ANNO XVI Agosto 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 29 Agosto 2016 12:08

Regione Lombardia / Sismi, Bordonali: nell'ultimo triennio fatto molto per prevenzione

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Prevenzione. E' questa la parola che ha guidato il lavoro della Regione Lombardia per quanto riguarda il rischio sismico Nell'ultimo triennio.

"Abbiamo realizzato - spiega l'assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione, Simona Bordonali - nuovi e significativi interventi a tutto campo: dall'assegnazione di risorse ai comuni, alla ridefinizione delle zone sismiche regionali fino all'introduzione di una nuova normativa e di nuove regole in materia di vigilanza sismica sugli edifici pubblici e privati. Infine, dal punto di vista organizzativo, è stata costituita, all'interno della Direzione Generale Sicurezza, Protezione Civile e Immigrazione, una struttura tecnica regionale dedicata alla prevenzione del rischio sismico".

5,8 MILIONI A MANTOVA, BERGAMO E BRESCIA PER ADEGUAMENTI STRUTTURALI - In particolare, Regione Lombardia ha assegnato 5,8 milioni di euro a diversi comuni nelle province di Mantova, Brescia e Bergamo per l'adeguamento strutturale degli edifici strategici e rilevanti, definendo i criteri per la realizzazione degli interventi di prevenzione del rischio simico. Sono stati attivati 16 interventi su strutture pubbliche di proprietà comunale, in particolare 11 municipi, 3 scuole, una Caserma dei Vigili del Fuoco e un Centro Operativo Misto.

LA NUOVA ZONAZIONE - Il 10 aprile 2016 è entrata in vigore la nuova zonazione sismica dei Comuni della Regione Lombardia con l'obiettivo di determinare un livello di classificazione maggiormente cautelativo, anche in funzione dell'armonizzazione alle norme tecniche nazionali vigenti e del riordino delle disposizioni della normativa regionale in materia di vigilanza e controllo sulle costruzioni in zona sismica. In base al nuovo ripartimento, nessun comune lombardo è da ritenersi in zona 1, 57 Comuni sono in zona 2 (nelle province di Brescia e di Mantova), 1.028 Comuni in zona 3 (principalmente nelle province di Bergamo, Pavia, Brescia, Cremona e quindi nelle province di Lecco, Lodi, Monza-Brianza, Milano, Mantova e Sondrio), mentre gli altri 446 sono inseriti in zona 4 (sismicità molto bassa).

"L'aggiornamento della zonazione sismica - aggiunge Bordonali - non rappresenta un indice di aumentata pericolosità del territorio, ma costituisce una svolta verso un sistema di prevenzione dei rischi e dei danni conseguenti ai fenomeni sismici da attuare attraverso procedure tecnico amministrative specifiche".

LE PRINCIPALI NOVITÀ, BRESCIA IN ZONA 2 E MILANO IN ZONA 3 -

Rispetto alla zonazione precedente, il numero dei Comuni in zona 2 aumenta di 16 unità, mentre 790 passano in zona 3 e quello dei Comuni e quelli in zona 4 diminuiscono di 821 unità. Gli elementi maggiormente significativi sono l'ingresso del Comune di Brescia in zona 2 e quello di Milano in zona 3.

NUOVA NORMATIVA NEL CAMPO DELLA VIGILANZA SISMICA - Regione Lombardia ha infine realizzato la nuova normativa nel campo delle vigilanza sismica, attivando nuove procedure cautelative nel campo edilizio per le costruzioni pubbliche e private. Le principali novità immediate introdotte sono:

- il trasferimento ai comuni delle competenze in materia di opere o costruzioni e vigilanza in zone sismiche, per le opere ricadenti sul loro territorio;

- l'individuazione di una Struttura Tecnica Regionale a coordinamento e supporto dei Comuni;

- l'istituzione del parere tecnico regionale in zona 2, obbligatorio per opere pubbliche di proprietà comunale e facoltativo per gli altri interventi;

- la realizzazione del Sistema Informativo Integrato per la gestione delle pratiche sismiche; - per i comuni in zona sismica 2 vige l'obbligo dell'autorizzazione preventiva all'avvio dei lavori;

- per i comuni in zona 3 e 4 (sismicità bassa e molto bassa): obbligo del deposito della documentazione relativa al progetto prima dell'avvio dei lavori;

- attività di controllo sistematico degli interventi relativi a opere o edifici pubblici o, in genere, edifici destinati a servizi pubblici essenziali, ovvero progetti relativi ad opere comunque di particolare rilevanza sociale o destinate allo svolgimento di attività, che possono risultare, in caso di evento sismico, pericolose per la collettività;

- attività di controllo su tutti gli altri tipi di edifici in tutte le zone sismiche.

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