ANNO XV Maggio 2021.  Direttore Umberto Calabrese

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Giovedì, 06 Ottobre 2016 15:34

Maasai, sia in Kenya che in Tanzania aggrediti da bracconieri multimiliardari e zecche - Foto

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In Europa sappiamo che da anni i Maasai, sia in Kenya che in Tanzania, combattono per sopravvivere e difendere il loro territorio. Oggi rischiano di perdere la loro battaglia assediati come sono da bracconieri e multimiliardari che comprano le loro terre per organizzare safari.

 

Se gli stessi Maasai hanno trovato il modo per difendersi da tale “aggressività” (stanno unendo le loro terre per creare un nuovo tipo di riserva naturale autogestita, che salva le loro case, le tradizioni dei loro antenati e crea al contempo un corridoio naturale per il passaggio di gnu, elefanti e leoni), la stessa cosa non sta avvenendo per il caso della ECF, cioè la febbre della costa orientale, trasmessa dalle zecche, che va prevenuta per salvare le loro mucche. Esiste l‘antidoto (cioè un vaccino) per tale malattia, ma il suo impiego fraudolento rischia di distruggere i capi bovini da cui dipende in grandissima parte l’economia di questi popoli africani. Infatti, l’ECF è una malattia dei bovini che può arrivare ad uccidere l'80% dei vitelli non vaccinati nei primi sei mesi di vita quando invece una vaccinazione appropriata darebbe la protezione del 100%.

E’ provato che l’iniezione di metà della dose di vaccino comporta che i bovini non siano protetti e quindi muoiano a causa dell'ECF. Il danno e la beffa in quanto i pastori Maasai pagano il doppio per le vaccinazioni e non proteggono i loro animali.

{gallery}2016/masai{/gallery}

 

Dal 2012, in due soli distretti della Tanzania, sono morti più di duecentomila bovini con conseguenze disastrose per l’economia e finanche per la sopravvivenza degli stessi Maasai. Purtroppo, il supporto delle organizzazioni internazionali contro le vaccinazioni fraudolente non è stato all’altezza del mondo occidentale e delle persone oneste.

 

L’incontro della nostra Comunità con i MAASAI, patrocinato dal Comune di Mesagne, avverrà nel Castello di Mesagne, alle ore 17 del 7 Ottobre 2016 e sarà introdotto dal Prof. Antonio ARESTA, antropologo sociale dell’Università del Salento. L’evento darà l’opportunità di conoscere il mondo della cooperazione internazionale e gli sforzi dei ricercatori europei per debellare le malattie, nonché il grado di abiezione a cui si può arrivare quando il profitto è al centro degli interessi, come obiettivo primario dei percorsi di vita.

La Delegazione del Popolo Maasai arriverà in Italia il 6 ottobre 2016, verrà ricevuta già nello stesso pomeriggio in Senato e sarà accompagnata da Giuseppe Bepi Di GIULIO di Brindisi e dalla veterinaria belga Lieve LYNEN che, insieme, lavorano in Africa. Bepi è un ricercatore brindisino che ha lavorato 30 anni in Africa dove si è recato non solo per esercitare la sua professione di Veterinario e Ricercatore ma anche per diffondere i concetti delle società civili, che devono essere generose, solidali ed altruiste. Nel 1995 ha conosciuto il popolo dei Maasai e a loro ha dedicato e dedica moltissime energie.

{gallery}2016/masai2{/gallery}

Contro il flagello delle ECF, il Dr. Di GIULIO e la Dr. LYNEN, hanno messo a punto un vaccino i cui eccellenti risultati purtroppo sono spesso invalidati da un corrotto sistema di vaccinazioni fraudolente più volte denunciato.

I Maasai incontreranno Autorità, Ricercatori, Docenti, Studenti nonché Imprenditori legati all’allevamento e al pastoralismo, al fine di aprire canali diretti con le istituzioni, il mondo accademico, con gli operatori economici ed anche con il mondo dell’associazionismo.

articolo pervenuto da Istituo bioscentifico Euro Mediterraneo di Mesagne

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