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Lunedì, 27 Giugno 2022 09:40

I grandi del G7 mostrano i muscoli a Putin

Written by  Giovanni Lamberti
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"Siamo uniti e siamo insieme". Questo il messaggio che i leader riuniti in Germania hanno mandato al capo del Cremlino. Domani ci sarà il collegamento con Zelensky. Sul tavolo del vertice al castello di Elmau, nuove sanzioni e una strategia comune su energia e impegno militare.

Arrivano con gli elicotteri, saluti di rito del Cancelliere Scholz, strette di mano, si siedono al tavolo per parlare subito di Ucraina. Tra bilaterali, passeggiate tra i prati delle Alpi bavaresi e battute nella prima giornata del G7 che si è aperto al castello di Elmau i Grandi hanno mostrato subito i muscoli alla Russia.

"Foto con la giacca? Ci togliamo i cappotti? Dobbiamo dimostrare di essere più duri con Putin", ha scherzato il primo ministro britannico Johnson, "facciamo uno spettacolo di equitazione a torso nudo", ha ironizzato il canadese Trudeau, ricordando la foto del presidente russo del 2009 che cavalcava a torso nudo, "dobbiamo mostrare loro i nostri pettorali".

Al di là del siparietto, andato in scena davanti alle telecamere, che sottolinea il clima del vertice, il G7 ha subito risposto a Kiev - domani Zelensky sarà in collegamento da remoto - che è tornata a chiedere un maggiore coinvolgimento sia finanziario che militare.

"Siamo uniti e siamo insieme. Questo è il nostro chiaro messaggio al presidente Putin", la premessa del padrone di casa che si è a lungo soffermato a parlare con il presidente americano Biden. Gli Stati Uniti hanno accolto con favore "l'impegno storico della Germania di aumentare in modo significativo la spesa per la difesa e rispettare i suoi impegni Nato", secondo quanto è emerso.

Sponda agli statunitensi anche da parte della Francia che si è detta favorevole a fissare un "prezzo massimo del petrolio" a livello dei "paesi produttori", per porre un limite all'aumento dei prezzi seguito alla guerra in Ucraina anche se il tema del 'price cup' verrà affrontato dagli sherpa", nella prima giornata dei lavori "non c'è stata una discussione molto estesa".

Tuttavia, anche la Germania ha aperto sulla spinta di Stati Uniti e Italia con il premier Draghi che ha chiesto nuovamente di mettere fine definitivamente alla dipendenza russa perché "anche quando i prezzi dell'energia scenderanno, non è pensabile tornare ad avere la stessa dipendenza della Russia che avevamo".

Al castello di Elmau sfilano i 7 Grandi (ad essere accompagnati dalle mogli sono Scholz, affiancato da Britta Ernst, il presidente francese Emmanuel Macron, con la moglie Brigitte, e il britannico Boris Johnson, con Carrie Johnson) per stigmatizzare "i brutali" attacchi nella città di Kiev e rilanciare la necessità di stringere sulle sanzioni alla Russia, mentre Mosca scivola verso il default tecnico sul suo debito. Regno Unito e Francia hanno concordato di fornire maggiore sostegno a Kiev, "hanno convenuto che questo è un momento critico per il conflitto e che esiste un'opportunità di invertire il corso della guerra" e secondo il primo ministro britannico non bisogna adesso arrivare a una soluzione negoziata sull'Ucraina, "non ora".

"Continueremo a sostenere l'Ucraina dal punto di vista finanziario, umanitario, militare e diplomatico e a stare al suo fianco fino a quando servirà", si legge nella bozza della dichiarazione finale del summit che si concluderà martedì. Il divieto di esportazione di oro (l'iniziativa è stata presa da Regno Unito, Canada, Giappone e Stati Uniti e "colpirà direttamente gli oligarchi russi") è la prima misura annunciata (costerà a Mosca 19 miliardi di dollari secondo i calcoli Usa).

La seconda mossa è la firma del patto per gli investimenti nei Paesi in via di sviluppo, in risposta anche alla Cina: 600 miliardi di dollari entro il 2027 (dagli Usa ne arriveranno 200, dalla Ue 300). L'obiettivo, tra l'altro, è sostenere la transizione green per rispondere all'uso dell'energia come un'arma di Mosca. "Dovremo assicurarci che possano essere poi convertite all'uso dell'idrogeno, un modo per conciliare le esigenze a breve con quelle a lungo termine", ha osservato il premier Draghi.

Insomma, una partnership per rafforzare l'economia globale, fondamentale per la stabilità mondiale. "È un investimento per tutti. Bisogna sviluppare tecnologie sicure in modo che le nostre informazioni online non vengano utilizzate dagli autocrati", ha osservato il presidente americano. "Quando le democrazie si uniscono, non c'è nulla che non possano realizzare", le parole di Biden, "il mondo si trova ad una svolta epocale nella storia".

Il G7 affronterà le sfide attuali "a testa alta", continuando a dimostrare che "le democrazie aprono il sentiero migliore a risultati concreti", ha affermato la presidente della Commissione europea, von der Leyen. "Puntiamo alla creazione di infrastrutture sostenibili, di qualità nei Paesi emergenti e in via di sviluppo", ha detto il presidente del Consiglio europeo Michel.

I problemi legati alle conseguenze della guerra in Ucraina sono sul tavolo e occorre trovare delle soluzioni condivise per risolverli. Li ha sottolineati pure il premier Draghi che ha rilanciato la necessità di sbloccare il grano in Ucraina prima di settembre. "Spero che ci sia al più presto una intesa per permettere al grano ucraino di lasciare i porti del mar Nero, nel frattempo dobbiamo cercare anche delle alternative attraverso Romania e Polonia", ha argomentato Michel.

"Assistiamo a un aumento dei prezzi molto rapido dell'energia e dei beni alimentari", ha rimarcato anche il primo ministro giapponese Kishida. Il Cancelliere Scholz ha riferito della preoccupazione di tutti i leader del G7 per un'incombente crisi economica mentre la crescita rallenta e l'inflazione aumenta rapidamente.

La direzione intrapresa quindi è quella di creare una rete di sicurezza per "affrontare l'inflazione, mantenendo la crescita" e puntare alla sostenibilità ambientale e sociale, "mantenendo la stabilità fiscale e finanziaria". "Sta a noi dare un potente impulso agli investimenti nel mondo", ha sostenuto la von Der Leyen mentre Biden e Scholz hanno ribadito la necessità di rispondere alle sfide poste dalla Cina". AGI

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