ANNO XX Marzo 2026.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 09 Ottobre 2024 22:50

La telefonata tra Biden e Netanyahu sull'Iran. Ancora razzi su Israele

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Biden e Netanyahu Biden e Netanyahu

Cinquanta minuti di colloquio tra i due leader incentrato sulla risposta di Tel Aviv all'attacco missilistico di Teheran di fine settembre. 

Cinquanta minuti di colloquio tra il presidente Usa, Joe Biden, e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, incentrata sull'attesa risposta dello Stato ebraico all'attacco missilistico iraniano di fine settembre. "Clima positivo", riporta Channel 12, secondo cui il capo della Casa Bianca avrebbe chiesto al leader israeliano di pianificare il 'day after' dell'attacco di terra in Libano. Fonti di stampa hanno riferito. che il leader israeliano, dopo una riunione fiume di martedì sera, avrebbe deciso di colpire strutture militari della Repubblica islamica. Non il petrolio né il programma nucleare, da giorni nella lista dei potenziali bersagli. Washington da giorni insiste che sia proporzionata, chiedendo "chiarezza e trasparenza" sui piani di Israele perché la rappresaglia avrà implicazioni per le forze e gli interessi Usa nella regione. Nessuna indicazione è arrivata dal ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant, che però ha avvertito: L'attacco "sarà letale, preciso e a sorpresa. Non capiranno cosa è successo e come". 

I due leader non si parlavano direttamente dal 21 agosto: da allora, si sono intensificate le azioni di Israele contro Hezbollah, tra cui l'uccisione del leader Hassan Nasrallah, fino all'avvio dell'operazione di terra nel sud del Libano a fine settembre. Iniziative di cui l'amministrazione Usa sarebbe stata tenuta all'oscuro o informata all'ultimo minuto, facendo crescere l'irritazione e una crescente sfiducia tra i due alleati, come hanno riportato nei giorni scorsi indiscrezioni di stampa. Una tensione che si è riverberata anche nel governo israeliano: la missione a Washington di Gallant, che doveva partire martedì sera, è stata rinviata da Netanyahu a dopo la telefonata con Biden. La decisione ha irritato il capo della Difesa, secondo il quale il premier aveva già' dato il via libera. 

Nella giornata una pioggia di razzi dal Libanosi è abbattuta sul nord di Israele, uccidendo due persone a Kiryat Shmona mentre un'altra è rimasta gravemente ferita ad Haifa. Nel mirino anche Safed, dove è stato colpito un edificio e un uomo è rimasto leggermente ferito, e incendi sono scoppiati nella zona dell'Alta Galilea e nel Golan. Le sirene sono risuonata ripetutamente durante il giorno: secondo l'Idf, nel giro di dieci minuti nel solo pomeriggio sono stati sparati circa 90 razzi. Ad Hadera un arabo-israeliano ha accoltellato i passanti in quattro punti della città, ferendone sei di cui una gravemente. Combattimenti continuano nel sud del Libano: Hezbollah ha riferito di scontri con le truppe dell'Idf che hanno allargato il raggio di azione dalle aree di confine all'entroterra nella regione meridionale del Paese dei Cedri. Secondo l'Ocha, l'ufficio dell'Onu per il coordinamento degli affari umanitari, attualmente "un quarto del territorio libanese è sotto ordine di sfollamento" deciso dall'esercito israeliano. Dall'inizio del lancio di missili di Hezbollah in solidarietà con Hamas l'8 ottobre 2023, ha aggiunto l'agenzia, i morti sono stati 2.083, tra miliziani e civili, e quasi 10 mila i feriti, mentre oltre 600 mila sono state costrette a lasciare le proprie case. Colpito nuovamente anche Dahiyeh, roccaforte di Hezbollah nel sud di Beirut. Le forze armate israeliane hanno fatto sapere di aver "eliminato terroristi durante scontri ravvicinati e attacchi aerei" nelle ultime 24 ore, aggiungendo che "100 obiettivi di Hezbollah sono stati distrutti". Dall'inizio delle operazioni di terra a fine settembre, sono stati lanciati piu' di 1.100 attacchi aerei nel Libano meridionale e tredici soldati hanno perso la vita nei combattimenti, ha riferito l'Idf. 

La conferenza sul Libano in Francia

Il 24 ottobre a Parigi si terrà la conferenza internazionale sul Libano annunciata la settimana scorsa dal presidente Emmanuel Macron, che ha l'obiettivo di "mobilitare la comunità internazionale per rispondere ai bisogni della popolazione libanese e individuare modalità di sostegno alle istituzioni del Paese, in particolare alle forze armate, garanti della stabilita' interna". Parteciperanno "gli Stati partner del Libano, l'Onu, l'Unione Europea e le organizzazioni internazionali, regionali e della società civile", ha riferito il Quai d'Orsay. Prosegue l'attività diplomatica nella regione, con la missione in Bahrein e Giordania del capo della diplomazia britannico David Lammy che ha messo in guardia dalla situazione "incredibilmente pericolosa" in Medio Oriente. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è invece volato in Arabia Saudita dove si è incontrato con il principe ereditario Mohammen bin Salman per parlare degli sviluppi nella regione. Intanto continua l'offensiva delle truppe israeliane a Gaza: nel nord sono tornate a operare con forza tra i timori che Hamas si stia riorganizzando.

Almeno 400 mila civili sono bloccati a causa dell'operazione in corso contro il campo profughi di Jabaliya, ha denunciato il commissario generale dell'Unrwa Philippe Lazzarini, e il ministero della Salute nella Striscia ha riferito che di tre ospedali - Kamal Adwan, Indonesia e al-Awda - l'Idf ha ordinato la chiusura. Nel mirino dei militari, ha fatto sapere l'agenzia di difesa civile gestita da Hamas, anche le città settentrionali di Beit Lahia e Beit Hanun. Per l'agenzia di stampa Wafa, dall'alba sono stati uccisi 60 palestinesi, tra cui 15 morti in un bombardamento sul campo tendato di sfollati a Jabalya. Per la prima volta, un gruppo di 130 soldati israeliani ha esortato il governo a cambiare rotta avvertendo che si rifiuteranno di continuare a combattere nella Striscia per non "sottoscrivere la condanna a morte" degli rapiti ancora nelle mani di Hamas. "È chiaro che la continuazione della guerra a Gaza non solo ritarda il ritorno degli ostaggi ma mette anche in pericolo la loro vita", si legge in una lettera inviata alle autorita'. L'esercito israeliano ha compiuto un'operazione sotto copertura anche a Nablus, nel nord della Cisgiordania, uccidendo cinque ricercati per attivita' terroristiche, tra cui il comandante della Brigata dei martiri di al-Aqsa nel campo profughi di Balata, Issam al-Salaj.  AGI

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