ANNO XVI Ottobre 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 18 Luglio 2022 15:22

Uino si fa conoscere in un intervista rilasciata ad Agora’ Magazine

Written by  Pietro Nicosia
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Le stanze dentro Ikea è un brano che affronta la tematica famigliare dell'abbandono e del rifiuto dei figli, velata il più delle volte dal perbenismo e dal bisogno di apparire.

Da qui la metafora del bambino smarrito nelle "finte" stanze di Ikea che, ora consapevole delle prove che la vita riserva, giunge a perdonare il padre, avendo commesso i suoi stessi errori in età adulta.

La melodia è coinvolgente e ritmata con dei freschi “riff” di chitarra richiamando la tradizione di un pop-rock anni 90’ e con un testo che fa leva su dei contenuti sempre più attuali come il distacco dei figli da genitori in crisi e dei traumi infantili.

Le stanze dentro Ikea rasenta in termini musicali la reinterpretazione del folk e della musica indipendente italiani fino a realizzare una fusione stessa fra nuova musica e contenuti di spessore.

Un modo leggero per raccontarsi e raccontare un mondo con i suoi contrasti e contraddizioni.

Conosciamolo meglio in questa intervista.

Quanti anni avevi quando hai iniziato a suonare?

Avevo quindici anni quando per la prima volta misi piede sul palco come terzo chitarrista di una band scolastica, praticamente suonavo due note a concerto, nonostante ciò da quella prima esperienza non fui più in grado di allontanarmi dal palcoscenico fino a debuttare e maturare come bassista e poi come front man

Come descriveresti la tua musica?

Descriverei la mia musica come qualcosa di profondamente vissuto ma allo stesso tempo poeticizzato, non tanto per camuffare la finzione in realtà o viceversa, ma più per riportare all'uno quelle esperienze di vita che abbracciano gli istanti e le emozioni che ci hanno resi ciò che siamo, senza mai rinnegare la possibilità del cambiamento e della rivoluzione umana del singolo individuo

Dove ti sei esibito? Hai dei prossimi concerti?

Nel progetto Uino in particolare mi sono cimentato nel fare Busking sia nei borghi più caratteristici che nelle grandi città, spostandomi ogni giorno da una località all'altra ho potuto fare ancora più esperienza e conoscere svariate realtà sociali e culturali che non smettono mai di affascinarmi e dalle quali traggo spesso ispirazione per scrivere e comporre i miei brani, nei prossimi mesi includerò anche diverse date nei locali e club della nostra penisola continuando sempre più a sperimentare il contatto diretto col pubblico e l'esperienza di divulgare la mia musica con passione e spensieratezza

Dov’è il luogo del tuo concerto ideale?

Sicuramente se ci penso mi viene in mente una lunga spiaggia o qualche grande location, ma in realtà, anche quando ad ascoltarmi c'è un solo singolo spettatore coinvolto emotivamente, quel luogo per me diventa il set adatto per cimentarmi in un mio concerto ideale

Come nata “Le stanze dentro Ikea?

Come in moltissime situazione famigliari non ho avuto un infanzia felice, la mia in particolare e stata caratterizzata da un papà alcolista e una mamma che doveva farsi in due per tirare avanti quella che in qualche modo chiamavamo famiglia, le mie emozioni erano spesso soppresse e col tempo la musica è diventata la mia valvola di sfogo, col crescere ho commesso anche molti sbagli cominciando così a comprendere le dinamiche a cui avevo assistito da piccolo giungendo alla consapevolezza che siamo semplicemente esseri umani, e non possiamo delegare le nostre emozioni alle azioni che riceviamo da parte degli altri ma a quelle che scegliamo di fare per noi stessi, così mi sono rivisto in quelle "case finte" costruite nei corridoi della nota multinazionale Svedese, e immaginarmi bambino e smarrito in quelle condizioni surreali mi ha dato modo di comprendere tali emozioni e renderle in canzone

Quali musicisti celebri ammiri?

Sempre in tenera età nel contesto musicale avevo due punti di riferimento per evadere dai cattivi pensieri, da una parte i blink182 con il loro sound californiano energico e spensierato, dall'altro Lucio Dalla, con tutta la sua profondità ed estrema umanità, una dicotomia che sicuramente la dice lunga sulla mia originale tendenza di comporre brani semplici ma allo stesso tempo mai banali, soprattutto per quanto riguarda l'elaborazione dei testi

Qual è il miglior consiglio che ti è stato dato?

A livello musicale una volta un jazzista mi consigliò che in caso di un errore sul palco avrei dovuto ripetere quello stesso sbaglio tre volte, in modo che il pubblico avrebbe creduto che io l'avessi fatto di proposito, mi ha sempre fatto sorridere e allo stesso tempo riflettere, qualche volta l'ho anche messo in pratica ma nel jazz come espediente ha sicuramente un risultato più interessante che nel mio genere

Quale messaggio vorresti dare ai tuoi fan?

Per prima cosa vorrei ringraziarli infinitamente per il loro supporto, e soprattutto incoraggiarli a farsi sempre ascoltare, di continuare ad esprimere ad alta voce ciò in cui credono, e di non lasciarsi mai sviare dalle cadute e dalle batoste della vita, ricordando sempre che il suolo su cui cadiamo è lo stesso suolo sul quale poggiamo le mani per rialzarci.

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