A loro, ricordo la cosa più semplice: tu sei la misericordia di Dio padre, in questo giubileo straordinario della misericordia, voluto da papa Francesco, nell’anno 2016 che volge alla fine.
Il ‘circolo della conoscenza buona che incute terrore di esclusione’ è anche in Rab-bi, caro Gesh.bu.
Gesh.bu è, in zumero, ‘alberogesh di conoscenza-bu’ buonabun, come:
bun(2); bu(7)
n., lamp, light; blister; bag-type of bellows; rebellion (holows container + nu11, ‘lamp’?).
v., to be swollen; to blow; to ignite, kindle; to shine brightly (cf., bul, to blow; to ignite’)[1].
Questo lampo, bun(2), bu(7), tende a sparire in Rab-bi.
Ma è chiaro in Gesh.bu! che la lettura circolare del zumero mi fa vedere Gesh.ub, ‘albero (del) cielo’.
Dimmi, Gesù, il diavolo pesatore della terra, bib.bi, che appare nella saga di Bilgamesh, quanto ha influito su Giovanni Pettinato per portarlo a mascherare nell’accado Ghilgamesh il nome del re zumero? Bil è il fuoco del bil.ki.lib.ba, ‘doppio circolo animato di fuoco di cielo e terra’.
Rab-bi, io ti ringrazio di tenermi con te, ti ringrazio di avermi fatto riconoscere il tuo nome attraverso il Sumerian Lexicon di John Alan Halloran, pubblicato in Los Angeles nel 2006, esaurito nelle vendite dirette, reperito da mio fratello Alessandro, che sta alla Microsoft, e speditomi, dopo che Adalgiso Naibo, il matematico sposo di Daniela, mia cugina, mi aveva segnalato che esisteva.
Ciò che esiste si può trovare, se si cerca.
Rab-bi è il circolo più ristretto. Unisce:
(gis) rab(3), rap
ring; clamp; fetter, shakle; stock; pillory; snare (to slide+ open container)[2].
con
-be2, -bi
v., to diminish, lessen; to speak, say (accusative infix b 3rd pers. sing. neuter + e ‘to speak’); to murmer, chirp, twitter; buzz, hum, howl, cry; mention (cf., biz; bi(z)) [KAS archaic frequency].
Il circolo gis rab, che diminuisce –bi, contempla l’esponente gis, che ritroviamo in magister, ma.gis.ter.
Qua, si svela ma.ter, latino per madre, con al centro –gis-:
gesh2,3,4, gish2,3, ges2,3,4,
sixty (cf., gesta –vel tagesh nds)[3].
geshbu, gespu, gesba, gespa
bow; boomerang; throw-stick (gish, ‘tool’, shub, ‘to cast, throw’, + nominative a; ending reflects vowel harmony prior to vowel contraction)[4].
geshbu2, geshpu2 [SU.DIM4]
fist(s); hook; handle; grappling hook for a wrestler; wrestling (often linked with lirum3, ‘athletics’) (gish, ‘wooden tool’, + bu(4), ‘to pull, draw’)[5].
gesta, ges2, gis2 [DIS]; gesh3,4, gish3
sixty (cf., ge –es – tu, ‘six hundred’, and ni –gi –da, ‘thing of sixty’; read instead (?) gesta, ges2, gis2, cf., igi-se3…du, ‘to walk in front of, Akk., igistu, gestu, ‘very first, leading’; gistu4, ‘(writing) board’; Sum., igistu, gestu4 [IGI.DU]; cf., ugula-ges2-da, ‘officer in charge of sixty men’; Akk., susi, ‘sixty’)[6].
Caro Gesù, unica via, verità e vita, tu riconosci che ti riconosco, col tuo potere:
Così parlò Gesù. Quindi, alzati gli occhi al cielo, disse: -Padre, è giunta l’ora, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te. Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato […]-. Gv., 17, 1-2.
Io riconosco tutto il potere in te, Gesù; tu riconosci che ho passato tutta la vita a meditare il potere, fin dal liceo scientifico.
A 68 anni, riconosco di esser stato preda di ba.bu.sat.an, che Pettinato, il giuda di Giovanni Semerano, non ha visto in Antasubba, il demone della perdita della conoscenza, che ha creduto di rubricare nel mal caduco, l’epilessia, mentre appare chiarissimo con la lettura circolare [ba.bu.sat.an].
Ero con la mia ragazza, al liceo, e non mi sono più comunicato con te da quando, al castello del vescovo…. Assistila, ora, con tutti i suoi figli.
Le due tesi date,
nel 1972-73 a Venezia, Ca Foscari, Partecipazione, Controllo, Autorità, Azione nella teoria dell’organizzazione, data col prof. Feliciano Benvenuti, rettore entrante, ispirata da Max Weber, e nel 1973-74 a Trento, Utilizzazione dei concetti della teoria di campo nell’interpretazione dei concetti di autorità-potere di Weber,
rivelano il mio punto di vista immutato. Da sociologo, che tocca la filosofia solo un poco. La vita, in realtà, mi fa riconoscere ciò che Nicolò Machiavelli ha teorizzato in modo insuperato, principatibus potiri.
Passai 37 anni senza più comunicarmi, da cane sciolto, come si diceva a Trento sociologia. Non ero consapevole di te! E tu aspettavi.
In questo autunno 2016, io scrivo invano propugnando la legge sui partiti; spero di scrivere con successo auspicando lo studio dell’archeologia del linguaggio, qua su www.agoramagazine.it, su http://www.tellusfolio.it/?lev=153&color=darkorange , su http://www.archeomedia.net/carlo-forin-urdu-schiavo-maschio-in-sumero/
Tutto ciò, dal vangelo odierno:
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,18-22.
Un giorno, mentre Gesù si trovava in un luogo appartato a pregare e i discepoli erano con lui, pose loro questa domanda: «Chi sono io secondo la gente?».
Essi risposero: «Per alcuni Giovanni il Battista, per altri Elia, per altri uno degli antichi profeti che è risorto».
Allora domandò: «Ma voi chi dite che io sia?». Pietro, prendendo la parola, rispose: «Il Cristo di Dio».
Egli allora ordinò loro severamente di non riferirlo a nessuno.
«Il Figlio dell'uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno».
[1] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 35.
[2] [2] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 218.
[3] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 97.
[4] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 97.
[5] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 97.
[6] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 97.

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