ANNO XVII Gennaio 2023.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 26 Novembre 2022 11:22

Violenza sulla donne, un'emergenza che resta difficile da eliminare 

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A ventidue anni dalla scelta dell'Onu di un giorno dedicato, il cammino verso "il diritto a una vita libera dalla violenza" è ancora lungo. Istituzioni, politica, società civile si mobilitano per sensibilizzare l'opinione pubblica con iniziative, incontri e approfonidmenti. 

L'Assemblea generale delle Nazioni Unite scelse il 25 novembre come data e sollecitò i governi, le organizzazioni internazionali e le Ong a spendere quel giorno per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della violenza contro le donne. Violenza non solo fisica, ma intesa anche come disuguaglianza, disparità di trattamento sociale ed economico.

Da allora, dopo 22 anni, panchine e scarpe rosse, divenuti ormai simboli del tema e della giornata, sono ovunque. "Negli ultimi decenni sono stati compiuti sforzi significativi per riconoscerla, eliminarla e prevenirla in tutte le sue forme. Tuttavia, per troppe donne, il diritto ad una vita libera dalla violenza non è ancora realtà". Parole contenute nel messagio del Presidente della Republbica Sergio Mattarella, per il quale "denunciare una violenza è un atto che richiede coraggio, abbiamo il dovere di sostenere le donne che hanno la forza di farlo".

Su questo fronte le forze di polizia organizzano ogni anno, in questa giornata, ma non solo, iniziative e incontir per informare e sensibilizzare le donne a uscire dal silenzio. 

"La violenza contro le donne uccide più della mafia. Agire 'dopo' con pene esemplari non è sufficiente, bisogna riconoscere i segnali prima e fermare i violenti con fermezza. La donna deve essere ascoltata e creduta. E questo non sempre succede. Il Parlamento approvi quanto prima il pacchetto antiviolenza che abbiamo messo a punto con il precedente governo". Lo scrive sui social Mara Carfagna, deputata e presidente di Azione, che nel 2009 fece approvare una legge sul reato di stalking.

Le denunce, quei tentativi di liberarsi soprattutto dalla spirale di rapporti familiari 'malati', sono aumentate e secondo l'Istat sono circa 19.600 le donne che hanno affrontato nel 2021 il percorso di uscita dalla violenza con l'aiuto dei Centri antiviolenza, di cui il 30% di nazionalità straniera.

Più del 70% delle donne cerca aiuto nei Centri antiviolenza dopo che ha subito per anni episodi di violenza.

Berlusconi, libertà e dignità delle donne troppo spesso violate

"Care amiche, la libertà e la dignità della donna sono troppo spesso violate da forme di violenza fisica o psicologica davvero ripugnanti, che ne limitano i diritti e ne violano la dignità. Negli anni, abbiamo adottato misure per combattere la violenza sulle donne, con l'istituzione del reato di stalking, con l'inasprimento delle pene in caso di stupro o omicidio in seguito a violenza carnale. Noi abbiamo anche introdotto il patrocinio gratuito a carico dello Stato. Auguro a tutte voi serenita', salute, gioia e amore".

Così Silvio Berlusconi in un video registrato in occasione della Giornata internazionale per la violenza sulle donne. "La violenza contro le donne si combatte con il rispetto, l'educazione e con le misure concrete da parte della politica e delle istituzioni", si legge.

Crosetto, in prima fila per combattere la violenza di genere

 "Anche le nostre donne in uniforme sono in prima fila per combattere la violenza di genere. Fisica, psicologica e digitale". Il ministro Guido Crosetto, attraverso il profilo Twitter del dicastero, celebra con una foto di quattro donne in divisa la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

La Russa, commettere reati contro le donne è un abominio

AGI - "Dobbiamo entrare nell'ordine di idee che la società veramente pretende che il rispetto verso una donna non abbia eccezioni: commettere un reato perché è contro una donna e non per altri motivi, è un abominio nel senso vero del termine, questo sì. È stato usato in maniera sbagliata questo termine, ma in questo caso è giusto". Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, parlando con i giornalisti a margine dell'incontro privato con la mamma di Anastasia Alashri, la 23enne ucraina che il 14 novembre scorso è stata uccisa a coltellate dal marito dal quale voleva separarsi. Secondo La Russa, "più che le risorse, più che le norme, la questione è culturale".

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