essere incolpati i regimi occidentali che agiscono da provocatori". Con la crisi di Kaliningrad rischio di escalation Russia-Nato. Oggi Macron vede Stoltenberg.

La Russia ha affermato che l'aumento dei prezzi dei cereali, che ha sollevato i timori di una crisi alimentare globale, è il risultato di azioni "distruttive" dell'Occidente, non del blocco delle esportazioni dall'Ucraina.

Per spiegare l'aumento dei prezzi dei cereali, per cui Mosca ha rimandato al mittente le accuse di bloccare l'export agricolo dell'Ucraina, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha elencato alcune ragioni: "Errori sistematici dell'Occidente nella previsione delle sua politiche agricole; l'inflazione globale causata dai miopi meccanismi finanziari e monetari che l'Occidente ha usato durante la pandemia; la mal concepita transizione dei Paesi dell'Europa e del Nord America verso l'energia verde; le sanzioni illegittime che perturbano il funzionamento delle consuete catene merceologiche".

La portavoce della diplomazia russa ha poi concluso il suo post ricordando che sulla possibilità di una carestia, "gli esperti sono sempre più inclini a uno scenario pessimistico". "Di questo dovrebbero essere incolpati i regimi occidentali che agiscono da provocatori e distruttori", ha denunciato.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato che sono in corso "negoziati difficili" per sbloccare i porti ucraini e alleviare così la crisi alimentare che ha conseguenze gravi in tutto il mondo. Per il leader di Kiev, l'Africa è "ostaggio" dell'invasione russa dell'Ucraina che ha contraccolpi sulle esportazioni di grano e l'impennata dei prezzi.

Truppe russe nella zona industriale di Severodonetsk: solo l'impianto chimico di Azot sfugge al loro controllo. Kherson, la vicepremier ucraina Vereshchuk ai civili: "Andate via prima della nostra controffensiva".

Le truppe russe sono entrate nella zona industriale di Severodonetsk. Lo ha confermato il governatore della regione ucraina di Luhansk, Serhii Haidai, precisando che l'impianto chimico di Azot è l'unica parte dell'area ancora non sotto il controllo russo. I combattimenti infuriano nella zona, ha aggiunto Haidai su Telegram, sostenendo che anche i villaggi vicini sono costantemente sotto tiro. Dal canto loro, le forze di Kiev sono in procinto di passare alla controffensiva a Kherson. Piano confermato dall'esortazione rivolta dalla vicepremier Iryna Vereshchuk agli abitanti della regione perché lascino la zona, anche a costo di riparare in Russia, prima che le operazioni abbiano inizio per facilitare il compito all'esercito ucraino.

Ma c'è una "crisi nella crisi" che rischia di portare il conflitto in Ucraina verso un'escalation incontrollabile dello scontro tra Russia e Occidente: il blocco imposto dalla Lituania all'esportazione di una serie di merci da e per l'enclave russa di Kaliningrad. Per Mosca si rasenta il casus belli, mentre per Vilnius non esisterebbe alcuna restrizione al transito delle merci, ma solo l'applicazione delle sanzioni Ue. Il presidente francese, Emmanuel Macron, riceverà oggi a Parigi il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. Lo ha annunciato l'Eliseo, precisando in una nota che l'incontro si pone l'obiettivo di "preparare il vertice della Nato a Madrid in programma dal 28 al 30 giugno prossimi".

La Giornata

07.30 Cremlino: "Crisi lunga, Mosca non si fiderà più Occidente"

La Russia non si fiderà mai più dell'Occidente e la crisi per la situazione in Ucraina sarà lunga. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in un'intervista all'emittente televisiva Nbc.

07.20 Vicepremier: "1.500 civili detenuti in carceri russe"

Oltre 1.500 civili ucraini sono detenuti nelle carceri russe: lo ha detto ieri nel corso di una conferenza stampa la vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk, secondo quanto riporta il Kyiv Independent. "Si trovano a Rostov, a Kursk, sono in prigione, sono detenuti come prigionieri di guerra, anche se non dovrebbero esserlo", ha sottolineato Vereshchuk, aggiungendo che tra i civili ci sono sacerdoti, volontari, attivisti, giornalisti e responsabili di enti locali ucraini.

06.31 Peskov alla Nbc: i due prigionieri americani sono mercenari, la Convenzione di Ginevra non li riguarda

I due americani catturati dai russi in Ucraina "mettevano in pericolo la vita dei nostri soldati" e sono "responsabili di questi crimini". Così il portavoce Dmitri Peskov alla Nbc in quello che è il primo commento del Cremlino sulla vicenda dei due ex militari Usa Alexander Drueke e Andy Huynhcrimes. "Si tratta di mercenari - ha aggiunto Peskov - implicati in attività illegali in territorio ucraino. I loro crimini devono essere oggetto di un'inchiesta". Alla domanda sulla natura dei "crimini" contestati ai due americani, Peskov ha ammesso che la "natura dei loro delitti non è ancora nota", ma che di certo "non rientrano tra quelli coperti dalla Convenzione di Ginevra per i prigionieri di guerra". Perché, ha spiegato il portavoce del Cremlino, "loro non sono membri regolari dell'esercito ucraino".

01.23 Mosca: Kaliningrad, l'Ue sblocchi il passaggio delle merci o la Russia agirà "con ogni mezzo"

Il capo della Commissione del Consiglio della Federazione per la protezione della sovranità, Andrey Klimov, ha affermato che l'Unione europea deve correggere la situazione di Kaliningrad, "altrimenti la Russia avrà mano libera per risolvere la questione del transito delle merci con qualsiasi mezzo". Secondo Klimov, la Nato avrebbe spinto per mettere in atto il blocco alla regione russa con l'aiuto della Lituania, commettendo "un'aggressione diretta contro la Russia", che potrebbe "costringerla a ricorrere all'autodifesa".

00.49 Yellen: Usa e alleati studiano tetto su prezzo greggio Russia

Gli Stati Uniti stanno discutendo con i loro alleati della possibilità di limitare ulteriormente le entrate petrolifere della Russia mettendo un tetto al prezzo del suo greggio. Lo ha detto la segretaria al Tesoro Usa Janet Yellen durante una visita in Canada. "Continuiamo ad avere conversazioni produttive con i nostri partner in tutto il mondo su come limitare ulteriormente le entrate energetiche della Russia, prevenendo al contempo effetti di ricaduta sull'economia globale", ha detto Yellen in una conferenza stampa a Ottawa.

00.30 Ucraina: governo Kiev critico verso colosso italiano Danieli La società ancora coopera "con il complesso militare russo"

"Dopo quattro mesi di guerra su larga scala, l'italiana Danieli collabora ancora con gli stabilimenti russi, fornendo attrezzature per la produzione di sottomarini nucleari e blindature per carri armati", ha affermato oggi il Ministero della Difesa ucraino sul suo account Twitter ufficiale. "Sostenere il complesso militare russo è contrario a considerazioni legali e morali", ha affermato il ministero.

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