ANNO XVI Gennaio 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 18 Settembre 2016 00:00

Belgio: primo caso di eutanasia su un minorenne. Il dibattito nel Paese si riaccende

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In Belgio, per la prima volta, un minorenne affetto da una malattia terminale ha scelto, con il benestare dei genitori, l’eutanasia. Non si conosce l’età del bambino né la malattia da cui era affetto.

Primo caso al mondo di eutanasia su un minore. La 'dolce morte' - secondo quanto riferiscono i media locali - è stata applicata su richiesta del giovane e con il consenso dei genitori, come prevede la legge, entrata in vigore nel 2014.

Il regno è l’unico Paese al mondo ad autorizzare l’eutanasia senza alcun limite d’età. Ma la legge pone dei vincoli severi. Occorre infatti che il minore, malato incurabile, in grado di intendere e volere, scelga in totale autonomia di voler mettere fine a una sofferenza ‘costante e insopportabile’.

Il presidente della Commissione federale sul controllo e la valutazione dell'eutanasia, Wim Distelmans, ha confermato la notizia all'agenzia di stampa 'Belga', sottolineando che si è trattato di un caso eccezionale. "Esistono fortunatamente pochi casi di questo tipo, ma ciò non significa che abbiamo il diritto di negare loro il diritto ad una morte dignitosa", ha dichiarato il professore.

“Prima di tutto – spiega Wim Distelmans, – fortunatamente non accade spesso che un minore sia in uno stato terminale. Secondo: i medici ancora utilizzano il vecchio metodo. Alla fine inducono un coma artificiale nel paziente, ciò che viene chiamata sedazione palliativa”.

La legge è entrata in vigore nel febbraio del 2014. L’obiettivo è consentire anche ai minorenni quella che viene definita ‘una morte dignitosa’. La richiesta di eutanasia deve essere comunque vagliata da un’equipe medica e da uno psichiatra o da uno psicologo.

“Avere dato questa possibilità – assicura Jean-Jacques De Gucht, senatore e attivista pro-eutanasia – ha fatto in modo che un sacco di persone, che sono confrontate a una malattia, abbiano trovato la pace mentale perché sanno di poter richiedere l’eutanasia. Non è che necessariamente la richiederanno, ma il fatto di poterlo fare per molti rappresenta una grande differenza”.

L'età del minore non è stata precisata, né sono emersi dettagli sul caso, se non che il minore soffriva di una malattia in fase terminale.

L’approvazione della legge aveva scatenato un violento dibattito nel Paese di tradizione cattolica. Alcuni pediatri e tutta la gerarchia della Chiesa si erano schierati contro. Ma i parlamentari hanno scelto diversamente.

Il Belgio è il solo paese al mondo ad aver esteso la pratica dell'eutanasia ai bambini, senza porre limiti di età, contrariamente ai Paesi Bassi che hanno fissato la soglia minima a 12 anni. La legge si applica a minori "capaci di intendere e di volere", che soffrono di una malattia incurabile allo stadio terminale, cui si aggiunga una sofferenza fisica costante e insopportabile che non può essere alleviata.

Il bambino o l'adolescente deve farne richiesta, che viene poi valutata da un'équipe medica e da uno psichiatra o psicologo. I genitori devono dare il proprio consenso a che venga praticata l'eutanasia. Il voto nel 2014 che ha portato alla modifica della legge sull'eutanasia e alla conseguente estensione di tale pratica ai minori, aveva sollevato numerose critiche in Belgio, paese di tradizione cattolica.

Eutanasia, Exit Italia: "Novanta richieste al mese, alcune anche per minori"

Sono "90 al mese i cittadini italiani che chiamano l'associazione Exit Italia per chiedere di avere informazioni su come ottenere il suicidio assistito in Svizzera. E mi è capitato anche di ricevere due richieste per pazienti minorenni, da parte di genitori disperati. Naturalmente, per loro non abbiamo potuto fare nulla". Così dichiaraall’Adnkronos Emilio Coveri, presidente di Exit Italia (Associazione italiana per il diritto a una morte dignitosa, 38.000 soci e 20 anni di attività quest'anno), nel giorno della notizia del primo caso di 'dolce morte' per un minore in Belgio.

"Ricordo benissimo - racconta Coveri - i casi dei due bambini con cui abbiamo avuto a che fare negli anni passati: il primo era un bimbo affetto da spina bifida, il secondo da leucemia. Per quanto riguarda gli adulti, il numero di coloro che chiedono il nostro aiuto è in aumento e si tratta nel 20-30% dei casi di malati psichici: situazioni che nemmeno la Svizzera riesce ad affrontare bene, perché è davvero difficile capire malattie di questo tipo. Lo stesso problema si presenta per i minori, per i quali la 'dolce morte' non è consentita oltre confine: la prerogativa del suicidio assistito è che il paziente sia in grado di intendere e di volere, e di decidere per se stesso; e quando è di fronte al medico, quest'ultimo è tenuto a provare alcune volte a farlo desistere. Con il minore non si può procedere in questo modo. Solo Belgio e Olanda hanno approvato questa possibilità, prevedendo la figura del fiduciario (in questo caso i genitori)".

Exit Italia ha una succursale in Canton Ticino, a pochi chilometri da Milano, aperta da marzo scorso e lì "già 35 italiani fino a oggi" hanno ottenuto la 'dolce morte'. Un numero che aumenterà "a giudicare dalla crescita vertiginosa delle chiamate che riceviamo - evidenzia Coveri - per cui è davvero urgente una legge anche in Italia, un Paese che obbliga ancora oggi a morire in esilio. Noi siamo comunque favorevoli all'eutanasia anche per pazienti con Alzheimer, Parkinson, e anche per i minori: non vedo perché debbano continuare a soffrire o andare incontro a un'eutanasia clandestina".

 

 

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