"Non si può convivere con chi cerca di ucciderti".
Lo ha affermato oggi il presidente dell'Argentina, Javier Milei, in segno di ulteriore appoggio e allineamento con il governo israeliano di Benjamin Netanyahu nel contesto della guerra avviata contro l'Iran e Hezbollah in Libano.
Il leader argentino ha parlato così in un discorso tenuto presso l'Università Bar-Ilan di Tel Aviv, nel secondo giorno di una visita ufficiale in Israele, la terza realizzata dall'inizio del suo mandato a dicembre del 2023.
Milei, che di recente aveva affermato di essere "il presidente più sionista al mondo", ha incontrato oggi anche il presidente israeliano Isaac Herzog, che lo ha insignito della 'medaglia presidenziale d'onore' in riconoscimento del suo impegno a difesa dello Stato d'Israele.
In precedenza, il leader ultraliberista aveva annunciato a Gerusalemme con il suo omologo Netanyahu la firma degli 'Accordi di Isacco', che - alla pari degli 'Accordi di Abramo' promossi dal presidente Usa, Donald Trump, tra Israele e i paesi arabi - mirano alla creazione di un "quadro strategico destinato al rafforzamento della cooperazione tra Israele, Argentina e paesi affini dell'Emisfero Occidentale in difesa della libertà e della democrazia e contro l'antisemitismo, il terrorismo e il traffico di droga".
La visita del presidente argentino si concluderà martedì con la sua partecipazione alla cerimonia del 78° anniversario dell'indipendenza di Israele nel corso della quale - secondo quanto annuncia l'ufficio stampa della presidenza argentina - "sarà il primo presidente straniero ad avere l'onore di accendere una delle torce del tradizionale rituale". Ansa

 (Copia).jpg)

