ANNO XV Ottobre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 17 Agosto 2016 00:00

I virus sono più pericolosi al mattino per l'uomo. A dirlo una ricerca dell'università inglese di Cambridge

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Uno studio dell'Università di Cambridge ha scoperto che i virus sono più pericolosi per gli esseri umani se infettano il corpo al mattino. Secondo la ricerca, i virus sono dieci volte più pericolosi, appunto, se colpiscono l'organismo nelle prime ore del giorno, un fatto spiegato dagli scienziati con le dinamiche dell'orologio interno dell'uomo.

Quelle stesse dinamiche che fanno sì che un corpo umano sia più vulnerabile se sotto stress a causa dei turni lavorativi notturni. Uno degli autori della ricerca, il dott. Akhilesh Reddy, ha dichiarato: "C'è una grande differenza al mattino, anche una piccola infezione può propagarsi molto più velocemente. Durante un'epidemia, stare a casa durante il giorno potrebbe salvare molte vite umane". Una notizia che per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è importante nella lotta a fermare le epidemie, magari con una programmazione delle attività umane che privilegi i pomeriggi e le sere e che tenga tutti a riposo al mattino.

Secondo i ricercatori, questi elementi potrebbero risultare utili a contenere gli effetti di future pandemie e offrire indicazioni sulle strategie preventive più efficaci. Per esempio, sottolinea Rachel Edgar, prima autrice del lavoro, "i turnisti di notte potrebbero essere inseriti fra le categorie alle quali somministrare il vaccino antinfluenzale in via prioritaria".

Nello studio i roditori sono stati esposti solo a 2 virus - influenza e herpes - ma siccome si tratta di 2 germi molto diversi tra loro (uno è un virus a Dna e l'altro a Rna), gli scienziati ritengono che le osservazioni raccolte possano valere per un'ampia gamma di agenti virali.

A differenza di batteri e parassiti - spiegano gli studiosi - per potersi replicare, proliferando e scatenando una malattia, i virus sono totalmente dipendenti dall'attrezzatura delle cellule dell'organismo ospite. In altre parole devono 'dirottarne' le macchine, assoggettandole al proprio servizio. Ma poiché durante le 24 ore le funzioni cellulari sono regolate da un orologio biologico interno, a seconda di quando il virus colpisce la sua invasione avrà più o meno successo. E se l'attacco virale viene sferrato troppo tardi nella giornata, ha più possibilità di fallire perché è come se si cercasse di colpire una fabbrica dopo che gli operai sono già tornati a casa.

Mattina o pomeriggio-sera "fa una grande differenza", dichiara alla Bbc online Akhilesh Reddy del team di ricerca. "I virus hanno bisogno di tutto l'apparato cellulare" della loro 'vittima' e "hanno la necessità che questo funzioni al meglio". E gli esperimenti sugli animali mostrano che "di mattina anche una piccola infezione può prendere piede più velocemente e colonizzare l'organismo" bersaglio.

Attraverso ulteriori test sui topi l'équipe britannica ha cercato poi di approfondire i legami fra rischio di infezione virale e orologio biologico, evidenziando in particolare il ruolo scudo di un gene chiamato Bmal1. Sia nei roditori sia negli uomini Bmal1 ha il suo picco massimo di attività nel pomeriggio, e ciò giustificherebbe una maggiore suscettibilità alle infezioni di mattina. Nelle persone lo stesso gene diventa meno attivo d'inverno, e anche questo spiegherebbe perché ci si ammala di più durante la stagione fredda.

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