Israele e Hamas hanno firmato oggi, giovedì 9 ottobre, in Egitto la prima fase del piano di pace per Gaza. Lo ha dichiarato la portavoce dell'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, Tal Heinrich, secondo quanto riporta il sito di Haaretz.
Heinrich ha spiegato che l'accordo prevede che il cessate il fuoco entri in vigore 24 ore dopo l'ok del governo. Dopo che gli ostaggi israeliani verranno rilasciati da Hamas, l'esercito israeliano manterrà il controllo di circa il 53 per cento della Striscia di Gaza.
Trump ha parlato, inoltre, del disarmo che farà parte della seconda fase dell'accordo su Gaza. "Non parlerò di questo perché in un certo senso sapete cos'è la fase due. Ma... ci sarà il disarmo", ha detto alla stampa durante una riunione di gabinetto, aggiungendo che ci saranno anche "ritiri" delle forze israeliane. La dichiarazione di Trump chiarisce uno degli aspetti più delicati dell'accordo: mentre la prima fase si concentra sul cessate il fuoco immediato e sul rilascio degli ostaggi, la seconda fase prevede il disarmo di Hamas, una richiesta fondamentale di Israele, in cambio di un ulteriore ritiro delle truppe israeliane da Gaza. Questo equilibrio tra disarmo e ritiro rappresenta il nucleo della strategia negoziale Usa per una soluzione duratura al conflitto.
Trump: "Gli ostaggi saranno liberati lunedì o martedì"
Gli ostaggi israeliani "dovrebbero essere rilasciati lunedì o martedì" dalla Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando ai giornalisti, mentre da Hamas avevano parlato di lunedì. "Recuperarli è un processo complicato - ha detto -. Preferisco non dirvi cosa va fatto per ottenerli". Trump ha aggiunto che ''ci sono posti in cui non vorreste essere, ma riprenderemo gli ostaggi martedì, lunedì o martedì, e sarà un giorno di gioia". Dei 48 ostaggi solo 20 sarebbero ancora vivi. Saranno "un po' difficili da trovare" i 28 corpi degli ostaggi ritenuti morti e ancora nelle mani delle fazioni palestinesi a Gaza, ha aggiunto Trump.
Israele e Hamas hanno raggiunto un accordo sui nomi dei prigionieri palestinesi che saranno rilasciati nell'ambito dell'accordo sulla prima fase del piano Trump. Lo ha riferito il sito di Haaretz, citando Al-Arabiya. Secondo il giornale israeliano, si prevede che il governo approvi la lista più tardi, dopo la conclusione della riunione del gabinetto di sicurezza. In totale è previsto il rilascio di 250 prigionieri detenuti nelle carceri israeliane e di circa 1.700 cittadini di Gaza in prigione dal 7 ottobre.
Secondo quanto reso noto dall'ufficio del presidente israeliano Isaac Herzog Trump dovrebbe arrivare domenica a Gerusalemme. Secondo l'emittente pubblica Kan il presidente Usa dovrebbe atterrare alle 15. La Knesset, il Parlamento israeliano a Gerusalemme, da stasera è illuminata di rosso, bianco e blu - i colori della bandiera americana - in onore dell'annunciata visita del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha fatto seguito all'annuncio dell'accordo tra Israele e Hamas per il rilascio degli ostaggi e il cessate il fuoco a Gaza.
L'inviato di Trump, Steve Witkoff, e il genero del presidente, Jared Kushner, sono arrivati, intanto, in Israele. Lo riferisce la Cnn che cita due fonti informate sugli sviluppi, dopo che la presidenza egiziana ha dato notizia di un colloquio oggi al Cairo tra Witkoff e Kushner e il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi.
L'attesa riunione del governo di Tel Aviv
Riunione del governo israeliano al termine della riunione del gabinetto di sicurezza per approvare la prima fase del piano Trump che prevede il cessate il fuoco ed il rilascio degli ostaggi. Atteso a breve il voto dell'accordo, che dovrebbe essere approvato a larga maggioranza. Lo ha riferito al Times of Israel l'ufficio di uno dei partecipanti.
L'appello di Netanyahu per il Nobel per la pace a Trump
"Date al presidente Donald Trump il premio Nobel per la pace, lo merita" ha scritto su X il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Tra i due, subito dopo l'accordo, c'è stata una "telefonata emozionante" come l'ha descritta una portavoce dell'ufficio del premier israeliano, Shosh Bedrosian, incontrando i giornalisti.
"In una telefonata di questa mattina il primo ministro Netanyahu ha ringraziato il presidente Trump per il suo impegno di leadership globale che ha reso tutto questo possibile", ha detto Bedrosian. "E' stata una conversazione molto emozionante e affettuosa, durante la quale entrambi i leader si sono congratulati a vicenda per questo traguardo storico", ha aggiunto.
Era stato lo stesso Trump, subito dopo la chiamata, a definire la sua "conversazione con Bibi fantastica". "È felice, e giustamente - ha detto il presidente Usa -. È un grande risultato. Il mondo intero si è unito per raggiungere questo accordo, compresi i Paesi che un tempo erano nemici".
Netanyahu ha invitato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a tenere un discorso alla Knesset nel corso della loro telefonata questa mattina, stando a quanto dichiarato dall'ufficio del premier israeliano e rilanciato dal Jerusalem Post, secondo cui i funzionari israeliani si stanno preparando per l'occasione. L'invito "rappresenta un riconoscimento del ruolo cruciale svolto dall'amministrazione americana nel mediare l'accordo di cessate il fuoco con Hamas, e segna un momento simbolico importante nelle relazioni israelo-americane durante questa fase storica del conflitto", evidenzia la testata.
Media: "Hamas non terrà cerimonie per la consegna degli ostaggi"
Hamas ha accettato, durante i negoziati in Egitto, di non tenere 'cerimonie' per la consegna degli ostaggi a Israele nell'ambito dell'intesa sul cessate il fuoco a Gaza. Lo hanno indicato al Times of Israel un diplomatico arabo e una seconda fonte vicina al negoziato. In passato il movimento islamista ha rilasciato gli ostaggi in veri e propri show macabri in cui alcuni dei rapiti, prima di essere consegnati alla Croce Rossa, erano stati fatti sfilare tra la folla e poi fatti salire su un palco, allestito per l'occasione. Alcuni ostaggi erano stati anche obbligati a ringraziare Hamas. L'accaduto aveva scatenato l'ira di Israele e degli Stati Uniti.
Il portavoce di Hamas, Hazem Qassem ha detto, poi, ad al Jazeera che tutti gli ostaggi, vivi e deceduti, potrebbero essere rilasciati contemporaneamente se le condizioni lo consentissero. Non ha specificato, però, quali potrebbero essere tali condizioni, aggiungendo che il Movimento islamico ha informato i mediatori delle difficoltà, legate alla consegna dei corpi per le vaste distruzioni, avvenute a Gaza.
Una task force per recuperare i corpi degli ostaggi
'Ritorno al loro confine', è stata chiamata così come riferiscono i media israeliani, l'operazione per riportare in Israele gli ostaggi ancora nella Striscia di Gaza. La task force congiunta israelo-statunitense-qatarino-egiziana sarà istituita per localizzare, dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco, i corpi degli ostaggi deceduti a Gaza, la cui ubicazione è sconosciuta. Una fonte a conoscenza dei dettagli ha dichiarato al Jerusalem Post che la task force fornirà attrezzature pesanti per compiti quali scavi o demolizioni di edifici per raggiungere i corpi dei defunti. L'obiettivo della task force è quello di restituire in Israele il maggior numero possibile di resti di persone rapite, insieme agli ostaggi ancora in vita, nel più breve tempo possibile.
I colloqui per la seconda fase
I colloqui per la seconda fase dell'accordo inizieranno il giorno dopo il rilascio degli ostaggi, hanno quindi riferito fonti al canale televisivo qatarino Al-Araby, senza precisare se si intenda la restituzione di tutti gli ostaggi, compresi quelli deceduti, o solo di quelli ancora in vita.
Anp: "Accordo sia preludio a Stato palestinese sovrano"
Il presidente dell'Autorità Palestinese, Mahmud Abbas, ha accolto con favore l'accordo, sollecitando un cessate il fuoco "immediato" e difendendo ancora una volta la sua sovranità. "Ciò che ci interessa ora è l'impegno immediato per un cessate il fuoco completo, il rilascio di tutti gli ostaggi e i prigionieri, la consegna di aiuti umanitari urgenti attraverso le organizzazioni delle Nazioni Unite, la garanzia che non vi siano sfollamenti o annessioni e l'avvio del processo di ricostruzione", ha affermato in un comunicato, diffuso dall'agenzia di stampa palestinese Wafa.
Il leader palestinese ha espresso la disponibilità dell'Anp a "lavorare in modo costruttivo" con il presidente degli Stati Uniti, che ha elogiato per i suoi "sforzi" nel raggiungimento della fine del conflitto. Abbas ha esteso la propria disponibilità a "tutti" i partner, compresi Francia e Arabia Saudita, che hanno co-presieduto la Conferenza internazionale di pace a New York lo scorso settembre, l'Algeria, sottolineando il suo status di paese arabo nel Consiglio di sicurezza dell'Onu, e tutti i membri del gruppo, nonché l'Assemblea generale delle Nazioni Unite "per raggiungere la stabilità e una pace duratura e giusta in conformità con la legittimità internazionale".
Abbas ha colto l'occasione per ribadire che "la sovranità sulla Striscia di Gaza appartiene allo Stato di Palestina", per cui il suo collegamento con la Cisgiordania "deve essere realizzato attraverso le leggi e le istituzioni governative palestinesi, tramite un comitato amministrativo palestinese e forze di sicurezza palestinesi unificate, nel quadro di un sistema e di una legge unici, e con il sostegno arabo e internazionale". A tal proposito, ha nuovamente sostenuto la soluzione dei due Stati, affermando che "uno Stato palestinese indipendente e sovrano è il partner naturale per la stabilità nella regione insieme allo Stato di Israele". "È giunto il momento di una pace duratura che garantisca sicurezza e giustizia a tutti i popoli della regione", ha concluso.
Da Macron a Erdogan, le reazioni
"Un'immensa speranza per gli ostaggi e le loro famiglie, per i palestinesi di Gaza, per la regione". Così in un post su X il presidente francese Emmanuel Macron commenta l'accordo, firmato oggi, accogliendo "con favore gli sforzi del presidente Trump e dei mediatori del Qatar, dell'Egitto e della Turchia per raggiungere questo obiettivo". Esortando le parti "a rispettarne rigorosamente i termini", il presidente francese sottolinea che "questo accordo deve segnare la fine della guerra e l'apertura di una soluzione politica basata sulla soluzione dei due Stati". "La Francia è pronta a contribuire a questo obiettivo", conclude Macron.
Meloni: "Italia pronta a contribuire a stabilizzazione"
"L’accordo raggiunto in Egitto per l’applicazione della prima fase del piano di pace del presidente Trump è una straordinaria notizia che apre la strada al cessate il fuoco a Gaza, al rilascio di tutti gli ostaggi e al ritiro delle forze israeliane su linee concordate". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
"Desidero ringraziare il presidente Trump per aver incessantemente ricercato la fine del conflitto a Gaza e i mediatori - Egitto, Qatar e Turchia - per i loro sforzi che si sono rivelati cruciali per l’esito positivo raggiunto - ha continuato la premier - Questo accordo e il più ampio percorso tracciato dal Piano Trump costituiscono un’opportunità unica per porre fine a questo conflitto che deve assolutamente essere colta. Per questo esorto tutte le parti a rispettare pienamente le misure già concordate e a lavorare per realizzare rapidamente i passi successivi previsti dal piano di pace". "L’Italia continuerà a sostenere gli sforzi dei mediatori ed è pronta a contribuire alla stabilizzazione, ricostruzione e sviluppo di Gaza", ha concluso Meloni.
La premier al Tg1: "Orgogliosi del contributo silenzioso dell'Italia"
"Penso che dobbiamo essere orgogliosi del contributo silenzioso ma costante che l'Italia ha dato in tutta questa fase e chiaramente lo dico anche per ribadire che l'Italia è pronta a fare la sua parte, è pronta a contribuire alla stabilizzazione, alla ricostruzione, allo sviluppo di Gaza", ha poi detto la premier Giorgia Meloni in collegamento telefonico con lo speciale Tg1.
"C'è un ruolo, secondo me, che la comunità internazionale, e particolarmente i paesi arabi, i paesi della regione, devono giocare per garantire transitoriamente un governo" nella striscia di Gaza "e poi probabilmente ci sarà bisogno anche di un impegno da parte della comunità internazionale che verrà valutato nelle prossime ore", ha detto ancora Meloni, aggiungendo: "C'è stata una convergenza molto ampia della comunità internazionale sulla proposta di piano di pace degli Stati Uniti, perché dai paesi europei ai paesi arabi, paesi del Golfo, Israele, c'è stata una convergenza di volontà per terminare una crisi che oggettivamente non era più sostenibile".
Per la premier ora "c'è ancora moltissimo da fare" ma il primo ok all'accordo di pace su Gaza è "davvero un buon inizio". E ancora: "E' un giorno storico, dobbiamo dare merito al lavoro straordinario del presidente Trump ma dobbiamo ringraziare anche i mediatori. C'è stato un lavoro di squadra prezioso".
"Le immagini della popolazione di Gaza sono commoventi, dobbiamo festeggiare tutti ma anche continuare a tenere l'attenzione sul lavoro molto delicato e importante che va fatto", ha sottolineato.
"Chiaramente - ha continuato la premier - c'è tutto il tema del disarmo di Hamas, c'è il tema di fare in modo che non ci siano nuovi insediamenti in Cisgiordania e c'è il tema di una gestione transitoria della striscia di Gaza, perché se Hamas, come mi pare che siamo tutti d'accordo, non deve avere alcun ruolo, dall'altra parte sappiamo anche che l'Autorità nazionale palestinese ha bisogno di un percorso di riforma".
"Dobbiamo ringraziare il presidente Usa Donald Trump ma anche i mediatori, che sono stati numerosi in queste ore. A partire dallo sceicco al-Thani, principe del Qatar, con il quale ho parlato anche ieri sera; il presidente egiziano al-Sisi e il presidente turco Erdogan. C'è stato un lavoro di squadra prezioso che ci consente di iniziare una fase nuova", ha spiegato ancora Meloni.
Tajani
"Dobbiamo ringraziare Egitto, Turchia e Qatar per il lavoro svolto, sono stati i grandi protagonisti, insieme agli Stati Uniti, hanno convinto Hamas a firmare", mentre gli americani facevano pressione su Israele, ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato da Rtl.
L'accordo raggiunto nella notte tra Israele e Hamas "è un'ottima notizia, la pace è dietro l'angolo, ora certo bisogna rinforzare" questa prima intesa per il cessate il fuoco, il rilascio degli ostaggi israeliani e la liberazione dei detenuti palestinesi, ha detto ancora Tajani che insiste sulla necessità di impegnarsi a lavorare "per una pace duratura" e ribadisce la disponibilità dell'Italia "a fare la sua parte" per la ricostruzione di Gaza, tema oggi al centro di una riunione a Parigi con i colleghi di Francia, Germania e Regno Unito, collegati con i ministri di Egitto, Giordania, Arabia Saudita, Emirati e Qatar.
L'accordo della notte è "la prima tappa dell'applicazione della prima parte del piano americano che il governo italiano, con il sostegno del Parlamento, ha sempre sostenuto e favorito in ogni modo", ha sottolineato il ministro, convinto che si sia aprendo "una nuova stagione". Ma, ha avvertito, ora "bisogna difendere la pace, non basta la firma di un accordo, ogni giorno bisogna fare in modo che non sia rovinata, bisogna costruire una pace duratura con l'obiettivo finale della soluzione dei due Stati".
L'Italia, ha quindi ribadito anche Tajani, "è pronta a fare la sua parte per la ricostruzione di Gaza, con l'invio di aiuti umanitari e anche di militari, abbiamo già i carabinieri in Cisgiordania, a Gerico, e poi a Rafah, che sono molto apprezzati", si potrebbe pensare di mandare un contingente di carabinieri se verrà creata una forza internazionale di pace.
Il piano di pace “non è la tappa finale, bisogna lavorare tanto, sulla ricostruzione, sull'aiuto alla popolazione civile”. “Abbiamo da accogliere i palestinesi, i bambini, c’è anche il corridoio universitario che stiamo sviluppando e poi siamo disponibili anche a fare di più se serve nell'amministrazione futura”, ha poi aggiunto parlando con i cronisti in Transatlantico. “Noi siamo disponibili a dare un contributo, poi vediamo”. “Una disponibilità teorica. I carabinieri stanno già là, ma sono pochi. Già conoscono l'area. Andiamo passo dopo passo”, conclude.
Crosetto
Il mio "è un commento non può che essere entusiasta, in un luogo in cui non pensavamo di vedere la pace, stiamo vedendo crescere le condizioni per una tregua e una pace. Bisogna fare i complimenti agli sforzi del presidente Trump ma anche alla mediazione di Qatar, Egitto e Turchia che hanno portato a raggiungere un risultato che sembrava impossibile solo qualche settimana fa", le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto in un'intervista telefonica al Tg1.
"Siamo tutti molto contenti perché la stabilizzazione di quell'area è fondamentale per il mondo ma soprattutto per noi e il Paesi del Mediterraneo", ha continuato.
"I primi passi - ha poi spiegato il ministro - saranno due: da una parte la liberazione degli ostaggi e dall'altra il ritiro dell'esercito israeliano da Gaza; mi pare che siano i due passi fondamentali, superati questi due scogli, che sembravano insormontabili, il resto può andare avanti. Quando toccherà alla comunità internazionale accollarsi i compiti, l'Italia farà, come ha sempre fatto in queste aree di crisi, la sua parte".
"La prima fase dell'accordo di pace di Gaza segna una svolta significativa. Si tratta di un importante risultato diplomatico e di una reale possibilità di porre fine a una guerra devastante e liberare tutti gli ostaggi. L'Ue farà tutto il possibile per sostenerne l'attuazione", ha scritto su X l'Alto rappresentante per gli affari esteri della Ue Kaja Kallas.
"Un momento di profondo sollievo che sarà avvertito in tutto il mondo". Questo il commento del primo ministro britannico Keir Starmer. "Sono grato per gli instancabili sforzi diplomatici di Egitto, Qatar, Turchia e Stati Uniti, supportati dai nostri partner regionali, nel garantire questo primo passo cruciale", ha affermato in una dichiarazione. "Questo accordo deve ora essere attuato integralmente, senza indugio, e accompagnato dall'immediata revoca di tutte le restrizioni agli aiuti umanitari salvavita a Gaza".
"L'accordo raggiunto per Gaza è un'opportunità di pace duratura, ma dev'essere unito alla soluzione dei due Stati", ha scritto su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. "Accolgo con favore l'annuncio di un accordo per garantire un cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi a Gaza, sulla base della proposta avanzata dal presidente degli Stati Uniti - ha commentato -. Esprimo il mio apprezzamento per gli sforzi diplomatici di Stati Uniti, Qatar, Egitto e Turchia nel raggiungere questo traguardo. Sono inoltre incoraggiata dal sostegno del governo di Israele e dell'Autorità Nazionale Palestinese". "Ora, tutte le parti devono rispettare pienamente i termini dell'accordo - aggiunge la von der Leyen -. Tutti gli ostaggi devono essere rilasciati in sicurezza. Deve essere stabilito un cessate il fuoco permanente. Le sofferenze devono finire. L'Ue continuerà a sostenere la consegna rapida e sicura degli aiuti umanitari a Gaza. E quando arriverà il momento, saremo pronti a contribuire alla ripresa e alla ricostruzione. Bisogna cogliere l'opportunità di oggi. È l'opportunità di tracciare un percorso politico credibile verso una pace e una sicurezza durature. Un percorso saldamente ancorato alla soluzione dei due Stati".
Anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha espresso soddisfazione per l'accordo raggiunto tra Israele e Hamas e ha ringraziato Donald Trump per gli sforzi profusi per porre fine alla guerra. "Sono molto lieto che i colloqui tra Hamas e Israele abbiano portato a un cessate il fuoco a Gaza. Ringrazio in particolar modo il Presidente degli Stati Uniti, Trump, che ha dimostrato la necessaria volontà politica per incoraggiare il governo israeliano a raggiungere il cessate il fuoco", ha dichiarato Erdogan su X.
"Il governo spagnolo celebra le notizie che arrivano dal Medio Oriente e spera che questo sia l'inizio di una pace giusta e duratura". E' quanto ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez sottolineando che ora "è necessario dialogare, portare aiuto alla popolazioni civili e guardare al futuro. Con la speranza, ma anche la giustizia e la memoria. Perché - conclude - le atrocità vissute non si ripetano mai più".
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha accolto con favore l'accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas. "Gli sviluppi sono incoraggianti", ha spiegato in una conferenza stampa, aggiungendo: "Siamo fiduciosi che si possa raggiungere una soluzione questa settimana".
Un accordo "storico" che "stabilisce un cessate il fuoco e la fine della guerra a Gaza dopo due anni di sofferenze e dolori". Così il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi ha commentato l'intesa. E' "un momento storico", ha ribadito al Sisi, perché "non solo chiude il capitolo della guerra, apre anche la porta alla speranza per i popoli della regione per un futuro di giustizia e stabilità".
"Era qualcosa di auspicato", sottolinea il portavoce del Vaticano, Matteo Bruni, che ha risposto così a una domanda sull'annuncio del presidente Usa. Adnkronos

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