ANNO XVIII Aprile 2024.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 17 Aprile 2023 14:20

Non si ferma la violenza in Sudan, i morti sono quasi 100

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 Una colonna di fumo si alza dagli edifici durante gli scontri a Khartoum Una colonna di fumo si alza dagli edifici durante gli scontri a Khartoum

Proseguono in tutto il Paese i combattimenti tra l'esercito regolare e i paramilitari. Londra e Washington chiedono lo "stop immediato" degli scontri. 

Il bilancio dei combattimenti tra l'esercito regolare del Sudan e i paramilitari è salito ad almeno 97 vittime, con decine di altre persone ferite. Lo ha reso noto il sindacato dei medici locale. Il bilancio, si precisa nella nota, non include tutti i feriti in quanto molti non hanno potuto raggiungere gli ospedali a causa di difficoltà di movimento. I governi di Londra e Washington hanno chiesto lo "stop immediato" delle violenze.

Il corrispondente di Al Jazeera ha riferito che nuove feroci battaglie sono in corso intorno al Palazzo Repubblicano e al comando dell'esercito, nel centro della capitale sudanese. Una fonte dell'ospedale Al-Shaab ha aggiunto che un proiettile ha colpito anche il pronto soccorso del nosocomio, situato nel centro della città, causando una serie di feriti. "Più di 50 addetti del personale ospedaliero e decine di pazienti sono bloccati a causa dei combattimenti".

Allarme dell'Oms: "Esaurite le scorte di medicinali"

Combattimenti, secondo l'Oms, vengono segnalati a Khartum, Kordofan meridionale, Darfur settentrionale, Stato settentrionale e altre regioni. L'organizzazione delle Nazioni Unite ha riferito che gli spostamenti nella capitale sono limitati a causa dell'insicurezza, e ha avvertito che le forniture mediche "sono limitate" poiché le risorse distribuite dall'organizzazione prima dello scoppio del conflitto "sono esaurite". In tal senso, l'Oms ha chiesto alle parti belligeranti di impegnarsi a "rispettare la neutralitaàdelle cure mediche e a garantire l'accesso illimitato alle strutture mediche per i feriti dalle ostilità".

L'appello di Usa e Gran Bretagna

"C'è una forte preoccupazione condivisa per i combattimenti, la violenza in Sudan, la minaccia che rappresenta per i civili, per la nazione sudanese e anche potenzialmente per la regione", ha detto il segretario di Stato americano Antony Blinken dopo un incontro con il capo del Foreign Office, James Cleverly, a margine del G7 degli Esteri.

"Chiediamo alle parti di dare priorità alla pace, porre fine ai combattimenti e riprendere i negoziati. Questo è ciò che il popolo sudanese vuole, questo è ciò che il popolo sudanese merita", ha aggiunto Blinken. "Tutti i nostri partner credono fermamente nella necessità di un cessate il fuoco immediato e di una ripresa dei colloqui".

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