ANNO XIX Dicembre 2025.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 17 Ottobre 2025 15:36

Mattarella: "Il lavoro non può essere rischio di vita"

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Il presidente della Repubblica, durante la cerimonia di consegna delle Stelle al Merito del Lavoro per l'anno 2025, ha espresso inoltre la propria preoccupazione per il fenomeno dei contratti pirata e per i salari reali ancora troppo bassi.

"Oggi abbiamo consegnato Stelle alla memoria, ai familiari di Angelo Catania, Maurizio Curti, Loris Nadali, caduti sul lavoro. Non ci stancheremo di ripeterlo: lavoro non può significare rischio di vita. Angelo, Maurizio, Loris, oggi dovrebbero essere qui, con noi". Lo ha detto il Presidente della RepubblicaSergio Mattarella durante la cerimonia di consegna delle stelle al merito del lavoro, oggi al Quirinale. 

 

Mattarella si è poi soffermato sui salari, la cui crescita non va di pari passo con l'aumento dei costi quotidiani. "La dinamica salariale negativa dell'ultimo decennio vede ora segnali di inversione di marcia. Ben sappiamo come i salari siano stati lo strumento principe nel nostro Paese per ridurre le disuguaglianze, per un equo godimento dei frutti offerti dall'innovazione, dal progresso", ha affermato il Presidente.
"È una questione che non può essere elusa perché riguarda in particolare il futuro dei nostri giovani, troppi dei quali sono spinti all'emigrazione. Questa strada, spesso sofferta, viene prescelta, talvolta, per la difficoltà di trovare lavoro e, sovente, a causa del basso livello retributivo di primo ingresso nel mondo del lavoro", ha aggiunto.

Mattarella ha poi sottolineato l'esistenza di "oltre mille contratti collettivi nazionali di lavoro depositati al Cnel: duecentocinquanta nei soli settori del turismo e del terziario".
Tra questi, ha chiosato, "vi sono contratti firmati da rappresentanze sindacali e datoriali scarsamente rappresentative, con vere e proprie forme di dumping contrattuale che hanno l'effetto di ridurre i diritti e le tutele dei lavoratori, di abbassare i livelli salariali, di provocare concorrenza sleale fra imprese. Dinamiche di mercato concorrono ad ampliare questi squilibri nelle retribuzioni, ne nasce un aspetto a cui non si può sfuggire quando tante famiglie sono sospinte sotto la soglia di povertà nonostante il lavoro di almeno uno dei componenti, mentre invece super manager godono di remunerazioni centinaia, o persino migliaia di volte superiori a quelle di dipendenti delle imprese". AGI

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