Sono andate avanti per tutta la notte a Belfast le proteste anti-immigrazione degenerate in disordini. A scatenare la violenza, il tentato omicidio di un quarantenne per mano di un sudanese di 30 anni che oggi comparirà in tribunale.
Auto e case sono state date alle fiamme in alcune zone della città e anche la polizia è stata attaccata. Un autobus è stato incendiato e tutti i trasporti pubblici sono stati interrotti per precauzione.
Polizia Belfast, 'fermate le violenze, nulla giustifica quanto accaduto'
"Fermate le violenze".
È l'appello lanciato da Jon Boutcher, il comandante della polizia dell'Irlanda del Nord dopo i disordini anti-migranti di Belfast nel corso di una conferenza stampa.
Boutcher ha sottolineato che "nulla può giustificare" quanto accaduto la notte scorsa - in seguito all'accoltellamento shock di un quarantenne da parte di un rifugiato sudanese - e aggiunto di aver parlato con il premier britannico Keir Starmer delle proteste, definendole un "atto di autolesionismo" nei confronti delle straordinarie comunità dell'Irlanda del Nord.
La sindaca di Belfast minacciata di morte, 'non mi farò intimidire'
La giovane sindaca di Belfast, Róis-Máire Donnelly, ha reso noto di essere stata informata dalla polizia di minacce di morte nei suoi confronti.
Gli agenti sono andati nella sua abitazione per avvertirla del pericolo dopo la notte di disordini anti-migranti che hanno scosso la città.
In una dichiarazione, la trentenne sindaca dello Sinn Féin ha sottolineato che non si farà intimidire e che le minacce non la dissuaderanno dal fare il proprio lavoro e dal rappresentare tutti i cittadini, oltre a lanciare un appello all'unità in un momento di grande tensione per tutta la comunità. Con informazioni AGI, Ansa

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