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Lunedì, 01 Dicembre 2025 22:17

Papa Leone: "Il mondo teme il Medio Oriente". E dal Libano manda un messaggio ai giovani: "Cambiate la storia"

Written by  Eliana Ruggiero
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 Papa Leone: "Il mondo teme il Medio Oriente". E dal Libano manda un messaggio ai giovani: "Cambiate la storia" Papa Leone: "Il mondo teme il Medio Oriente". E dal Libano manda un messaggio ai giovani: "Cambiate la storia"

Durante il suo secondo giorno in Libano, Papa Leone XIV partecipa a un incontro ecumenico segnato dall’appello delle autorità religiose in favore di un Paese provato da violenze, instabilità e tensioni con Israele.

Aiutate il Libano "aggredito" e "piagato", dove i musulmani e i cristiani sono vittime "di campagne takfiriste (accuse di miscredenze) terroristiche, di guerre sanguinose e di un feroce nemico israeliano". L'appello dei Patriarchi e dei leader religiosi presenti nel Paese dei Cedri, si alza forte durante l'incontro ecumenico e interreligioso in piazza dei Martiri a Beirut. 

Le tensioni con Israele irrompono quindi nel secondo giorno in Libano per Papa Leone XIV che nell'ultimo appuntamento pubblico, quello con i giovani, esorta i circa 15 mila, accorsi anche da Siria e Iraq, a cambiare il corso della storia, nonostante l'eredità di "un mondo lacerato da guerre e sfigurato dalle ingiustizie sociali".

Speranza e rinnovamento nel Medio Oriente

Gli occhi del mondo sono stati puntati sul Medio Oriente, afferma il Pontefice, e "talvolta l'umanità guarda al Medio Oriente con un senso di timore e scoraggiamento, di fronte a conflitti così complessi e di lunga data". Eppure, "in mezzo a queste lotte, si può trovare speranza e incoraggiamento", sottolinea chiamando le nuove generazioni a essere "linfa" per il Paese, ad attingere "dalle radici buone dell'impegno di chi serve la società e non 'se ne serve' per i propri interessi" affinché si progetti "un futuro di pace e di sviluppo". Il vero rinnovamento "comincia dai gesti quotidiani", osserva Leone: "dall'accoglienza del vicino e del lontano, dalla mano tesa all'amico e al profugo, dal difficile ma doveroso perdono del nemico".

Unità, riconciliazione e pace possibili

Per il Papa "l'unità, la riconciliazione e la pace sono sempre possibili" e il popolo del Libano, rimarca all'incontro ecumenico e interreligioso, "rappresenta un potente esempio". L'invito del Pontefice è "continuare a sperare e a lavorare, anche quando attorno tuona il rumore delle armi e le stesse esigenze della vita quotidiana diventano una sfida". Di fronte all'"orrore di ciò che la guerra produce nella vita di tante persone innocenti" "non possiamo restare indifferenti": "il loro dolore ci riguarda e ci interpella", scandisce Prevost che ribadisce l'importanza di un impegno di tutti "affinché nessuno debba più fuggire dal suo Paese a causa di conflitti assurdi e spietati, e affinché chi bussa alla porta delle nostre comunità non si senta mai respinto, ma accolto". "Nella carità ciascuno di noi ha qualcosa da dare e da ricevere e il nostro donarci a vicenda ci arricchisce tutti e ci avvicina a Dio", prosegue. "Solo così non si rimane schiacciati dall'ingiustizia e dal sopruso, anche quando si è traditi da persone e organizzazioni che speculano senza scrupoli sulla disperazione di chi non ha alternative".

Auspicio di Pace per il Libano

L'auspicio di Leone per "l'amato" Libano, dove minareti e campanili sono fianco a fianco, testimoniando una fede duratura è che "possano suonare insieme ogni campana e ogni adhan". Possa "ogni richiamo alla preghiera fondersi in un unico inno, elevato non solo per glorificare il misericordioso Creatore del cielo e della terra, ma anche per implorare di vero cuore il dono divino della pace". AGI

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