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Martedì, 10 Marzo 2026 22:51

Si insedia Kast, primo presidente cileno che giustifica la dittatura

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José Antonio Kast presidente eletto del Cile José Antonio Kast presidente eletto del Cile

Domani la cerimonia, esattamente 36 anni dopo la fine del regime di Pinochet.

L'insediamento di domani del presidente eletto del Cile, José Antonio Kast, cade esattamente 36 anni dopo quell'11 marzo del 1990 che segnò la fine della dittatura del generale Augusto Pinochet.
Il Paese sarà guidato per la prima volta, dopo il ritorno della democrazia, da un presidente che difende apertamente il ruolo del governo militare come baluardo contro la diffusione di idee socialiste e a favore del consolidamento dell'economia cilena.

Una posizione che il 58% dei cileni ha ritenuto accettabile al momento del ballottaggio di dicembre, mettendo fine a una tradizione che sembrava ormai consolidata.
   

Kast assume il suo incarico con la promessa di portare "ordine e pace" nel Paese nonostante il "caos", annunciando un "governo di emergenza" che avrà come principale obiettivo quello di contrastare la criminalità organizzata, l'insicurezza e l'immigrazione illegale.
   

Alla cerimonia di insediamento è confermata la presenza del re Filippo VI di Spagna e di undici capi di Stato, oltre a quella della leader dell'opposizione venezuelana e premio Nobel, Maria Corina Machado.

Ma Kast dovrà incassare anche l'importante defezione comunicata all' ultimo momento, oggi, di Luiz Inácio Lula da Silva, che non ha digerito l'invito alla cerimonia del senatore conservatore Flávio Bolsonaro, figlio dell'ex presidente, probabile candidato della destra, quindi suo avversario, alle prossime presidenziali del Brasile. Ansa

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