ANNO XVI Dicembre 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 27 Settembre 2022 18:23

Il complicato consiglio federale della Lega dopo la debacle elettorale

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Sul tavolo a via Bellerio c'è l'analisi del voto. Fontana: non è in discussione la leadership di Salvini. Bossi: "Il popolo del Nord esprime un messaggio chiaro ed inequivocabile che non può non essere ascoltato". 

È in corso nella sede di via Bellerio la riunione del consiglio federale della Lega. All'ordine del giorno, fissato da Matteo Salvini, l'analisi del voto. Oltre al segretario, sono presenti, tra gli altri, il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti; i vicesegretari Lorenzo Fontana e Andrea Crippa; il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo; i governatori Luca Zaia, Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga e il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, che siedono nel massimo organo escutivo del partito insieme a tutti i segretari regionali.

La leadership di Matteo Salvini nella Lega è a rischio? "Assolutamente no", assicura il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine di un incontro a Palazzo Pirelli. Ai giornalisti che gli chiedevano se secondo lui vada cambiata la leadership nel partito, il governatore ha spiegato: "Io non penso assolutamente nulla, oggi ci troviamo, ragioniamo tutti insieme e faremo le valutazioni".

Fontana ha aggiunto di aspettarsi "un'analisi attenta" del voto. E a chi gli faceva notare che il peso della Lega è cambiato, il presidente della Lombardia ha risposto: "Non c'entra. Non è che queste valutazioni si fanno solo sulla base dei numeri. Oggi ci incontreremo al congresso federale e faremo una attenta analisi. Oggi ci troviamo e sentiamo tutte le persone che hanno da fare richieste". 

Sul dopo voto e sul futuro della segreteria è intervenuto, a modo suo, anche Umberto Bossi, che dopo 35 anni non è stato eletto in Parlamento:  "Il popolo del Nord esprime un messaggio chiaro ed inequivocabile che non può non essere ascoltato", ha dichiarato il 'senatur', decondo quando riportato dal suo staff. Salvini in bilico? "Assolutamente no - dice l'europarlamentare Marco Zanni - "Salvini è il leader della Lega e continuerà ad esserlo". 

I risultati della Lega? "Sono attapirato, triste e arrabbiato. Sono triste perché Bossi non è stato rieletto, una vera ingiustizia secondo me, è stato travolto dalla debacle", ha detto ai microfoni di Rai Radiouno l'ex ministro e storico esponente della Lega, Roberto Castelli. "Sono fortemente critico con la segreteria Salvini, la Lega attuale non ha nulla a che vedere con quella nostra, è un partito centralista con temi di destra. Quando uno copia l'originale, alla fine la gente vota l'originale. Diventi un doppione della Meloni che però è stata almeno coerente".

"Non credo che Salvini mollerà il pallino - dice Castelli - Se lo facesse, credo che il sostituto potrebbe essere uno dei tre governatori, Zaia, Fontana o Fedriga, tre persone degne. Non vedo però all'ordine del giorno una cosa del genere".

Che voto darebbe alla campagna elettorale? "Visti i risultati direi insufficiente, ma il risultato non è dipeso dalla campagna elettorale quanto il frutto delle numerose giravolte degli ultimi anni". 

Piuttosto duro anche l'ex ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che sul Foglio scrive: "E ora si parla di un congresso straordinario della Lega. Ci vuole. Io saprei chi eleggere come nuovo segretario. Ma per adesso non faccio nomi". AGI

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